<!DOCTYPE debiandoc PUBLIC "-//DebianDoc//DTD DebianDoc//IT" [
  <!entity % dynamicdata  SYSTEM "../dynamic.ent"       > %dynamicdata;
  <!entity % shareddata   SYSTEM "../release-notes.ent" > %shareddata;
  <!entity docid "$Id: release-notes.it.sgml,v 1.2 2003/01/04 00:37:57 joy Exp $">
]>

<debiandoc>
<!-- Last-Translator: Luca Brivio <lucab83@infinito.it> -->
<!-- original version: 1.9 -->

<!-- Si ringraziano Giuseppe Sacco <giuseppe@eppesuigoccas.homedns.org> per la precedente
     traduzione italiana delle Release Notes, Luca Monducci <luca.mo@tiscali.it> per il
     suo fondamentale contributo alla presente traduzione, e gli utenti della lista
     debian-l10n-italian per la loro opera di revisione -->

 <book>
  <titlepag>
   <title>Note di Release per &debian; &release; ("&releasename"), &arch-title;</title>
   <author>
    <name>Josip Rodin, Bob Hilliard, Adam Di Carlo, Anne Bezemer, Rob
    Bradford (attuale)</name><email></email>
   </author>
   <author>
    <name></name><email>debian-doc@lists.debian.org</email>
   </author>
   <version>&docid;</version>
  </titlepag>

  <toc detail="sect1">

  <chapt id="about"><heading>Che cosa c'è di nuovo nelle Note di Release</heading>

   <p>[La versione più recente di questo documento è sempre disponibile presso
   <url id="&url-release-notes;">. Se la presente versione data a più di un mese fa,
   si potrebbe voler scaricare l'ultima versione.]</p>

   <p>Si noti che precedenti edizioni delle note di release contenevano
   informazioni sull'aggiornamento da release anteriori alla release
   precedente. Tuttavia tali contenuti rendevano spesso la documentazione più complessa,
   così abbiamo deciso di trattare solamente aggiornamenti da &debian; 3.0 ('woody'). Se
   si necessita di eseguire aggiornamenti dalle antecedenti release, si leggano
   le precedenti versioni delle note di release.</p>

  </chapt>

  <chapt id="whats-new"><heading>Che cosa c'è di nuovo in &debian; &release;</heading>

    <p>La lista delle architetture supportate non è cambiata dalla
        precedente release, &debian; 3.0 ('woody'). Ecco la lista completa delle
        architetture per questa release.</p>

    <p>
     <list>
      <item><p>Intel x86 ('i386')</p></item>
      <item><p>Motorola 680x0 ('m68k')</p></item>
      <item><p>Alpha ('alpha')</p></item>
      <item><p>SPARC ('sparc')</p></item>
      <item><p>PowerPC ('powerpc')</p></item>
      <item><p>ARM ('arm')</p></item>
      <item><p>MIPS ('mips' (Big endian) e 'mipsel' (Little endian))</p></item>
      <item><p>Intel Itanium ('ia64')</p></item>
      <item><p>HP PA-RISC ('hppa')</p></item>
      <item><p>S/390 ('s390')</p></item>
     </list>
    </p>

<![ %not-i386 [ 

<!-- i386 doesn't have a port page - or do they now? -->

    <p>Si può leggere di più circa lo stato dei port e reperire
    informazione specifiche sul port per la propria architettura presso le <url id="&url-ports;"
    name="pagine web dei port di Debian">.</p>

]]>

<![ %hppa %s390 %mips %mipsel %ia64 [ 

    <p>Questa è soltanto la seconda release ufficiale di &debian; per l'architettura
    &arch-title;. Riteniamo che abbia raggiunto uno stato di collaudo sufficiente
    per la distribuzione. Tuttavia, dal momento che non è stata in circolazione
    quanto le release precedenti su altre architetture (e non è quindi
    stata altrettanto testata dagli utenti), si potrebbe incontrare qualche bug. Si prega
    di usare il nostro
    <url id="&url-bts;" name="sistema di rintracciamento dei bug (Bug Tracking System)">
    per segnalare qualunque problema; ci si assicuri di menzionare il fatto che il bug è
    riscontrato sulla piattaforma &architecture;.</p>

]]>

    <p>&debian; &release; per l'architettura &arch-title; è distribuita con
    la versione &kernelversion; del kernel.</p>

<![ %available-2.6 [

    <p>Sull'architettura &arch-title; è disponibile anche un kernel 2.6,
    la cui versione è la &kernelvgiuseppe@eppesuigoccas.homedns.orgersion-2.6;. Si noti che i pacchetti di Debian
    del kernel 2.6.8 includono la release 2.6.8.1 del kernel ed altre patch
    selezionate.</p>

]]>

   <sect id="newinst"><heading>Che cosa c'è di nuovo nel Sistema di Installazione?</heading>

    <p>Il vecchio sistema di installazione di &debian; è stato sostituito da un
    sistema di installazione completamente nuovo, chiamato
    <prgn>debian-installer</prgn>. Il nuovo sistema di installazione ha
    un design modulare: è stato sviluppato pensando all'estensibilità.</p>

    <p>Alcune delle nuove funzionalità presenti nel sistema di installazione includono
    il supporto per l'avvio da dispositivi flash USB, la scelta di
    <prgn>aptitude</prgn> per l'installazione dei pacchetti nella fase di primo avvio,
    ed il supporto per il file system <prgn>XFS</prgn> e per <prgn>LVM</prgn>
    (uno strumento di gestione delle unità logiche).</p>

    <p>Per un pieno dettaglio sul nuovo sistema di installazione di Debian, si
    invitano gli utenti a leggere la guida all'installazione di Debian inclusa nel
    primo CD o presso <url id="&url-install-manual;">.</p>

<![ %i386 [

    <p>Le immagini del kernel sono disponibili in diverse varianti ("flavours"). Tali
    varianti supportano ciscuna un differente assetto hardware. Le varianti disponibili
    in &debian; &release; per &arch-title; sono:</p>

    <p>
     <taglist>
      <tag>vanilla</tag>
      <item><p>Il pacchetto standard del kernel disponibile in Debian. Esso
              include quasi tutti i driver supportati da Linux compilati come
              moduli, compresi driver for dispositivi di rete, dispositivi SCSI,
              schede audio, dispositivi Video4Linux, etc. La variante
              `vanilla' comprende un disco di ripristino, uno di root e due
              di driver.</p></item>
      <tag>speakup</tag>
      <item><p>È pressoché identico al kernel vanilla sopra descritto,
              ma con supporto per i display braille. Una lista completa di
              modelli supportati può essere reperita nella documentazione brltty.
              Questa variante comprende un disco di ripristino, uno di root e uno
              di driver.<p></item>
     </taglist>

<!-- FJP: I feel the info about floppies should be removed from this table as
          floppies are no longer the most used installation method. -->

    <p>I file di configurazione del kernel per tali varianti possono essere reperiti nelle loro
    rispettive directory, in un file denominato 'kernel-config'.</p>

]]>

<!-- FJP: Maybe a short description of available installation methods could be
          added here: floppy, CD (netinst/business-card/full set), netboot,
          hd-media, USB-stick. -->

<![ %available-2.6 [

    <p>Per &arch-title; è disponibile un sistema di installazione che
    utilizza un kernel basato sulla versione 2.6. Per maggiori dettagli sul suo utilizzo
    si consulti la guida all'installazione.</p>

]]>

   </sect>

   <sect id="newdistro"><heading>Che cosa c'è di nuovo nella Distribuzione?</heading> 

    <p>Per rimpiazzare lo stagionato, assai denigrato, seppure ancora popolare
    <package>dselect</package>, molte interfacce ad apt sono state in
    sviluppo durante il ciclo di release di woody. Gli utenti interessati
    dovrebbero esaminare i pacchetti <package>aptitude</package> e
    <package>synaptic</package>.</p>

    <p>Questa release di &debian; contiente la release 4.3 di XFree86,
    molto migliorata, che comprende il supporto per una più ampia gamma di
    hardware, un migliore supporto per l'autorilevamento, ed un supporto
    migliorato per tecnologie avanzate come Xinerama e l'accelerazione 3D.</p>

    <p>&debian; è in questa release più che mai prima orientata ai desktop,
    ed include ora GNOME 2.6 e KDE 3.2. È anche inclusa per la prima volta
    una complete suite per l'ufficio nella formula di OpenOffice.org
    1.1; altri strumenti per la produttività inclusi nella release sono il
    software per il groupware Evolution ed il client di messaggistica istantantea GAIM.

    <p>La distribuzione ufficiale di &debian; viene ora distribuita su tredici
    CD di binarii con un numero simile di CD di sorgenti, ed è ora disponibile anche una versione
    della distribuzione su DVD.</p></sect>

  </chapt>

  <chapt id="installing"><heading>Nuove installazioni</heading>

    <p>Se si sta procedendo ad una nuova installazione di Debian, si dovrebbe
    leggere il manuale di installazione, disponibile sul CD ufficiale come:

     <example>

      /dists/&releasename;/main/disks-&architecture;/current/doc/install.txt
      (o .html)

     </example></p>

    <p>o su Internet presso: <url id="&url-install-manual;">.</p>

    <p>Il vecchio sistema di installazione di &debian;, chiamato
    <prgn>boot-floppies</prgn>, è stato rimpiazzato da un nuovo sistema di installazione
    modulare e più potente chiamato <prgn>debian-installer</prgn>.</p>

  </chapt>

  <chapt id="upgrading"><heading>Aggiornamenti da precedenti release</heading>

<!-- For doc-writers' convenience:
Debian Supported
release: architectures:

1.3.1 or less i386
2.0           i386,m68k
2.1	      i386,m68k,alpha,sparc
2.2	      i386,m68k,alpha,sparc,powerpc,arm
3.0	        + hppa s390 mips mipsel ia64
-->

   <sect id="information"><heading>Dettaglio dei cambiamenti nel sistema</heading>

<!-- Controversial, disabled for now, please translate though

    <sect1 id="german-quotes"><heading>Problemi con le virgolette tedesche</heading>

    <p>I locale per le lingue tedesche (p.e. de_DE@euro) utilizzano
    sfortunatamente un modo esteticamente sgradevole di rappresentare
    le virgolette aperte. L'abbiamo conservato tale al fine di
    mantenere la compatibilità con altre distribuzioni Linux, e speriamo
    che nel futuro sarà corretto. Suggeriamo che si passi ad un
    locale UTF-8 (p.e. de_DE@euro.UTF-8), che supporta pienamente il tedesco con
    le virgolette corrette, e, utilizzando la codifica Unicode, ha un miglior
    supporto anche per altre lingue.</p>

    <p>Per cambiare la locale di sistema, si utilizzi:
    <example>dpkg-reconfigure locales</example></p>

-->
    <sect1 id="syntax"><heading>Cambiamenti importanti nella sintassi dei programmi</heading>

     <p>Debian si preoccupa di evitare differenze con i pacchetti a monte ["upstream" in
     gergo Debian, cioè i pacchetti originali degli autori dei programmi da cui vengono ricavati
     quelli Debian, NdT], dunque qualunque cambiamento nel pacchetto a monte sarà presente nella
     versione contenuta in &debian;. Questo può significare che il comportamento
     dei programmi possa cambiare fra differenti release di &debian;. </p>

     <p><em>Nessun cambiamento segnalato finora.</em></p>

    </sect1>

   </sect>

   <sect id="backup"><heading>Preparazione all'aggiornamento</heading>

    <p>Prima di aggiornare il proprio sistema, si raccomanda vivamente di
    effettuare un backup completo, o almeno un backup di tutti quei dati
    e informazioni di configurazione che non ci si può permettere di perdere.
    Gli strumenti ed i processi di aggiornamento sono piuttosto affidabili, ma un problema all'hardware
    nel mezzo di un aggiornamento potrebbe risultare in un sistema fortemente danneggiato.</p>

    <p>Le principali cose di cui si vorrà mantenere una copia sono i contenuti
    di <file>/etc</file> e di <file>/var/lib/dpkg</file> e l'output di
    <tt>dpkg --get-selections \*</tt>.</p>

    <p>È saggio informare in anticipo tutti gli utenti di qualunque aggiornamento
    si stia pianificando, sebbene gli utenti che accedono al sistema tramite SSH (perlomeno)
    non dovrebbero notare granché durante l'aggiornamento, e potrebbero voler continuare
    a lavorare. Se si desidera prendere ulteriori precauzioni, si esegua un backup delle
    partizioni degli utenti (<file>/home</file>) e le si smonti prima dell'aggiornamento.
    Non sarà normalmente necessario un riavvio.</p>

    <p>L'aggiornamento della distribuzione dovrebbe essere effettuato o in locale da una
    console virtuale in modalità testo (o da un terminale seriale direttamente
    connesso), o in remoto attraverso un collegamento <prgn/ssh/.</p>

    <p><em/Importante/: <em/Non/ si dovrebbe effettuare l'aggiornamento utilizzando
    <prgn/telnet/, <prgn/rlogin/, <prgn/rsh/, o da una sessione di X gestita da <prgn/xdm/,
    <prgn/gdm/ o <prgn/kdm/ etc. sulla macchina che si sta aggiornando. Questo perché
    ciascuno di tali servizii potrebbe essere terminato durante l'aggiornamento, il che
    può risultare in un sistema <em/inaccessibile/ che si troverebbe aggiornato solo a metà.</p>

    <sect1><heading>Disattivare APT Pinning</heading>

     <p>Se si è configurato APT per installare alcuni pacchetti da una
     distribuzione diversa da stable (p.e da testing), si potrebbe dover
     modificare la propria configurazione dei pin APT (salvata in
     <file>/etc/apt/preferences</file>) per consentire l'aggiornamento di tali pacchetti
     alle versioni contenute nella nuova release stable. Maggiori informazioni sui pin APT
     possono essere reperite in <manref name="apt_preferences" section="5">.</p>

<!-- FJP: Couldn't the advise to hold such packages prevent the upgrade of e.g.
          libc6 if the package depends on the old version! -->

    </sect1>

    <sect1><heading>Controllo dello stato dei pacchetti</heading>

     <p>Indipendentemente dal metodo utilizzato per l'aggiornamento, si raccomanda di
     controllare prima lo stato di tutti i pacchetti, e di verificare che
     tutti i pacchetti siano in uno stato che ne consente l'aggiornamento. Il
     seguente comando visualizzerà eventuali pacchetti che siano in uno stato "Half-Installed" o
     "Failed-Config", e quelli che abbiano uno status problematico.

      <example>

       # dpkg --audit

      </example></p>

     <p>Si potrebbe anche ispezionare lo stato di tutti i pacchetti sul proprio sistema
        utilizzando <prgn/dselect/, <prgn/aptitude/, o con comandi come

      <example>

       # dpkg -l | pager 

      </example></p>

     <p>o

      <example>

       # dpkg --get-selections &gt; ~/curr-pkgs.txt

      </example></p>

     <p>È desiderabile la rimozione di qualunque blocco prima dell'aggiornamento. Se
     qualche pacchetto che è essenziale per l'aggiornamento è bloccato ["on hold"],
     l'aggiornamento non andrà a buon fine. Si possono identificare pacchetti tenuti bloccati con

      <example>

       # dpkg --audit

      </example></p>

     <p>Se si è modificato e ricompilato un pacchetto localmente, e non lo si è
     rinominato né lo si è contrassegnato nella versione, lo si dovrà bloccare per
     impedire che venga aggiornato. Lo stato bloccato ["hold"] dei pacchetti può essere cambiato
     utilizzando <prgn/aptitude/. Con

      <example>

       aptitude hold | unhold &lt;package&gt;

      </example></p>

    </sect1>

    <sect1><heading>Considerazioni speciali per gli utenti di SSH</heading>

     <p>La versione SSH commerciale contenuta nel pacchetto <package/ssh/ prima della
     release 2.2 o nel pacchetto <package/ssh-nonfree/ nella release 2.2 è stata sostituita
     dal pacchetto libero secondo le DFSG <package/ssh/ (OpenSSH) in
     questa release. La collezione commerciale di programmi SSH non è più presente. 
     Il pacchetto <package/ssh/ comprende un passo di configurazione di Debconf che
     rigenererà una configurazione che è compatibile con OpenSSH.</p>

    <sect1><heading>Directory che potrebbero richiedere attenzione</heading>

     <p>È importante che la directory <file>/etc/rcS.d</file> esista prima dell'aggiornamento:
     altrimenti non riuscirà l'installazione del pacchetto <package/libc6/.</p>

     <p>La directory <file>/usr/share/doc</file> (se già esiste) non dovrebbe
     essere un link simbolico (p.e. a <file>/usr/doc</file>), dal momento che ciò causerà
     la rottura di alcuni pacchetti. È tuttavia consentita la creazione di un link simbolico
     da <file>/usr/doc</file> a <file>/usr/share/doc</file>. Si noti che, se si utilizza
     un tale link simbolico, si otterranno numerosi messaggi riguardo directory
     <file>/usr/doc</file> che non possono essere rimosse. Sono normali, e li
     si può tranquillamente ignorare.</p></sect1>

    </sect>

   <sect id="upgrade-process"><heading>Preparazione delle fonti per APT</heading>

    <p>Il metodo raccomandato per l'aggiornamento consiste nell'utilizzare
    <prgn/aptitude/, come descritto sotto. L'analisi delle dipendenze implementata
    consente aggiornamenti privi di pericoli e comode installazioni.</p>

    <p>Qualsiasi operazione di installazione di pacchetti deve essere eseguita
    con i privilegi di superutente, per cui è necessario accedere come root o
    utilizzare <prgn/su/ o <prgn/sudo/ per ottenere i diritti di accesso necessarii.</p>

    <p>Prima di cominciare l'aggiornamento si deve predisporre per le liste dei pacchetti
    il file di configurazione di <package/apt/, <file>/etc/apt/sources.list</file>.</p>

    <p><package/apt/ prenderà in considerazione tutti i pacchetti che
    possono essere trovati tramite ogni riga "<tt>deb</tt>", ed
    installerà il pacchetto con il numero di versione più alto, dando
    la priorità alle righe menzionate per prime (in questo modo, nel caso in
    cui siano presenti più locazioni di mirror, si dovrebbe menzionare per primo
    un disco fisso locale, poi CD-ROM, infine mirror HTTP/FTP).</p>

    <sect1 id="network"><heading>Aggiunta di fonti Internet per APT</heading>

     <p>La configurazione di default è predisposta per l'installazione dai principali
     server Debian su Internet, ma si potrebbe desiderare di modificare
     <file>/etc/apt/sources.list</file> per utilizzare altri mirror,
     preferibilmente un mirror più "vicino" (dal punto di vista della rete).</p>

<!-- FJP: Why is 'default configuration' relevant here? We are talking about
          upgrading existing installations; we really have no idea what
          apt-sources users will have set up here (maybe just a Woody CD-set).
          Note: D-I sets the default configuration to a mirror based on
          the selected country and not the 'main' servers. -->

     <p>Gli indirizzi dei mirror HTTP o FTP di Debian possono essere reperiti presso
     <url id="&url-debian-mirrors;"> (si guardi la sezione "elenco dei mirror").
     I mirror HTTP sono in genere più rapidi dei mirror FTP.</p>

<!-- FJP: 'Otherwise' does not refer back to anything here, so I deleted it
          (unless the intention was to refer to local intr_a_net HTTP
          servers in the previous para). -->

     <p>Ad esempio, si supponga che il proprio mirror Debian più vicino sia
     <tt>&url-debian-mirror-eg;/</tt>. Ispezionando tale mirror con un
     browser web o con un client FTP, si noterà che le directory principali
     sono organizzate nel modo seguente:

      <example>

       &url-debian-mirror-eg;/dists/stable/main/binary-&architecture;/...
       &url-debian-mirror-eg;/dists/stable/contrib/binary-&architecture;/...

      </example></p>

     <p>Per utilizzare questo mirror con <prgn/apt/, si aggiungerà al
     proprio file <file/sources.list/ la seguente riga:

      <example>

       deb &url-debian-mirror-eg; &releasename; main contrib

      </example></p>

     <p>Si noti che "<tt>dists</tt>" è aggiunto implicitamente, e che gli
     argomenti che seguono il nome della release sono utilizzati per espandere
     il percorso su directory multiple.</p>

     <p>Dopo aver aggiunto le proprie nuove fonti, si disabilitino le righe
     "<tt/deb/" preesistenti in <file/sources.list/, ponendo davanti ad esse
     un simbolo 'cancelletto' (<tt/#/).</p>

     <p>Ogni pacchetto richiesto per l'installazione che venga prelevato dalla
     rete è conservato in <file>/var/cache/apt/archives</file> (e nella sottodirectory
     <file>partial/</file> durante lo scaricamento), dunque ci si deve accertare
     di avere sufficiente spazio a disposizione prima di tentare di avviare
     l'installazione. Con un'installazione di Debian ragionevolmente estesa,
     ci si possono attendere almeno 300 MB di dati scaricati.</p>

    </sect1>

    <sect1 id="localmirror"><heading>Aggiunta di fonti da mirror locale per APT</heading>

     <p>Al posto di utilizzare mirror HTTP o FTP dei pacchetti, si potrebbe desiderare
     di modificare <file>/etc/apt/sources.list</file> per utilizzare un mirror su un
     disco locale (possibilmente montato tramite NFS).</p>

     <p>Ad esempio, il proprio mirror dei pacchetti potrebbe essere sotto
     <file>/var/ftp/debian/</file>, e si potrebbe avere directory principali come le
     seguenti:

      <example>

       /var/ftp/debian/dists/stable/main/binary-&architecture;/...
       /var/ftp/debian/dists/stable/contrib/binary-&architecture;/...

      </example></p>

     <p>Per utilizzare questo mirror con <prgn/apt/, si aggiungerà al proprio
     file <file/sources.list/ la seguente riga:

      <example>

       deb file:/var/ftp/debian &releasename; main contrib

      </example></p>

     <p>Si noti che "<tt>dists</tt>" è aggiunto implicitamente, e che gli
      argomenti che seguono il nome della release sono utilizzati per espandere
      il percorso su directory multiple.</p>

     <p>Dopo aver aggiunto le proprie nuove fonti, si disabilitino le righe
      "<tt/deb/" preesistenti in <file/sources.list/, ponendo davanti ad esse
      un simbolo 'cancelletto' (<tt/#/).</p>

     <sect1 id="cdroms"><heading>Aggiunta di fonti su CD-ROM per APT</heading>

<!-- FJP: Are these instructions also valid for adding DVD's? -->

      <p>Si veda sopra nel caso in cui si debba innanzitutto installare l'ultima
      versione dei pacchetti <package/apt/ e <package/dpkg/, come descritto innanzi.</p>

<!-- FJP: See above [...], as described above is a bit double.
          Also, I don't think the need to update the package tools and how
          to do that has been descibed 'above' yet. -->

      <p>Se si vogliono utilizzare <em/soltanto/ CD-ROM, si disabilitino, commentandole,
      le righe "<tt/deb/" preesistenti in <file>/etc/apt/sources.list</file>, ponendo
      davanti ad esse un simbolo 'cancelletto' (<tt/#/).</p>

      <p>Ci si accerti che vi sia in <file>/etc/fstab</file> una riga che
      abilita il mount del proprio drive CD-ROM su <file>/cdrom</file>
      (<prgn/apt-cdrom/ richiede il mount esattamente su <file>/cdrom</file>). Ad
      esempio, se il drive del CD-ROM è chiamato <file>/dev/hdc</file>,
      <file>/etc/fstab</file> deve contenere una riga come la seguente:

       <example>

        /dev/hdc /cdrom auto defaults,noauto,ro 0 0

       </example></p>

       <p>Si noti che non deve essere presente <em/nessuno spazio/ tra le parole
       <tt>defaults,noauto,ro</tt> nel quarto campo.</p>

       <p>Per verificare il funzionamento, si inserisca un CD e si provi ad eseguire

        <example>

         mount /cdrom (con questo comando si monterà il CD sul mount point)
         ls -alF /cdrom (con questo comando si dovrebbe visualizzare la directory di root del CD)
         umount /cdrom (con questo comando si smonterà il CD)

        </example></p>

       <p>Quindi, si esegua:

        <example>

         apt-cdrom add

        </example></p>

       <p>per ciascun CD-ROM di binarii di Debian che si possiede, per aggiungere i
       dati su ciascun CD al database di APT.</p>

      </sect1>

     </sect>

     <sect id="upgradingpackages"><heading>Aggiornamento dei pacchetti</heading>

      <p>Il metodo di aggiornamento raccomandato fra le release &debian; prevede
      l'utilizzo dello strumento di gestione dei pacchetti <prgn>aptitude</prgn>. Tale
      strumento rende le decisioni riguardanti le installazioni dei pacchetti più sicure che
      l'esecuzione diretta di <prgn>apt-get</prgn>.</p>

      <p>Non ci si dimentichi di montare tutte le partizioni necessarie (in particolar
      modo le partizioni root e <file>/usr</file>) in lettura-scrittura, con un comando
      come:

       <example>

        mount -o remount,rw /<var>mountpoint</var>

       </example></p>

      <p>Ci si assicuri poi che le voci sulle sorgenti di APT (contenute in
      <file>/etc/apt/sources.list</file>) facciano riferimento alla distribuzione <tt>'stable'</tt>
      e non vi facciano riferimento attraverso il suo nome in codice (p.e. <tt>&oldreleasename;</tt>).

      <p>Si raccomanda vivamente di utilizzare il programma <prgn>/usr/bin/script</prgn>
      per registrare una trascrizione della sessione di aggiornamento. In tal modo,
      se si verificassero problemi, si disporrà di una registrazione di quanto
      accaduto, e, ove necessario, si potrà fornire le informazioni esatte in un eventuale
      rapporto su un bug. Per avviare la registrazione, si digiti:

       <example>

        script -a ~/upgrade-to-sarge.typescript

       </example></p>

      <p>o un simile comando. Non si collochi il file della registrazione in una directory
      temporanea come <file>/tmp</file> o <file>/var/tmp</file> (i file in queste
      directory potrebbero venir cancellati durante l'aggiornamento o durante un eventuale
      riavvio).</p>

      <p>Dopodiché bisogna installare il pacchetto <package>aptitude</package>. Lo si fa
      con:</p>

      <p>

       <example>
        apt-get install aptitude
       </example></p>

      <p>Fatto salvo che si abbia una configurazione di APT funzionante, come quella sopra descritta,
      questo comando installerà la versione in &releasename; di <prgn>aptitude</prgn>.</p>

<!-- FJP: Will it really? Haven't we have just instructed users to point
          everything to the new release? -->

      <p>Anzitutto, <prgn>aptitude</prgn> deve reperire una lista di pacchetti nuovi e di pacchetti
      aggiornati per la nuova release. Questo viene fatto sotto l'esecuzione del comando:</p>

      <p>

       <example>

        aptitude update

       </example></p>

      <p>Una volta che <prgn>aptitude</prgn> ha informazioni su tutti i pacchetti
         disponibili, il sistema è almeno pronto per essere completamente aggiornato.</p>

<!-- FJP: Why 'almost'? The next command will perform the upgrade.
          'Almost' implies the user needs to do something else first... -->

      <p>

       <example>

        aptitude -f --with-suggests --with-recommends dist-upgrade

       </example></p>

      <p>Questo comando farà eseguire un completo aggiornamento del sistema, che
      comprenderà p.e. l'installazione delle ultime versioni disponibili di tutti i
      pacchetti, e la risoluzione di tutti i possibili cambiamenti di dipendenze
      fra pacchetti di release differenti. Se necessario, saranno installati alcuni
      nuovi pacchetti (solitamente nuove versioni di librerie, o pacchetti rinominati),
      e sarà rimosso qualunque pacchetto obsoleto che crei conflitti (come
      <package>console-tools-libs</package>).</p>

      <p>In caso di aggiornamento da una serie di CD-ROM, verrà chiesto di
      inserire uno specifico CD in parecchi punti dell'aggiornamento. Potrebbe
      capitare di dover inserire più volte lo stesso CD: ciò è dovuto a
      pacchetti intercorrelati tra loro che sono stati distribuiti tra diversi CD.</p>

      <p>Pacchetti attualmente installati disponibili in nuove versioni alle quali non possano
      essere aggiornati senza cambiare lo stato di installazione di un altro pacchetto
      saranno lasciati alla loro attuale versione (contrassegnati come "held back"<!--?-->).
      Questo fatto può essere risolto o utilizzando <prgn>aptitude</prgn> per designare tali
      pacchetti per l'installazione, o provando con <tt>aptitude -f install
      &lt;pacchetto&gt;</tt>.</p>

      <p>L'opzione <tt/--fix-broken/ (o soltanto <tt/-f/) fa sì che
      <package/apt/ tenti di correggere un sistema con dipendenze rotte.
      <package/apt/ non permette che su un sistema esistano dipendenze di pacchetti rotte.</p>

      <sect1 id="trouble"><heading>Problemi che potrebbero emergere durante o dopo l'aggiornamento</heading>

       <p>A volte è necessario abilitare l'opzione APT::Force-LoopBreak perché
       APT possa rimuovere temporaneamente un pacchetto essenziale, per
       via di un un circolo vizioso "è in conflitto con"/"pre-dipende da".

       <!--?Conflicts/Pre-Depends preso da dpkg.po-->

       Di norma <prgn/aptitude/ emetterà un avviso e cesserà l'aggiornamento. Si può per l'appunto evitare
       ciò specificando l'opzione <tt>-o APT::Force-LoopBreak=1</tt> nella riga di comando di
       <prgn/aptitude/.</p>

       <p>C'è la possibilità che la struttura delle dipendenze di un sistema
       sia talmente corrotta da richiedere un intervento manuale. Solitamente ciò
       significa usare <prgn/aptitude/ o

        <example>

         dpkg --remove <var>packagename</var>

        </example></p>

       <p>per eliminare alcuni dei pacchetti problematici, o

        <example>

         aptitude --fix-broken install
         dpkg --configure --pending

        </example></p>

        <p>In casi estremi si dovrebbe poter forzare la reinstallazione con un comando
        simile a

         <example>

          dpkg --install /path/to/packagename.deb

         </example></p>

        <p>Dopo aver sistemato le cose, si dovrebbe poter riprendere
        l'aggiornamento ripetendo i comandi <tt/dist-upgrade/ descritti
        in precedenza.</p>

        <p>Durante l'aggiornamento verranno poste domande per la configurazione,
        o riconfigurazione, di parecchi pacchetti. Quando venga chiesto se un
        qualsivoglia file nelle directory <file>/etc/init.d</file> e
        <file>/etc/terminfo</file> o il file <file>/etc/manpath.config</file>
        debba venir rimpiazzato con quello fornito dal manutentore del pacchetto,
        di solito è necessario rispondere affermativamente, per garantire la coerenza
        del sistema. Si può sempre ritornare alle versioni precedenti, dal momento
        che verranno salvate con un estensione <tt/.dpkg-old/.</p>

        <p>Se non si è sicuri sul da farsi, ci si annoti il nome del pacchetto
        o del file e sistemare, e si sistemino le cose in un momento successivo. Le
        informazioni presentate sullo schermo durante l'aggiornamento possono essere riesaminate
        dopo esser state cercate nel file della registrazione.</p>

        <sect1 id="nownownow"><heading>Cose da fare prima del prossimo riavvio</heading>

         <p>Quando <tt>aptitude dist-upgrade</tt> è giunto al termine,
         l'aggiornamento "formale" è concluso, ma vi sono alcune altre cose
         di cui ci si dovrebbe preoccupare <em/prima/ del riavvio successivo.</p>

         <p>Si legga il documento
         <file>/usr/share/doc/xfree86-common/README.Debian-upgrade</file> per
         maggiori informazioni sull'aggiornamento dei pachetti del sistema X Window. Questo
         riguarda gli utenti di tutte le precedenti release di Debian. In breve, bisogna
         leggerlo.</p>

         <sect2 id="newkernel"><heading>Aggiornamento del kernel</heading>

          <p>Si noti che il kernel Linux <em/non/ è stato aggiornato attraverso le procedure
          presentate. Si potrebbe desiderare di farlo da sé, o installando uno
          dei pacchetti <package/kernel-image-*/ o compilando un kernel personalizzato
          dai sorgenti.</p>

          <![ %available-2.6 [

          <p>&debian; è fornita con un kernel &kernelversion; che appartiene alla serie 2.4,
          la vecchia serie stabile del kernel Linux. Si potrebbe desiderare di utilizzare un
          kernel della serie 2.6 per avere un miglior supporto dell'hardware o prestazioni
          migliorative.</p>

]]>

          <p>Per aggiornare il proprio kernel si deve per prima cosa scegliere
          il kernel più adatto alla propria sottoarchitettura. Un elenco dei
          kernel disponibili per l'installazione può essere ottenuto con:

<!-- FJP: s/subarchitecture/subarchitecture and processor/ ??? -->

           <example>

            apt-cache search ^kernel-image

           </example></p>

          <p>Si dovrebbe quindi utilizzare per la sua installazione <tt/aptitude install/.
          Una volta che questo nuovo kernel sia installato , si dovrebbe effettuare un riavvio
          alla prima opportunità che si presenta, per trarne i benefici.</p>

          <p>Per i più avventurosi esiste un modo semplice per compilare il
          proprio kernel personalizzato su &debian;. Si installi lo strumento
          <package>kernel-package</package> e si legga la documentazione
          contenuta nel file <file>/usr/share/doc/kernel-package</file>.</p>

         </sect2></sect1></sect>

  </chapt>

  <chapt id="moreinfo">

   <heading>Maggiori informazioni su &debian;</heading>

   <sect id="morereading"> <heading>Letture aggiuntive</heading>

    <p>Oltre al presente documento e alla guida all'installazione,
    ulteriore documentazione su &debian; è disponibile da parte del Debian
    Documentation Project (DDP), il cui scopo è di creare documentazione di
    alta qualità per gli utenti e gli sviluppatori di Debian. È disponibile
    una documentazione che comprende la Guida a Debian, la Guida per i nuovi
    manutentori Debian, le FAQ su Debian, e molto altro. Per un
    completo dettaglio delle risorse disponibili si consulti il sito web
    del sito web del DDP presso <url id="&url-ddp;">.</p>

    <p>La documentazione per i singoli pacchetti viene installata sotto
    <file>/usr/share/doc/<var>pacchetto</var></file>, ivi comprese informazioni di
    copyright, questioni specifiche di Debian ed ogni documentazione a monte.</p>

   </sect> 

   <sect id="gethelp"><heading>Come ottenere aiuto</heading> 

    <p>Ci sono molti posti dove gli utenti Debian possono ottenere aiuto,
    notizie e supporto, ma si dovrebbe tenerne conto solamente se la
    ricerca nella documentazione sull'argomento ha esaurito tutte le risorse.
    La presente sezione fornisce una breve introduzione a risorse che
    potrebbero risultare d'aiuto per i nuovi utenti Debian.</p>

   <sect1 id="lists">

    <p>Le mailing list di maggior interesse per gli utenti Debian sono
    la lista debian-user (in inglese) e le liste di utenti nelle varie
    lingue, debian-user-<var/language/ [il nome di quella in italiano
    fa eccezione, è debian-italian NdT]. Per informazioni su tali liste e
    per i dettagli sulle modalità di sottoscrizione si consulti <url
    id="&url-debian-list-archives;">. Prima di inviare un messaggio si
    cerchino negli archivi le risposte alla propria domanda, e comunque
    si ponga cura nell'osservare la "netiquette" standard delle liste.</p>

    <!--?un link per la netiquette?-->

   </sect1>

    <sect1 id="irc"><heading>Internet Relay Chat</heading>

     <p>Debian ha un canale IRC, dedicato al supporto ed all'aiuto agli utenti
     di Debian, sulla rete IRC Open Projects, dedicata alla condivisione di
     informazioni e risorse per la comunità Open Source. Per accedere al canale ci
     si colleghi con il proprio client IRC preferito a &opn-irc-server; e si entri
     in #debian.</p>

     <p>Si prega di seguire le linee guida del canale, nel pieno rispetto degli
     altri utenti. Per maggiori informazioni su Open Projects si visiti il the <url
     id="&url-opn;" name="sito web">.</p>

    </sect1>

   </sect> 

   <sect id="bugs"><heading>Rapporti sui bug</heading>

    <p>Facciamo ogni sforzo per rendere Debian GNU/Linux un sistema operativo di
    alta qualità; ciò non significa tuttavia che i pacchetti che forniamo siano totalmente
    esenti da bug. Come nostro servizio per i nostri utenti forniamo sul nostro sistema di
    rintracciamento dei bug (BTS, Bug Tracking System) tutte le informazioni disponibili
    sui bug scoperti, coerentemente con lo sviluppo aperto caratteristico di Debian. Il
    BTS è disponibile in versione navigabile presso
    <url id="&url-bts;" name="bugs.debian.org">.</p>

<!-- FJP: I propose to replace the last sentence by:
        Consistent with Debian's 'open development' philosophy and as a 
        service to our users, we provide all the information on reported bugs
        at our own Bug Tracking System (BTS). The BTS is browseable at
        <url id="&url-bts;" name="bugs.debian.org">.
-->

    <p>Se si trova un bug nella distribuzione o in un software pacchettizzato
    che ne fa parte, si è pregati di segnalarlo, in modo che possa essere opportunamente
    risolto per le release successive. Per la segnalazione dei bug è richiesto un indirizzo
    e-mail valido, in modo che noi ne possiamo tenere traccia e che gli sviluppatori
    possano mettersi in contatto con gli autori delle segnalazioni nel caso in cui avessero
    bisogno di maggiori informazioni.</p>

    <p>Si può segnalare un bug utilizzando il programma <package>reportbug</package>
    o utilizzando l'e-mail manualmente. 
    Si possono ottenere maggiori informazioni sul Bug Tracking System e su come utilizzarlo
    leggendo le schede di riferimento (disponibili presso
    <file>/usr/share/doc/debian</file> in qualsiasi sistema installato) o in linea presso
    il <url id="&url-bts;" name="Bug Tracking System">.</p>

<!-- FJP: The 'bug' program and package are obsolete. -->

   </sect>

   <sect id="contributing"><heading>Fornire il proprio contributo a Debian</heading>

    <p>Non è necessario essere degli esperti per contribuire a Debian.
    Assistendo gli utenti con i problemi che esprimono sulle varie
    <url id="&url-debian-list-archives;" name="liste"> di supporto per gli
    utenti, si fornisce un contributo alla comunità. Identificare (ed in
    special modo risolvere) problemi relativi allo sviluppo della
    distribuzione attraverso la participazione alle
    <url id="&url-debian-list-archives;" name="liste"> per lo sviluppo è
    un'altra cosa estremamente utile. Per mantenere l'alta qualità della
    distribuzione Debian si possono <url id="&url-bts;" name="segnalare bug">,
    in modo di aiutare gli sviluppatori a tenerne traccia e correggerli.
    Se si è portati per il testo, si potrebbe voler fornire più
    attivamente un contributo aiutando a scrivere la <url id="&url-ddp;"
    name="documentazione"> o <url id="&url-debian-i18n;" name="tradurre"> nella
    propria lingua la documentazione esistente.</p>

    <p>Se si ha più tempo da dedicare, si può provvedere alla gestione di un
    pezzo della collezione di Software Libero contenuta in Debian. È particolarmente
    utile che delle persone adottino o mantengano elementi che altre persone hanno
    richiesto di includere in Debian: i dettagli al proposito si trovano nel
    <url id="&url-wnpp;" name="Work Needing and Prospective Packages database">.
    Se si ha un interesse verso qualche area specifica, si potrebbe essere
    interessati a fornire un contributo a qualcuno fra i sottoprogetti di Debian,
    che comprendono port ad architetture particolari, <url id="&url-debian-jr;"
    name="Debian Jr."> e <url id="&url-debian-med;" name="Debian Med">.</p>

    <p>In ogni caso, se si sta lavorando all'interno della comunità del software
    libero in un qualunque ambito, come utente, programmatore, scrittore o
    traduttore, si sta già dando un contributo. Contribuire è remunerativo e
    divertente, ed oltre a permettere di incontrare nuove persone dà quella certa
    sensazione interiore di benessere...</p></sect>

  </chapt>
 </book>
</debiandoc>

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