- Sudan: basta al commercio delle armi
- Louise Arbour: per il Darfur pi� polizia internazionale 

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Sudan: basta al commercio delle armi
 
 
Questa la richiesta fatta oggi da Amnesty International al Consiglio di
Sicurezza delle Nazioni Unite 
  
Amnesty International chiede al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite
di imporre un embargo obbligatorio contro il Sudan per fermare le esportazioni
di armi che potrebbero essere usate per commettere violazioni dei diritti
umani. L'embargo - si legge in una nota dell'organizzazione - deve essere
accompagnato da un monitoraggio rigoroso da parte dell'Onu, sia all'interno
che all'esterno dei confini sudanesi. Ne ''Il rapporto Sudan: armando i
responsabili di gravi abusi nel Darfur'' Amnesty chiede a tutti gli Stati
citati nel dossier di adottare misure immediate e concrete per sospendere
tutti i trasferimenti di armi, assistenza logistica e forniture di sicurezza,
che si stanno utilizzando per compiere gravi violazioni dei diritti umani
in Sudan. 

Per impedire al commercio di armi di contribuire a questi disastri, Amnesty
sta anche conducendo azioni di sensibilizzazione nei confronti di tutti
gli Stati per stabilire controlli molto piu' rigorosi sulle armi convenzionali,
compresa l'istituzione di un Trattato sul commercio delle armi che impedisca
le esportazioni di armi verso destinatari che probabilmente le userebbero
per violare il diritto umanitario e il diritto internazionale dei diritti
umani. ''I governi devono smettere di ignorare le conseguenze immediate
e a lungo termine di questo commercio totalmente irresponsabile. Devono
garantire che il Consiglio di Sicurezza dell'Onu imponga a tutte le parti
in conflitto in Sudan, incluse le forze armate governative, un embargo 
obbligatorio
e rigidamente controllato sulle armi. L'embargo deve mirare a bloccare tutte
le esportazioni di armi che si ritiene possano essere usate per commettere
violazioni dei diritti umani''', ha dichiarato Elizabeth Hodgkin, ricercatrice
di Amnesty per il Sudan.

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Louise Arbour: per il Darfur pi� polizia internazionale 
 
Lo ha affermato ieri l'Alto commissario dell'Onu per i diritti umani, 
intervenendo
al convegno �Human Rights: Bridging the Cultural Divide� organizzato dall'Ispi
 
  
  
"Sono stata in Darfur poche settimane fa e ne ho riportato la convinzione,
gi� espressa al Consiglio di sicurezza, che per proteggere i civili e gli
sfollati e per mettere fine al saccheggio dei villaggi, alle violenze e
agli stupri di massa occorre un forte incremento della polizia internazionale,
dei supervisori per il rispetto dei diritti umani e della cooperazione tecnica.
Noi appoggiamo anche il lavoro della Commissione internazionale d'inchiesta,
presieduta da Antonio Cassese (docente dell'Universit� di Firenze e gi�
presidente del Tribunale penale per l'ex Jugoslavia, ndr) e incaricata dall'Onu
di stabilire se nel Darfur si sono verificati atti di genocidio". 

Lo ha affermato ieri l'Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti
umani, Louise Arbour, intervenendo al convegno internazionale �Human Rights:
Bridging the Cultural Divide� organizzato dall'Ispi, in occasione del suo
70� anniversario di fondazione. 
 
 
Fonte: Vita


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