Riceviamo dal Consorzio Ctm altromercato.

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Care   Botteghe  del  Mondo,  volontari,  operatori  e  organizzazioni  del
commercio equo italiano,

come  Consorzio  Ctm  altromercato  ci  siamo  subito attivati appena avuta
notizia  del  disastroso  maremoto  avvenuto il 26/12/04 in Asia, chiedendo
informazioni ai nostri numerosi produttori dell'area colpita: sintesi delle
loro  comunicazioni sono già, dai giorni successivi l'evento, leggibili sul
nostro  sito  (www.altromercato.it).  Fortunatamente  nessuno  di  loro - a
quanto  ci  risulta  -  è stato colpito in modo diretto. Ma tutti loro sono
stati  toccati  dalla  tragedia,  sia attraverso le vicende di familiari di
persone  occupate presso i produttori (per esempio Podie in Sri Lanka), che
causa  le  perdite dovute alle devastazioni di strutture e servizi. Tutti i
nostri  produttori  attivi in  Sri Lanka (Gospel House, Sarvodaya, Stassen,
Selyn,  Podie)  e Thailandia (Thai Tribal Crafts, Y Development, Green Net)
si   sono  attivati  per  fornire  soccorso  alle  popolazioni  locali,  ed
assistenza alle famiglie dei loro lavoratori coinvolte nell'evento.

Rispetto a tutto ciò, Ctm altromercato ha ricevuto 2 tipi di richieste:
a)  da  alcuni  nostri  soci  la  richiesta  di  attivarsi  per raccogliere
eventuali fondi di emergenza;
b)  dai  produttori  di  essere  disponibili  ad  eventuali  loro richieste
connesse  a  ciò  che li aspetta una volta passata la tragica emergenza cui
stiamo ancora assistendo: il lungo lavoro di ricostruzione.
Abbiamo  così  deciso  di  non  attivarci sull'emergenza (non avendo in ciò
ruolo  specifico, ed essendo attive tante istituzioni e ong competenti), ma
di attivare comunque - tramite il rapporto con una ong con cui collaboriamo
da  tempo  e che ce lo ha proposto senza costi di alcun tipo - una raccolta
fondi  all'interno  del  commercio  equo,  per  metterla  successivamente a
disposizione  di  richieste  che  verranno da produttori del commercio equo
(che sappiamo arriveranno di sicuro), impegnandoci - come già in passato in
situazioni simili - a rendere pubblico l'utilizzo dei fondi raccolti.

Ma  abbiamo  anche  contattato  IFAT (la federazione mondiale del commercio
equo) per verificare loro eventuali bisogni o richieste che derivassero dai
produttori.  E  siamo  ben  contenti  di  associarci  ad  altre  iniziative
collettive  del  commercio equo italiano (per esempio dell'Agices): in caso
di azioni comuni potremo far confluire le nostre risorse in un fondo comune
(pur  volendo  mantenere  un rapporto diretto con i produttori), e comunque
volentieri coordinarci con altre iniziative italiane.

Invitiamo quindi le Botteghe del Mondo e chiunque sia interessato a versare
eventuali  contributi destinati ad interventi di assistenza e ricostruzione
per  organizzazioni  di  commercio  equo  e solidale, connessi ai danni del
maremoto (contributi cui aggiungeremo anche il nostro, e di cui ci facciamo
garanti come Ctm altromercato), al seguente riferimento:

Senza Confini Onlus, Via Corsica 165 - 25125 Brescia
Causale: Commercio equo - emergenza Asia
Conto corrente bancario: C/C 511818
Banca Popolare Etica Ag. Brescia
CIN M   ABI 05018   CAB 11200
oppure: Conto Corrente Postale 4205628

Ma  al  di  là del commercio equo e del senso di responsabilità che abbiamo
verso  i  nostrio partner, siamo estremamente preoccupati per l'impatto che
il  maremoto  ha  avuto  sulle  popolazioni  di  tanti  paesi  asiatici  (e
africane),  e  il perdurarsi di tragiche conseguenze sul loro futuro: tanta
povera  gente  che  rischia di passare da quella vita faticosa ma degna che
ben  conosciamo,  alla  sopravvivenza;  e temiamo di vedere per molto tempo
vanificati  gli  sforzi  di  molti  di  loro  per giungere ad una autonomia
sociale,  economica, culturale. Anche di fronte ad una tragedia così grande
i  potenti  del  pianeta  non  sono stati in grado di agire su alcune cause
strutturali  dell'ingiustizia e della dipendenza di molti paesi del Sud del
mondo,  annullando  per  esempio  i  debiti  internazionali  (che sono solo
"sospesi")  dei  paesi più colpiti, o riconoscendo che nessun intervento di
protezione  civile  può  supplire  agli  obiettivi  mancati (come è il caso
dell'Italia)  delle  politiche  di  cooperazione/solidarietà internazionale
attivabili  in tempi normali. 

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