COMUNICATO STAMPA
CS17-2005

OLIMPIADI INVERNALI DI TORINO 2006: AMNESTY INTERNATIONAL CONTESTA LA
PRESENZA DI FINMECCANICA TRA GLI SPONSOR UFFICIALI

La Sezione Italiana di Amnesty International ha scritto oggi al presidente
del Toroc (il Comitato organizzatore dei XX Giochi Olimpici invernali di
Torino 2006), Valentino Castellani, per esprimere il proprio disappunto
sull'accordo raggiunto con il Gruppo Finmeccanica, che sara' tra gli sponsor
ufficiali delle Olimpiadi.

'La partecipazione di Finmeccanica, in qualita' di partner del Programma
artistico e culturale dei Giochi' ? scrive Amnesty Italia ? 'ci sembra
proietti un'ombra sgradevole su un'edizione dei Giochi che, con il concorso
di tutti, si sta cercando di effettuare in un quadro complessivo di rispetto
della persona e dell'ambiente'. 

L'utilizzo di fondi Finmeccanica, principale gruppo italiano del settore
armiero, si pone in contrasto con i principi della Carta d'intenti,
elaborata dal Comitato dei valori, di cui Amnesty International fa parte: 
tali principi si rifanno alla tutela del diritto alla vita, alla salute,
alla liberta' e alla sicurezza.

Amnesty Italia sottolinea il rischio che imprese legate al Gruppo
Finmeccanica da rapporti di parentela o di semplice collaborazione
commerciale a livello nazionale ed internazionale, esportino verso altri
paesi armi che possono essere utilizzate per commettere gravi violazioni dei
diritti umani e del diritto internazionale umanitario. Soprattutto, vi e' la
possibilita' che in una serie di casi sotto analisi, proprio armi fabbricate
da Finmeccanica e dalle societa' controllate dal Gruppo possano essere state
utilizzate per colpire indiscriminatamente la popolazione civile o nel
contesto di conflitti interni e internazionali. 

'L'appartenenza di Finmeccanica a questo settore industriale' ? conclude la
lettera -  non ci consente quindi di considerare positivamente il suo
ingresso fra gli sponsor ufficiali del Toroc e ci auguriamo che il Comitato
organizzatore ritorni sui suoi passi, per dimostrare che alle parole e agli
impegni contenuti nella Carta d'intenti corrispondono anche comportamenti
conseguenti'.

Amnesty International precisa che non intende proporre o sostenere alcuna
forma di boicottaggio, ne' di interruzione del commercio delle armi in
quanto tali, bensi' contrastare i trasferimenti di armi quando si possa
ragionevolmente presumere che il governo acquirente le impieghera' per
violazioni dei diritti umani e del diritto umanitario internazionale. 

Malgrado l'Italia sia dotata di una legge apparentemente chiara e rigorosa,
la 185/90, garanzia per lo Stato e le industrie di alti standard di
controllo, un'applicazione poco coerente al dettato normativo e allo spirito
dei divieti contenuti nella legge hanno reso possibili in alcuni casi
esportazioni verso paesi dove e' alto il costo umano dei conflitti e delle
violazioni dei diritti umani. 
FINE DEL COMUNICATO
Roma, 15 febbraio 2005

Per ulteriori informazioni, approfondimenti e interviste:
Amnesty International Italia ? Ufficio stampa Tel. 06 4490224 - cell.
348-6974361, e-mail: [EMAIL PROTECTED]

Rispondere a