L'informatizzazione, in stile open source, sta diventando sempre piu' parte integrante della lotta alla poverta'. Lo dimostrano alcuni paesi dell'America Latina, che da anni hanno lanciato una vera e propria corsa al software libero, dando una lezione al mondo in materia di proprieta' intellettuale. Per chi ancora non lo sa il software open source e' creato, copiato e costantemente migliorato da programmatori e utenti volontari. A differenza di quanto succede con il software proprietario, come quello di Microsoft, l'utente puo' vedere e modificare il codice-sorgente (e' questo il significato letterale dell'espressione "Open Source"). Il software non proprietario puo' essere copiato e ridistribuito senza che cio' costituisca un atto di "pirateria". In Argentina, l'open source, che per definizione e' gratuito, sta aiutando molti a superare il crack finanziario. Uno studio su 115 compagnie, condotto nel 2004, ha rivelato che il 42% delle aziende gestisce la propria amministrazione tramite software liberi GNU-Linux. Un altro 4% lo sta sperimentando. In Venezuela e' stato approvato un decreto di legge che stabilisce, nell'arco dei prossimi 24 mesi, che l'intera amministrazione pubblica utilizzi software open source. Si potranno cosi' risparmiare 7,2 milioni di dollari l'anno in licenze e, contemporaneamente, far piazza pulita del software pirata. Stessa cosa accade in Peru', dove le regole sono molto rigide: si possono utilizzare programmi con licenza solo quando non esiste la versione gratuita equivalente. Deve essere comunque rilasciato il codice sorgente del programma che permettera' di fare correzioni, migliorie, adattandolo meglio allo scopo. In Brasile, da due anni il governo Lula ha lanciato una campagna di informatizzazione su larga scala. Circa l'80% dell'amministrazione pubblica utilizza programmi linux, e' stato varato un piano di aiuti per permettere a un milione di famiglie di acquistare computer sempre con sistema operativo linux e sono aperti oltre mille internet point nei villaggi rurali. Troppi, a detta del governo, 34 milioni di dollari l'anno per le licenze dei sistemi operativi Microsoft. Il Brasile rappresentava il terzo acquirente mondiale di licenze. Hanno inoltre deciso di fare un passo in piu', adattando il sistema open source, che racchiude una filosofia, all'intero settore delle conoscenze scientifiche e dei brevetti farmaceutici.
E in Italia? Anche in Italia qualcosa si sta movendo. A Firenze, ad esempio, e' stata approvata una mozione presentata da alcuni componenti del Consiglio comunale per introdurre il software libero nell'amministrazione pubblica. Dopo Firenze, e' stata la volta del comune di Lodi, in provincia di Milano e del Consiglio provinciale di Pescara. Se ne parla anche a Roma, Torino e Prato. La diffusione del fenomeno ha convinto, nel 2002, il Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie, Lucio Stanca, a promuovere uno studio sull'Open Source. Ne e' risultato che si spendevano annualmente circa 263 milioni di euro per l'acquisto di software proprietario. Recentemente anche il governo cinese ha deciso di usare Linux per i suoi computer pubblici. Questo, si dice, per paura che i programmi Microsoft possano incorporare sistemi di spionaggio della CIA. Per la cronaca, CIA, FBI e NASA utilizzano piattaforme operative open source. La Redazione: Simone Canova, Jacopo Fo, Gabriella Canova, Maria Cristina Dalbosco Per commentare questa news: http://www.alcatraz.it/redazione/news/show_news_p.php3?NewsID=2333 Per l'archivio di tutte le news clicca qui http://www.alcatraz.it/redazione/news/public_news.php3
