SABATO 10 SETTEMBRE 2005 ::: 12a MARCIA PER LA GIUSTIZIA
 
Agliana - Quarrata (Pistoia) sabato 10 settembre 2005
sul tema:

NON ABBIAMO ALTERNATIVE, IL TEMPO E' SCADUTO

parteciperanno:

Beppe GRILLO, comico - Giancarlo CASELLI, magistrato
don Luigi CIOTTI, Gruppo Abele - Libera - Gherardo COLOMBO, magistrato
Gianni RINALDINI, segretario nazionale Fiom-Cgil - Arturo PAOLI, missionario in 
Brasile
Gianni MINÀ, giornalista - p. Alex ZANOTELLI, comboniano
Renu SHARMA UPRETI, sociologa nepalese

Ritrovo e partenza ore 18 ad Agliana - Piazza Gramsci
Arrivo a Quarrata - Piazza Risorgimento ore 21
Per adesioni e informazioni rivolgersi agli indirizzi e recapiti sopra 
riportati.
In vista di questo importante appuntamento ti invitiamo a leggere il documento 
preparatorio della marcia, TEMPO SCADUTO, che trovi qui di seguito.
 
TEMPO SCADUTO - Chiamata a una svolta per le persone e le comunità critiche in 
movimento

C’è un tesoro in Italia che abbiamo costruito noi, noi che siamo le comunità 
critiche e le persone che da tempo hanno deciso che il mondo può e deve essere 
migliore. Lo abbiamo messo assieme in anni di lavoro, e alcuni suoi frutti sono 
visibili a diecimila chilometri da qui, come a poca distanza dalle nostre case. 
Questo c’è. Ma l’evidenza dell’impatto globale di tanto lavoro non è quella che 
speravamo. Infatti le cose non sono meglio, non al Sud, non al Nord, non per la 
Pace, non per la Legalità e per la Demorazia, né per i Lavoratori, né per gli 
Immigrati, né per gli Esclusi, né per l’Ambiente, non per l’Informazione, non 
per la Salute, non per il nostro Futuro.
Piccoli grandi miracoli li abbiamo fatti, ma nella sostanza il risultato è 
questo, facciamocene carico per la parte che ci compete. Questo significa solo 
che il nostro tesoro va certamente valorizzato, ma pensato però come primo 
mattone cui far seguire ben di più.
E allora la chiamata va a noi tutti, per fermare la nostra macchina, 
aggregarci, e:
Ripartire con una differenza: nuovi metodi, da inventare assieme.
Marciare con una differenza: coesione, oltre gli individualismi che ci 
annullano.
Esserci con una differenza: risultati tangibili.
Non abbiamo alternative, il tempo è scaduto.

Se siamo d’accordo su:
1 - Il primato degli interessi di tutti gli esseri viventi sulle priorità 
economiche di crescita ed espansione.
2 - Il ripudio della guerra, come sancito dall’articolo 11 della Costituzione 
italiana, ma anche la necessaria condivisione e presa in carico dei costi di un 
mondo non belligerante.
3 - Il riequilibrio della sperequazione Nord-Sud non solo come dovere morale, 
ma anche come interesse dei Paesi ricchi, e la condivisione e presa in carico 
dei costi di tale riequilibrio.
4 - La difesa della Costituzione italiana nella sua interezza come ci fu 
consegnata dai padri costituenti, perché oggi è evidente il rischio di un suo 
svuotamento e di una sua applicazione su basi selettive. A rischio è la nostra 
stessa democrazia.
5 - La consapevolezza che la resa della sovranità nazionale a Istituzioni 
sovranazionali è una tendenza portatrice di una duplice realtà. Da una parte 
progresso, dall’altra possibili grandi pericoli per gli interessi fondamentali 
del cittadino. Oltre ai casi dell’Organizzazione Mondiale del Commercio e del 
Fondo Monetario Internazionale, si sottolinea il più sottaciuto caso 
dell’Unione Europea.
6 - La difesa della legalità nazionale e internazionale contro tutte le mafie. 
Nel nostro Paese il sistema Mafia non è un fatto di carattere regionale, bensì 
di costume diffuso e ormai fuori controllo.
7 - La consapevolezza che lungo tutta la storia umana la prosperità delle 
culture e delle economie è sempre dipesa dalla libera circolazione degli 
individui, indipendentemente dalla loro religione, nazionalità o stato sociale, 
e non solo dalla libera circolazione delle merci.
8 - Il diritto a una informazione pubblica libera e non vincolata al rendimento 
di capitali.
9 - La ferma convinzione che la pubblica Istruzione, la pubblica Sanità, e lo 
Stato sociale vanno mantenuti ad un elevato livello, e che i beni comuni, come 
l’acqua, sono imprescindibili – Il diritto al lavoro stabile (Art. 1 e 4 
Costituzione italiana) viene ribadito come inalienabile, mentre la flessibilità 
va concepita solo come scelta opzionale del cittadino, e mai come sua unica 
alternativa - La convinzione che le economie private possono fiorire solo 
all’interno di un saldo sistema economico pubblico.
10 - La consapevolezza che ciascuno di noi, in quanto cittadini delle società 
ricche, ha avuto e continua ad avere una parte di responsabilità nello 
squilibrio del mondo, e che perciò l’atto del cambiamento spetti a noi per 
primi, oltre che ai potenti.
11 - Siamo un soggetto politico, facciamo cioè politica nel rapporto diretto 
con i cittadini del mondo. Nei confronti dei partiti politici dell’arco 
istituzionale, il nostro ruolo è quello di sorveglianti e ideatori di proposte, 
ma non ci sarà commistione con essi, bensì collaborazione sempre con una chiara 
separazione di ruoli. 
 
... ci chiamiamo a raccolta.
 
Vi chiediamo di incontrarci per trovare una coesione a partire da questi 
spunti,  e per rivedere i metodi con cui cercheremo il consenso per un 
cambiamento reale. Vitale è comprendere che è sui quei metodi che ci 
qualificheremo come rilevanti o, al contrario, irrilevanti ai fini di un 
cambiamento. La loro efficacia determinerà il consenso delle opinioni pubbliche 
pro o contro le aspirazioni per un mondo più equo, in altre parole: tutto.

Sui metodi alcuni suggerimenti essenziali:
1 - La conoscenza dei “Chi”, “Come”, “Cosa” degli Altri, e cioè chi erano, come 
hanno fatto e cosa sono diventati coloro che in pochi anni hanno quasi 
totalmente smantellato il mondo figlio di 100 anni di lotte dal basso. Vi sono, 
qui, lezioni essenziali.
2) La comprensione dei milioni di elettori-consumatori che danno vari gradi di 
consenso agli Altri, capire cosa li muove, o cosa gli impedisce di attivarsi 
per tutelare sé stessi nonostante il disagio crescente.
3) La necessità di trovare una grande responsabilità e coesione fra noi, perché 
l’individualismo e l’incostanza sono sinonimo di sicuro fallimento per chi si è 
preso il compito di stimolare un contro-pensiero in milioni di 
elettori-consumatori già tremendamente‘‘fidelizzati’ a un’esistenza commerciale.
4) Il coraggio di adottare anche metodi che si discostano da quelli che abbiamo 
sempre praticato. Il lavoro va fatto dal basso verso il basso e dal basso verso 
l’alto: tra noi e la gente, e da noi ai politici, alle classi dirigenziali. 
Questo vale anche per i potenziali finanziatori/sostenitori delle nostre 
campagne.
5) L’assoluta necessità di saper parlare a tutti e di sapersi far ascoltare da 
tutti, da sinistra a destra, a favore di chi è apatico, sfiduciato, arrabbiato, 
impaurito, qualunquista ecc. Il loro consenso può cambiare il mondo.

La svolta è a portata di mano. Cogliamola.
Alex Zanotelli, Gino Strada, Gianni Rinaldini, Luigi Ciotti… e altri amici.

Casa della Solidarietà
Rete Radié Resch di Quarrata
http://www.rrrquarrata.it
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