Storace di An ha i suoi estimatori, pronti a difenderlo a spada tratta, 
incuranti del fatto che questo signore abbia rovinato la sanita’ del Lazio, 
spendendo cinque volte il dovuto, favorendo le cliniche private, mentre 
scialava con lauto clientelismo moltiplicando gli enti inutili con denaro 
pubblico e cercando di sabotare le elezioni.
Ma questo emerito ministro e’ veramente un degno rappresentante della Cdl e 
lo si vede nella vicenda della Nestle’, dove "les affaires sont les 
affaires", come dicono in Francia.

Ce lo dobbiamo proprio dire: nella sanita’ abbiamo spesso toccato il peggio 
del peggio. Non ci bastavano i ministri arricchiti col sangue infetto alla 
De Lorenzo, quelli che ripristinavano lietamente l’elettroshock come la 
Bindi o facevano il tira e molla con le cure alla Di Bella, dovevamo vedere 
ministri come Sirchia favorire spensieratamente le case farmaceutiche per 
lauti favori e ora questo sanguigno e furbino ministro di Alleanza Nazionale 
che, dopo aver assassinato la sanita’ del Lazio, ed essere stato trombato 
sonoramente dagli elettori, gode del ripescaggio di Berlusconi e subentra 
all’equivoco Sirchia alla Sanita’.

Ci mancava solo questo bel capolavoro della Nestle’ che fa pensare che l’iter 
delle mazzette da multinazionale stia continuando alla grande.

Dunque la Nestle’ (colosso svizzero che domina gli alimenti della prima 
infanzia nel mondo) usa, chissa’ perche’, per i suoi contenitori 
dell’inchiostro 
pericoloso, non si sa se sia tossico ma una buona cosa non e’, visto che non 
puo’ essere posto a contatto di pelle e occhi, cosi' questo inchiostro passa 
dal cartone al latte che deve essere bevuto da lattanti.

La Nestle’ si accorge di questa contaminazione nel mese di giugno ma ormai 
le confezioni rovinate sono troppe e ritirarle dal mercato sarebbe un bel 
danno economico e di immagine e farebbe crollare il titolo azionario.

Il caro Storace che dovrebbe vegliare sulla sanita’ e anche sulla salute sa 
tutto, ma i due bricconi si mettono d’accordo nel tacere del fatto finche’ 
tutti i cartoni di latte non siano venduti !

Accade pero’ che, mentre i nostri bambini devono il latte all’inchiostro, un 
papa’, che guarda caso e’ guardia forestale, fa un suo controllo personale 
sul latte bevuto dal suo piccolino e scopre la contaminazione. Scatta il 
sequestro. Le guardie forestali delle Marche sequestrano 30 milioni di litri 
di latte, non una bazzecola!

Ma, quando lo scandalo esplode la Nestle’ sbotta a dire che il ministro 
sapeva tutto e che erano d’accordo di fare zitti e mosca. L'amministratore 
delegato di Nestle' Peter Brabeck, in un comunicato diffuso dall'agenzia 
Reuters, afferma che gia' a luglio era stato raggiunto un accordo con la UE 
e il Ministero della Salute italiano, per lasciare scadere i prodotti 
incriminati e modificare il sistema di produzione degli imballaggi.

L’accusa a Storace e’ gravissima, complicita’ in reato. Storace dovrebbe 
controllare i prodotti sanitari e non fare accordi sottobanco con le societa’ 
che fanno affari illeciti.
Noi non vogliamo sapere quanto ha guadagnato da questo accordo. Oggi Storace 
protesta e querela, ma era al corrente di tutto gia’ a giugno e denunzie non 
ne ha fatte. E’ questo che lo inchioda. Quello che emerge e’ un tantino 
pesante. Un ministro preposto alla nostra salute non solo non ha fatto i 
controlli dovuti su un alimento delicato e importante come il latte per 
neonati, ma ha probabilmente tessuto degli intrallazzi con la societa’ 
produttrice ai danni del paese per coprire una contaminazione! Male, molto 
male!

E se le guardie forestali non avessero scoperto casualmente la cosa, 
l’affaraccio 
sarebbe andato avanti non si sa ancora per quanto.

Ora, in un mondo serio accadrebbero almeno tre cose serie:

1°) Storace se ne dovrebbe andare

2°) la Nestle’ dovrebbe chiudere

3°) ci sarebbero enti delegati al controllo degli alimenti che dovrebbero 
essere messi sotto accusa per assenteismo aggravato.

E’ molto tempo che i no global stanno denunziando la multinazionale Nestle’ 
per la sua condotta criminale. La Nestlé e’ la multinazionale più potente 
del mondo nel campo agro alimentare, vende il 25% dei suoi prodotti nel Sud 
del Mondo e controlla circa il 35-50% del mercato globale del cibo per 
bambini, indirizzando tendenze di marketing che influenzano le altre ditte e 
modificano forme di comportamento materno.
Nestlé ricorre a irresponsabili tecniche di marketing, violando il Codice 
Internazionale redatto da UNICEF e OMS piu’ di tutti i suoi concorrenti.

Ci sono molte cose che non sappiamo sulla Nestle’, ma, se le sapessimo, 
probabilmente metteremmo al bando i suoi prodotti per sempre.

Nel 94, per esempio, le autorità dello Sri Lanka bloccarono lo sbarco di 15 
tonnellate di latte in polvere della Nestlè proveniente dalla Polonia perche’ 
contaminato da particelle radioattive!!! Chiediamo: la Nestle’ avra’ 
buttato quel latte? Erano 15 tonnellate di veleno, ma buttarle avrebbe 
significato una grave perdita economica. Sarebbe stato piu' agevole venderle 
in paesi dove i controlli sono carenti, l’Italia esempio. Beh, questa cosa 
si chiama genocidio ma la Nestle' non ha mai pagato per questo.

Nestle’ paga i medici di mezzo mondo perche’ dissuadano le donne 
dall’allattamento, 
da’ mazzette agli ospedali perche’ diano subito il latte Nestle’ ai bambini 
appena nati e convincano le madri a continuare a nutrirli con con latte del 
loro seno ma con quello artificiale.

Ci sono paesi che, a seguito di queste pratiche, sono passati dal 70% di 
allattamento al 20%. Eppure il latte materno e’ migliore e graduato dalla 
natura diversamente via via che il bambino cresce, naturale, mentre il latte 
artificiale e’ costoso, innaturale, non graduato, spesso insufficiente e 
tale da provocare intolleranze e anche la morte di migliaia di bambini.

Fonti dell'UNICEF parlano di almeno 1.500.000 neonati morti all'anno nel Sud 
del mondo perche' non piu' nutriti al seno.

Ci aggiungiamo una condotta gravemente antisindacale della Nestle’ e le 
soperchierie che commette nei luoghi di produzione. Il 14 luglio 2005, 
l'International Labor Rights Fund ha depositato presso la Corte federale di 
Los Angeles una denuncia contro tre compagnie (Nestlé, Archer Daniels 
Midland (ADM) e Cargill) che importano cacao dalle coltivazioni della Costa 
d'Avorio, maggior produttore mondiale, accusandole di traffico di bambini, 
torture e lavoro forzato." (fonte: Nigrizia).

La condotta della multinazionale svizzera e’ sporcata da ogni sorta di 
abusi, come il cartello fatto con altre multinazionali per tenere alto il 
prezzo del latte in polvere!

Recentemente la Nestle' ha cercato di inserirsi anche nel mercato equo e 
solidale imponendo il marchio Fairtrade, cosa piuttosto grottesca dal 
momento che la Nestle' non ha tra i suoi interessi proprio la difesa della 
dignità dei lavoratori e i diritti umani.

Le confezioni di latte in polvere per l’Africa per esempio non sono 
corredate da spiegazioni per l’uso, non sono conformi alle regole dell’OMS, 
e la polvere miscelata ad acqua non bollita o allungata con troppa acqua 
dalle madri povere uccide ogni giorno migliaia di bambini nel Sud del Mondo, 
bambini che potrebbero essere salvati dalla morte per malattie e 
denutrizione se solo fossero allattati al seno e non con latte in polvere...

Ma spesso sono proprio i medici prezzolati a consigliare alle donne di non 
allattare i bambini e di usare il latte in polvere.

Chiaro che per fare quello che fa, la Nestle’ deve amicarsi anche i ministri 
della Sanita’ dei paesi a cui impone il suo mercato.

E ora, in Italia, vengono fuori questi equivoci rapporti col ministro alla 
Sanita’. E sappiamo che, grazie alle collusioni dei ministri precedenti, le 
famiglie italiane hanno goduto il privilegio di avere il latte piu’ caro 
d’Europa 
(in ambito europeo un chilo di latte poteva variare da 9,7 Euro a 45 euro!), 
e anche questo e’ uno scandalo che le autorita’ della Chiesa si guardano 
bene dal citare quando parlano della difesa della vita.

Ora arriva il silenzio complice sulla contaminazione del latte per neonati 
“fino ad esaurimento di scorte”!

Forse l’inchiostro non e’ tossico, ma certo e’ che se compro del latte per 
il mio bambino non intendo dargli inchiostro e non ho piacere di avere un 
ministro che mi copre questa porcheria non so in cambio di che.

Del resto non e’ la prima volta che un prodotto non in regola, per esempio 
un medicinale risultato altamente tossico, vedi l’En, continua ad essere 
venduta in Italia “fino ad esaurimento delle scorte”, per non turbare gli 
interessi delle farmacie e delle farmaceutiche, col beneplacito del 
ministro.

Non sarebbe l’ora di piantarla?

Contro la Nestle’, come contro la Coca Cola, ci sono associazioni di 
boicottaggio. Esse chiedono ai sindaci di non fare manifestazioni 
sponsorizzate da queste multinazionali, che sono sporche di sangue, perche’ 
si sono arricchite calpestando diritti umani.
I sindaci, anche di sinistra a volte sembrano ascoltare questi appelli, a 
volte no, come sta avvenendo per i giochi invernali di Torino.

Eppure non serve molto per capire che il nostro futuro riposa sulla difesa 
dei diritti umani e non sul mantenimenti di profitti illeciti e di stragi 
perpetrate in nome di un fantomatico mercato.


{Autore: [EMAIL PROTECTED]




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