L'oro bianco
Dopo un Presidente del Consiglio che grazie a una legge da lui stesso varata
si condona decine di milioni di euro di tasse versando 1.800 euro in due
tranche (fonte:
http://www.repubblica.it/2006/a/sezioni/economia/berlsana/berlsana/berlsana.
html), quella dell'oro bianco e' sicuramente un'altra delle grandi
ingiustizie del nostro tempo. Per via diretta o indiretta l'oro bianco, il
cotone, da' da vivere solo nell'Africa Occidentale a 15-20 milioni di
persone. Grazie alla sua ottima qualita' potrebbe essere uno dei settori in
cui l'Africa e' competitiva. Invece non e' cosi', perche' i governi dei
paesi ricchi sovvenzionano i propri produttori di cotone, creando una
sovrapproduzione che fa crollare i prezzi di mercato, uccidendo la
concorrenza.
La produzione e l'esportazione americana vengono letteralmente "drogate" con
circa 5 miliardi di dollari l'anno. 
Nel 2005 il prezzo dell'oro bianco e' sceso a 55 centesimi di dollaro la
libbra (circa 0,45 kg), circa 40 centesimi di euro. A 65 centesimi di
dollaro i produttori africani sono gia' tagliati fuori dal mercato perche'
non traggono nessun utile. Se invece della materia prima cercano di
esportare la maglietta finita cadono invece nella trappola dei dazi.
Nel 2004 il Mali ha perduto circa 43 milioni di dollari di introiti da
esportazioni. Stesso discorso vale per il Burkina Faso, dove il cotone e' il
principale prodotto di esportazione del paese.
La buona notizia e' che i cali delle esportazioni hanno fatto si' che i
produttori africani si organizzassero in consorzi, acquisendo maggiore
potere e autorita'. Speriamo bene...
(Fonte: Greenplanet)

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