Appesi ai loro privilegi
Secondo un rapporto citato dall'International Herald Tribune, nel 2005 solo
37 eurodeputati su 732 hanno riconsegnato parte dei rimborsi spese ricevuti
ma mai utilizzati per un ammontare di 234 mila euro a fronte di 60 milioni
di euro elargiti.
Secondo Hans-Peter Martin, parlamentare indipendente austriaco, c'e'
qualcuno che fa la cresta. Il sistema utilizzato sarebbe semplicissimo: il
rimborso del biglietto aereo non viene fatto in base a quanto effettivamente
si spende, ma in base a una cifra fissa forfettaria, stabilita sui prezzi
delle compagnie di bandiera (400-500 euro per un Roma-Bruxelles).
All'europarlamentare che vuole guadagnare qualcosa basta viaggiare con
compagnie a basso costo o prenotare i viaggi con largo anticipo.
L'Herald Tribune denuncia anche il fatto che nel 2004 tanti europarlamentari
si erano impegnati a restituire quello che avanzava tra l'ammontare dei
rimborsi ottenuti e quanto speso effettivamente in biglietteria, ma cosi'
non e' stato, se non per sole 37 persone.
La buona notizia e' che a partire dal 2009 e definitivamente dal 2014 verra'
applicato un nuovo regolamento. Con tutta calma cambieranno il sistema dei
rimborsi e ridurranno gli stipendi. Forse.
Alcuni parlamentari interpellati sulla vicenda difendono l'importanza e il
lavoro del Parlamento europeo. L'Europa costa meno dell'1% del Pil del
continente e l'Europarlamento ha meno dipendenti della Regione Lombardia.
Bene, ci'e' da risolvere anche il problema della Regione Lombardia. 
(Fonte: Corriere.it)
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