Domani, 10 maggio 2006, dalle 18 alle 19 sui gradini del palazzo ducale di
Genova duecentoquindicesima ora in silenzio per la pace.

L'appello che segue è stato condiviso da alcuni gruppi ed organizzazioni,
che menifesteranno  insieme il 24 maggio  in coincidenza con l’esordio del
nuovo governo

Dalle 16.30 alle 18: sit in sotto la prefettura, via Roma 

dalle 18 alle 19 ora in silenzio sui gradini del palazzo ducale.

Invitiamo chi altri lo condividesse a sottoscriverlo ed a partecipare alla
mifestazione

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SUBITO, E SENZA CHIEDERE IL PERMESSO A BUSH

Nei giorni in cui un nuovo governo si appresta a chiudere un quinquennio da
archiviare al più presto, siamo in piazza per esigere il ritiro dei soldati
italiani dall’IRAQ entro l’inizio dell’estate; non perché vittime di
attentati, ma perché non dovrebbero trovarsi là.

LO VIETA LA COSTITUZIONE, che all’art. 11 recita "l'Italia ripudia la guerra
come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di
risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di
parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un
ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e
favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.";

LO PROMETTE ESPLICITAMENTE IL PROGRAMMA ELETTORALE DELL’UNIONE alle pagine
30, 31 e 32.

Non si capiscono quindi i tentennamenti e le precisazioni attendiste che
serpeggiano nell’unione

SONO COINVOLTI DIRETTAMENTE IN AZIONI DI GUERRA. Non possiamo dimenticare
l’agghiacciante "annichiliscilo, Luca, annichiliscilo" urlato da un soldato
italiano ad un commilitone che teneva un iracheno sotto tiro; ne la
"battaglia dei ponti" in cui fu colpita anche un’ambulanza

 

NON SVOLGONO AZIONI UMANITARIE, se non in modo del tutto marginale.

Dall’Espresso dell’11 maggio, che cita dati del ministero della difesa:

-100 milioni di spese militari per ogni milione di aiuti

- l’intelligence ha ottenuto 30 milioni di euro, mentre per le esigenze di
prima necessità della popolazione ne sono stati stanziati 16. Quando mai una
missione di pace ha speso più per lo spionaggio che per il soccorso alla
popolazione locale, ed ha mobilitato un contingente di altre 3500 soldati e
100o veicoli militari?

Ricordiamo peraltro che l’Italia non ha mai aderito alla richiesta dell’ONU
di destinare lo 0,7% del proprio bilancio ad aiuti internazionali. Perché
dunque tutta quest’ansia di "aiutare" proprio gli iracheni?

LA GUERRA E’ STATA VOLUTA DAGLI STATI UNITI CON IL PRETESTO DELLE ARMI DI
DISTRUZIONE DI MASSA, una cinica menzogna ormai smascherata; non ha portato
agli iracheni la democrazia, ma una guerra civile che produce decine di
migliaia di morti. E, solo dall'inizio di quest’anno e solo a Bagdad, sono
avvenuti 20000 sequestri, e 10000 persone hanno abbandonato le proprie case.

Non vogliamo altre Nassirye, altri funerali militari, altri proclami
altisonanti, altre medaglie d’oro promesse o assegnate; e il solo modo per
evitare queste cose è ritirare subito i soldati italiani. E promuovere
davvero, in tutte le sedi possibili, una politica nazionale ed
internazionale di pace e di giustizia

Centro ligure di documentazione per la pace

Comitato di Appoggio ai Sem Terra di Genova-Tigullio

Comunità di San Benedetto al porto

Emergency Genova

Partecipanti all’ora in silenzio per la pace del mercoledì

Rete controg8 per la globalizzazione dei diritti

Rivista femminista "Marea"

(invitiamo singoli e gruppi che condividono questo appello a comunicarci la
loro adesione) 

 

 

www.chiodofisso.org 


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