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Sabato 3 luglio 2010
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![Associati a CACAO Seminario con Stefano Benni]()
con STEFANO BENNI E UMBERTO PETRIN
ANCORA QUALCHE POSTO DISPONIBILE!!!
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Carissimi,
eccoci qui a presentarVi l'ultima fatica del nostro Nobel preferito,
Dario Fo. Si tratta di: Sant'Ambrogio
e
l'invenzione
di
Milano. Un santo sui generis il nostro
Ambrogio, tutta da scoprire la sua storia.
Il libro e' correlato, come al solito, dei magnifici disegni di Dario,
assolutamente da non perdere.
Vi anticipiamo le prime pagine, buona lettura.
Ambrogio, un santo scomodo e
imprevedibile
Elogio alla citta'.
Sembrera' assurdo che Ambrogio, primate della citta' di
Milano a cui diede massimo lustro, davanti al quale s’inchinarono
imperatori, papi e vescovi, si trovi ad essere quasi uno sconosciuto
nella sua citta' e nell’Italia intera.
No, in verita' ogni anno, il 7 dicembre, alla memoria della sua nascita
e' dedicata la première musicale al Teatro alla Scala, alla quale sono
presenti tutti i notabili delle consorterie e del governo, banchieri,
faccendieri, uomini d’industria e degli affari e qualche generale. Le
signore sfoggiano abiti preziosi ed eleganti. Fuori, ad accoglierle
ogni volta puntuali, non mancano contestatori che lanciano uova piu' o
meno marce.
Dopo l’andata in scena dell’opera il sindaco offre un gran pranzo,
tutto a spese del Comune, con piu' di 500 invitati di rango, 100
camerieri e la presenza di carabinieri in alta uniforme; ancora in suo
onore, in quei giorni s’inaugura una fiera molto popolare detta degli
Oh béj, oh béj dove si vendono giocattoli, torroni e leccornie per
ragazzini e, sempre una volta all’anno, le persone piu' meritevoli
vengono premiate con l’Ambrogino d’oro, una moneta di dimensioni
ridotte su cui e' inciso il ritratto del santo.
Tutto qui? No, in tutta la provincia lombarda in quel giorno si
preparano tortellini da cuocersi in un brodo intenso e profumato.
Questo piatto e' chiamato la “Raviolata d’Ambrogio”. Manca solo che gli
si dedichi una lotteria e una gara di corsa campestre per ricordarlo
come si deve.
Ma questo santo non merita qualche attenzione in piu'? Da dove viene,
dove nasce, come s’e' fatto vescovo? Per quale motivo al suo tempo
godeva di tanta fama, al punto di esser conosciuto, rispettato e temuto
dai barbari germanici ai sapienti greci?
Per potermi maggiormente informare sulla sua vita, un giorno, nel bel
mezzo di questa scrittura, ho fatto il giro di almeno cinque librerie
fra le piu' importanti di Milano e, con mia grande sorpresa, ogni mia
richiesta di ottenere dei testi su sant’Ambrogio e' andata a vuoto, ne
erano completamente sprovviste.
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![Sant'Ambrogio e l'invenzione di Milano Sant'Ambrogio e l'invenzione di Milano]()
Sant'Ambrogio e l'invenzione di Milano
Uno sguardo
smaliziato e anticonvenzionale su una straordinaria figura della
cristianita'.
Scheda
20,00 € 
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– Ma… me ne potreste procurare qualche copia?
– chiedo io.
– Mi dispiace – risponde l’incaricata – ma vedo qui sul
computer che tutti i volumi che lei richiede sono fuori catalogo, non
si ristampano
piu' da parecchi anni… edizioni recenti non ne esistono.
Insistendo nelle mie ricerche, pero', alla fine ho trovato solo tre
libri sul
santo: in un negozio delle Edizioni Paoline.
…
Introduzione essenziale.
Sartre diceva: “Per realizzare un buon racconto o una sceneggiatura di
un’opera teatrale, bisogna innanzitutto essere a conoscenza
dell’ambiente fisico e culturale in cui gli avvenimenti si svolgono.
Inoltre, i personaggi della storia o dell’attualita' devono essere
trattati come indagati dentro un’inchiesta giudiziaria, e, se
preferite, come si trattasse di inquisiti in un’indagine di polizia”.
Ho avuto l’occasione di sentir proporre questo metodo la bellezza di 45
anni fa, a Parigi, direttamente dalla voce del grande creatore
dell’esistenzialismo, durante una sua lezione alla Sorbona.
Jean-Paul Sartre, che piu' tardi avrei avuto occasione di conoscere
personalmente e con lui avrei preparato un programma televisivo di
carattere storico, asseriva che gli scritti e le confessioni degli
‘indagati’ possono permetterti, se ben usati, di inventare dei dialoghi
abbastanza credibili, sempre che si rispetti un metodo scientifico
essenziale, che e' quello fondamentale nei progetti architettonici
costituito da pianta-alzato-scorcio-prospettiva.
Solo cosi' possiamo ottenere un ritratto a tutto tondo del soggetto,
compresi i suoi gesti, linguaggio, tic ed espressioni.
A proposito di Ambrogio, noi abbiamo la fortuna di possedere una
quantita' enorme di epistole, commentarii, prediche ed esortazioni
vergate di sua mano, piu' una biografia redatta dal suo segretario
Paolino e numerose testimonianze di autori del suo tempo, fra cui
primeggia sant’Agostino, aggiunte ad altre non sempre benevole, anzi
critiche e per questo tanto piu' preziose. Un altro elemento
determinante nella nostra inchiesta sul vescovo di Milano ci viene dal
comportamento, spesso imprevedibile e contraddittorio, che egli
manifesta davanti a fatti e situazioni di rilevanza storica dei quali
e' protagonista.
e' inutile dire che il metodo suggeritomi da Sartre mi e' stato piu'
che utile, addirittura determinante nella stesura e nella messa in
opera di quasi tutti i miei lavori. In quest’ultima fatica su Ambrogio
e il suo tempo, poi, si puo' dire che l’abbia applicato fin dal primo
approccio e con grande rigore, a costo di trovarmi spesso in un
labirinto di situazioni inconciliabili, da cui non mi era piu'
possibile sortire. In questi casi ho risolto immaginando incontri con
tanto di conflitto verbale fra gli antagonisti. Di questi approcci
possedevo solo indicazioni sommarie ma conoscevo le chiavi del
diverbio, le opposte posizioni, il livello di stima o disprezzo che
esisteva fra i vari personaggi e, soprattutto, avevo imparato che in
ogni occasione difficile bisogna agire decisi e preparati come in un
combattimento. Di se' e dei suoi seguaci, infatti, Ambrogio diceva nel
suo De Elia et Jejunio: “Siamo atleti, combattiamo in uno stadio dove
dobbiamo stupire e vincere oltre che convincere, dobbiamo lottare
essendo in forma. Siate meditanti, allenati, massaggiati con l’olio
della letizia, con l’unguento che dimagra, il vostro cibo sia sobrio e
privo di lussuria, il vostro bere sia molto parco, affinche' non siate
sorpresi in ebbrezza. L’atleta non deve mai darsi all’ozio dicendo “ho
vinto lo scontro di ieri, ora mi godo la pausa”. Siate sempre
pronti a ricominciare”.
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