Davide Dozza wrote:

metto fra parentesi quadre e asterisco i miei suggerimenti:
[*suggerisco*]


*** A rischio l'Europa del software ***

L'estensione all'Europa della legge statunitense sui brevetti, fortemente voluta dalle aziende multinazionali

[*soprattutto statunitensi*]

, può fermare l'innovazione e mette a rischio il mondo del software, e in particolare le piccole e medie aziende

Milano, 8 febbraio 2005 – “Il software sviluppato in Europa rischia di sparire”, afferma Davide Dozza, coordinatore del PLIO (Progetto Linguistico Italiano OpenOffice.org). “Fino a oggi, la legislazione europea in materia di brevettabilità del software ha difeso le piccole e medie aziende che operano nel settore, proteggendo il loro lavoro e garantendo a milioni di sviluppatori la possibilità di 'fare' innovazione. Contro questa situazione, si sono levate le multinazionali del software, che hanno intrapreso un'azione di lobby nei confronti della Commissione Europea, per far si che – contro l'opinione espressa dallo stesso Parlamento Europeo – venga emendato il testo originale e

[*"testo originale" di che? O si spiega bene tutto o, per sintesi, io toglierei
"venga emendato il testo originale e"*]


approvata una delibera che estende a tutta l'Unione Europea la legge statunitense sui brevetti. A rigor di logica,

[*toglierei assolutamente "A rigor di logica" e propenderei per un "Apparentemente", o "Per il senso comune questo può apparire"*]


un vantaggio per il settore, mentre nella realtà diminuiranno sensibilmente le attività di ricerca e sviluppo, e non ci sarà più spazio per le software house locali, sia che si occupino di software libero che di software proprietario”.
“Purtroppo, la legge USA sui brevetti riesce a ottenere questi effetti perversi a causa del modo, perlomeno singolare, con cui vengono attribuiti i brevetti stessi: contrariamente a quello che vorrebbe la logica, infatti, non viene protetto il software ma la sequenza degli algoritmi.

[*"ma la sequenza degli algoritmi" non mi pare corretto. Viene protetta genericamente l'idea, e nei termini più fumosi ed ampi possibili descrivendo il tutto in linguaggio legale volutamente impreciso. Sostituirei piuttosto con "come prodotto specifico utilizzabile (es. il programma "Pippo" per vedere la televisione via interent), ma genericamente il fatto di risolvere un determinato problema (es. il vedere la TV via internet).*]


E' come se in campo musicale non si proteggesse la melodia ma la sequenza degli accordi.

[*sono ignorante in musica, e penso molti lo siano. Ci vorrebbe un esempio più perspicuo. Io proporrei quello già sentito di: "E' come se la Ford a suo tempo avesse brevettato l'idea generica di auto (magari come "veicolo su ruote atto a trasportare persone o cose"), e nessuno potesse produrre auto senza pagare la Ford, sempre che questa ne dia il permesso.*]


In questo modo, per sviluppare un nuovo software senza correre il rischio di incappare nel pagamento di royalty o – peggio ancora – subire cause per la violazione dei brevetti, è necessario un enorme dispendio di tempo e risorse, che è alla portata solo delle aziende multinazionali.

[*nemmeno le multinazionali se la cavano, è un sistema senza scampo! Vedi Microsoft e Eloan, o Sun e Kodak. Loro, come giustamente dici sotto, se la cavano con il "cross licensing". Pertanto scriverei: "In questo modo chiunque sviluppi un programma, in modo del tutto autonomo e senza copiare fraudolentemente da nessuno, incappa senza scampo nella violazione di uno o più dei 20.000 brevetti concessi ogni anno negli USA o dei 30.000 già illegalmente concessi in Europa"*]


Alla fine, quindi, rimangono solo le aziende che detengono i brevetti, che se li scambiano tra loro costituendo, di fatto, dei cartelli. Se continua così, questa sarà la situazione in Europa a partire dalla metà di febbraio”.
Secondo Roberto Galoppini, Presidente del CIRS, il primo consorzio italiano di aziende attive nel settore del software libero e open source: “Il Parlamento Europeo aveva fatto un ottimo lavoro, giungendo a un compromesso che tutela le aziende europee, che nella maggioranza dei casi sono di piccole dimensioni (il 98% in Italia, secondo i dati ISTAT 2002). Poi è arrivata la Presidenza Irlandese, Paese da cui proviene più della metà del software proprietario venduto in Europa, che a maggio ha presentato

[*al Consiglio dei Ministri*]

il nuovo testo in discussione, che rappresenta un pericoloso dietro-front rispetto alla situazione attuale e alla proposta del Parlamento. A questo punto, è indispensabile che tutti i Paesi – tra cui l'Italia – che sono contro la brevettabilità tout-court, si schierino decisamente a favore della proposta del Parlamento Europeo”.
Una ricerca commissionata dal Governo Francese nel 2002 sostiene che l'estensione all'Europa della legge sui brevetti avrebbe come conseguenza la creazione di una forte barriera all'ingresso nel mercato del software, e danneggerebbe gli integratori e i piccoli editori software locali, oltre al mondo del software libero e open source.


“L'innovazione nel mondo del software dovrebbe essere garantita da un uso 'costruttivo' del copyright, che invece viene usato come deterrente contro la pirateria. In questo modo, ci sarebbe spazio per l'innovazione e il miglioramento delle applicazioni, a vantaggio degli utenti”, conclude Riccardo Losselli, coordinatore del PLIO insieme a Davide Dozza.

[*quest'ultima parte mi è oscura e, forse, è furoviante. Sembra che comunque l'innovazione ora abbia bisogno di qualcosa, un riconoscimento che ora le cose non vanno. Non capisco cosa intendi con "uso costruttivo del Copyright", quindi non so che alternativa o chiarificazione suggerirti. Non si potrebbe sostiuire con un richiamo al fatto che ora un giovane, con un pc ed il suo lavoro, può diventare imprenditore nel campo software e creare prodotti di successo, mentre se passano i brevetti verrebbe subito distrutto dai soliti noti?*]



Scusate la "demolente" lista di correzioni, ma, a prescindere che io suggerisca cose giuste o meno, sappiamo benissimo che è più facile criticare che fare meglio. Quindi intanto grazie per quello che avete scritto! Sono sicuro che prenderete nel giusto spirito di "debug" le mei note e pertanto rimango a disposizione per ulteriori analisi. non sarebbe forse bene trovarsi, es. dopo le 22, in chat su freenode? magari in #openoffice.org-it, e da lì poi creare un canale specifico?


saluti
Marco Menardi
markit in #openoffice.org-it


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