----- Original Message -----
Sent: Monday, January 12, 2004 9:07 AM
Subject: testo intervento di Benetollo all'Assemblea dei Girotondi-Partiti - Roma

arci Via dei Monti di Pietralata, 16 -  00157 Roma
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    All'attenzione dei

     

    --Comitati Regionali

    --Comitati Territoriali

    --Componenti Consiglio Nazionale

    --Collegio Nazionale dei Garanti

    --Collegio dei Sindaci Revisori

     

       

    Cara compagna, caro compagno,

     

                          Sperando  di fare cosa utile, ti invio il testo dell'intervento fatto all'assemblea Girotondi-Partiti a cui sono stato invitato ieri a Roma.

     

                          Il programma prevedeva gli interventi di Livia Ravera, Scoppola, Epifani, Pardi e il mio, a precedere quelli di Fassino, Franceschini, Di Pietro, che hanno anche risposto a varie domande di Girotondi territoriali.

     

                          Ha preso per ultimo la parola Flores D'Arcais. Ha presieduto Moretti.

     

     

    Fraterni saluti

     

    Tom Benetollo

    Presidente nazionale Arci

     

     

     

     

    Sentendo i commenti dei compagni dell'Arci presenti in questa assemblea, ho il desiderio di dare man forte ai temi della solidariet�, del sociale, della pace e della guerra.

    Una proposta politica che non abbia questo ancoraggio � sempre a rischio di politicismo.

    Questo non vuol dire affatto distogliere lo sguardo da questioni brucianti, qui e ora.

    Certo, massima inclusione. C'� bisogno di un campo di forze aperto e unitario.

    Il punto non � tanto: chi � chiamato a discutere? Perch� le porte devono rimanere aperte.

    Il punto mi pare: faccia parte chi condivide i contenuti, il progetto, il programma. Ma-scusate il dettaglio-tutto questo va ancora scritto.

    E va scritto con mani plurali, rispettando le autonomie del sociale, e su un orizzonte limpido.

    Lo schieramento � quello pi� logico: dal centro democratico-costituzionale, a tutta la sinistra.

    E se, per un contenuto essenziale come la giustizia, guardiamo al Lodo Schifani, mi sfugge il motivo per cui un referendum teso ad abrogarlo sarebbe da ritirare. Tanto pi� che la cosa � "tecnicamente impossibile". Questo referendum � consegnato al paese, alla democrazia, non � solo di Di Pietro. Ma mentre siamo qui a discutere sul che fare, i due terzi degli spazi per affissioni vengono acquisiti da Berlusconi, che nel frattempo rompe la par condicio, e mette cento miliardi per le elezioni. Siamo contenti cos�?

    Faccio notare che la lettera di Prodi a questa assemblea � densa di tracciati, di linee-guida.

    Vengo da Milano, dove � in corso un serrato seminario di Movimenti sociali. Sono stato in contatto con la comunit� albanese scioccata dalla tragedia di stanotte. Nelle lettere che riceviamo dai soldati italiani in Irak, avvertiamo una domanda fortissima di senso, una spinta a fare presto per la pace.

    Tutto questo ha molto a che vedere con la politica.

    Come il fatto che la lotta alla povert� non tocca solo una supposta parte marginale della nostra gente, ma � al centro del campo di gioco.

    Questo � l'inverno del nostro scontento: nei movimenti, nei sindacati, nell'opinione pubblica. Questo � diffuso.

    Certo, si sviluppa la critica pi� aspra verso questo governo, che � il governo del declino che sta diventando rovina.

    Nel contempo, c'� un disagio verso il percorso del cambiamento, il progetto che ancora non c'�, il programma che � incompiuto.

    Tutto questo, mentre le elezioni europee e amministrative sono domani. E mentre si apre un triennio cruciale per il futuro del paese-con un ciclo elettorale nuovo.

    Inorridiamo di fronte a vicende come la Parmalat, e all'emergere di gravi connivenze. Mi dispiace che anche i "nostri" non se ne siano accorti. Nemmeno quegli economisti di sinistra che hanno sentenziato-penso alla Tobin Tax-che i paradisi fiscali non sono un problema cos� rilevante. Oggi, oltre ai Movimenti, c'� anche la Guardia di Finanza a dare loro torto.

    Questione democratica, questione sociale si intrecciano.

    E si intrecciano alle vicende dell'Unione Europea.

    La Costituzione UE ha bisogno di sostanziali modifiche. L'ha sostenuto Prodi, sulle questioni istituzionali. L'hanno detto i Sindacati italiani ed europei sul Welfare. Lo hanno sottolineato i movimenti sui temi della pace, dell' ambiente, della cittadinanza.

    Scalfaro ha ieri qui ha messo in evidenza il valore fondativi dell'articolo 11 della Costituzione italiana. Sbagliano, i movimenti, a volere quei valori nella Costituzione UE?

    Sbagliamo a batterci contro la Fortezza Europea che versa olio bollente (con le asimmetrie commerciali ad esempio) sul Sud del mondo, mentre non fa che miseranda cooperazione internazionale, e accoglie gli immigrati con la Bossi-Fini?

    Ieri si � consumata una tragedia al largo di Valona, e per quelle coincidenze che hanno un valore politico, si inaugurava a Capo Rizzato il pi� grande Cpt d'Europa. Chiedo ai leaders del centrosinistra qui presenti: non � essenziale la chiusura dei Centri per una civile politica sulle migrazioni che assuma i diritti come pilastro? E' un punto  che � emerso come tutt'altro che marginale nella discussione per lo stesso programma comune possibile.

    E ancora: l'UE vuole contare o no nella vicenda dell'Irak? Non � urgente un protagonismo, mentre il terrorismo espande i suoi veleni? E non occorre uno straordinario slancio a sostegno delle poche luci per la pace in Medio Oriente (come il documento di Ginevra)?

    Le diatribe sulla collaborazione Ue-Usa sono astratte se prescindono dal merito. Il NO al bushismo deve andare di pari passo con la ricerca di collaborazione con gli Usa della pace e dei diritti.

    Per il 20 marzo i movimenti Usa lanciano una mobilitazione internazionale contro la guerra-un appuntamento cruciale, nell'anno delle elezioni presidenziali. Tanti movimenti hanno detto che s�, anche loro saranno in piazza. Quello italiano sta impostando in questi giorni una manifestazione nazionale a Roma per quel giorno. Siamo tutti pronti a una manifestazione unitaria?

    Una nuova fase del movimento per la pace si apre. I centodieci milioni del 15 febbraio non si sono smaterializzati. Non so se torneranno tutti, subito, nelle piazze. Sono convinto per� che hanno fatto una scelta irreversibile di pace.

    Riprendere la lotta contro guerra e terrorismo; per il disarmo e la cooperazione internazionale; per la giusta pace in Medio Oriente cominciando con il fermare il Muro; per il ritiro delle truppe dall'Irak e la fine dell'occupazione; questo in collegamento con garanzie di correttezza in una vera transizione per l'autogoverno, verso libere e oneste elezioni, per istituzioni democratiche-con una forte assunzione di responsabilit� da parte dell'Onu.

    Chiedo  coerenza. Chi ha aderito al FSE di Firenze ha il dovere di non dimenticarsene quando fa le sue proposte.

    Non so se � proprio necessario partire dagli aggettivi invece che dai sostantivi.  Non vorrei che radicalit� volesse dire: Tutto Mai, e moderatismo: Niente Subito.

    Un progetto, un programma, sono davvero forti se hanno forti basi sociali e di cittadinanza; se sono forti culturalmente. Per realizzare il cambiamento ci vuole questa capacit�.

    Non abbiamo bisogno di una minestra riscaldata-riscaldata dall'implosione di Berlusconi, se ci sar�. Non viene da quel cibo scadente l'energia di cui ha bisogno il paese. La costruzione sociale del cambiamento � essenziale. Anche per la riforma della politica. O altrimenti non crediamo a Prodi, quando dice che, non solo in Italia, ma in EuropA e internazionalmente la democrazia � "affaticata". 
    Allora, o si � parte del problema-o si � parte della soluzione.

    Se volete, traducendo una vecchia frase di Kennedy: Non chiedetevi cosa l'Europa pu� fare per voi, chiedetevi cosa fate voi per l'Europa.

    Orson Welles aggiungeva sarcasticamente: Per� nel frattempo domandatevi cosa c'� sulla tavola per pranzo. A proposito di minestra riscaldata...

    Grazie per l'attenzione, e buon lavoro. Nell'unit�.

     

    11 gennaio

    Assemblea al Teatro Vittoria, Roma  





     

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Paola Ciabatta
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