Anche per evitare che quanto sta bruciando il mondo venga alimentato dal combustibile 
dei nostri neuroni, postiamo le riflessioni politiche di Angel e delle/dei sue/suoi 
compagn* - la crew di La Dinamo, Lab 03, sindominio, Aguascalientes Madrid.
Questa sera due troupes di Canale5 lavoreranno da Madrid per il Costanzo Show, che 
insieme a Porta a Porta promette di regalarci una serata da brivido di apertura 
nell'immaginario "mediato" italiano di una fase di lungo 11 settembre europeo. Pu� 
darsi che che il coro non sia cos� compatto...stay tuned!

http://acp.sindominio.net/

ATTENTATO CONTRO LA SOCIETA' CIVILE DI MADRID

Qualitativamente, l'attentato che ha spezzato la vita di 180 persone oggi a Madrid e 
ne ha ferite pi� di 1000 � come l'11 Settembre. Esattamente uguale. La stessa 
intenzione di scatenare processi di guerra civile (globale), la stessa volont� di 
dichiarare una guerra totale, la stessa logica del "tanto peggio tanto meglio", lo 
stesso disprezzo per la vita. 
E' stata ETA, � stata Al-Qaeda? Come sono rapidi alcuni nella risposta! Senza nemmeno 
lasciare tempo alla legittima indignazione, senza dati n� prove, il ministero 
dell'Interno e i suoi portavoce affermano categoricamente che � stata ETA mentre Otegi 
e i suoi portavoce affermano in modo ugualmente categorico che � stata la "resistenza 
(sic!) islamica". I partigiani dell'appiglio disperato a quest'ultima ipotesi 
affermano con soprendente flemma che non ha potuto essere ETA in alcun modo "perch� 
non c'erano obiettivi politici" (sic!) e indicano Al Qaeda o, secondo i gusti e i 
deliri personali, i servizi segreti (che terribile contestazione volevano scongiurare 
con un gesto di terrorismo di Stato?), il Partido Popular (con il solito "a chi 
giova"?), la Cia, l'ultradestra, ecc. 
Noi non sappiamo chi � il responsabile di quest'atto di barbarie, ma sappiamo che ETA 
disprezza assolutamento la vita della societ� civile e vorrebbe confrontarsi con lo 
Stato senza le sue fastidiose mediazioni, alimentando la logica dello stato 
d'eccezione. E ci pare vergognoso che una parte della sinistra, che si crede capace di 
giudicare tutto senza sentirsi responsabile di nulla, cerchi di discolparla (ETA, ndt) 
cos� in fretta, di riflesso, senza sapere nulla dei fatti, senza meditare un solo 
momento, semplicemente per un tic ideologico. Per caso i terroristi che venivano 
foraggiati con dinamite a Madrdi da alcune settimane (che crederanno questi miserabili 
che sia Madrid e la gente che vive qui?) pensavano di venderla al mercatino? Che altre 
variabili - etiche, politiche, morali - entrano in gioco nella logica di ETA al di 
sopra della produzione massiva di terrore e di panico? Non potrebbe volere ETA 
omologare di forza ci� che avviene nel Paese Basco con quanto avviene i
 n Palestina o in Iraq o in Afghanistan, come una profezia autoavverata? 


L'attentato che � avvenuto oggi a Madrid � un attentato contro la societ� civile, 
contro la gente. Non � un attacco contro lo Stato. Lo Stato, come riferimento 
ineludibile quando � ora di fare politica, uscir� disgraziatamente rafforzato. La 
forma-Stato, che non � la stessa cosa del governo. A partire da subito, i politici e i 
media ripeteranno incessabilmente che tutta la societ� civile unita-come-un-solo-uomo 
deve porsi al servizio delle autorit�. Se non l'evitiamo, l'identificazione tra Stato 
e societ� civile si intensificher� fino ad un grado praticamente irresistibile. La 
profonda messa in discussione delle istituzioni attuali e delle loro decisioni 
unitarie sar� criminalizzato immediatamente. 
La sinistra tradizionale si divider� tra quanti non si muovono dalla fotografia (e 
seguono come un fuso le consegne del Partido Popular come le uniche possibili adesso) 
e quanti adottino la tattica dello struzzo ("lo Stato uccide di pi�") negandosi di 
guardare davanti a s� darsi conto del fatto decisivo nell'Impero che le agenzie 
terroriste esistono e che la loro capacit� di produzione di panico � enorme. Invece 
s�, esistono, e bisogna dire molto forte e chiaro che ci hanno di fronte e cercare 
quotidinamente di erodere le certezze, i postulati ideologici e i luoghi comuni che le 
alimentano. Smantellare la logica di guerra nelle nostre teste, scappare per la 
tangente, uniti a molti altri, affini e differenti. 
Molte domande, poche risposte, molto dolore e indignazione, nessun gingillo ideologico 
che permetta di giudicare quanto � successo, farne responsabili i mali di sempre e 
quietarci in fretta con la coscienza tranquilla. 


Colectivo Editorial Indymedia Madrid 



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