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GRANELLO DI SABBIA (n�134)
Bollettino elettronico settimanale di ATTAC
Mercoled� 13 ottobre 2004
______________________________

Vi preghiamo di diffondere il Granello nella maniera pi� ampia
possibile.
Numero di abbonati attuali: 7 067
____________________________________________________________

Indice degli argomenti

Non � mai troppo tardi
La redazione

UNIVERSITA' DI ATTAC 2004
"LE RAGIONI DEL PUBBLICO: Democrazia e economia", Ferrara, 30 - 31 Ottobre 1
Novembre

1 - Dalla parte di Ch�vez
di Ernesto Cardenal
Uno dei maggiori poeti contemporanei si schiera con la rivoluzione
bolivarista di Ch�vez e ci racconta il perch�. Traduzione a cura di Fiorella
Bom�

2 - Ecuador, una nuova stella per la bandiera degli Stati Uniti?
di Guillermo Navarro Jim�nez
Il paese in caduta libera verso un nuovo tipo di colonizzazione. Tanto per
fare la differenza con alcuni suoi vicini. Traduzione di Laura Pietrosanti
(Traduttori per la Pace).

3 - Lavoro minorile e ruolo delle multinazionali
di Coalizione contro i pericoli-BAYER
Multinazionali come Unilever, Bayer, Monsanto e Syngenta continuano ad
alimentare il terribile problema del lavoro minorile nelle piantagioni di
sementi di cotone in India. (.) Traduzione a cura di Prisca Destro -
Traduttori per la Pace

4 - Rwanda: i creditori del genocidio
di Eric Toussaint (Cadtm)
Dopo dieci anni dalla tragedia ruandese la ricostruzione delle
responsabilit� di Banca Mondiale, Fmi. Traduzione a cura di Valentina
Barbieri - Traduttori per la Pace


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Non � mai troppo tardi
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Riprendiamo dopo qualche mese di assenza le pubblicazioni. Ci siamo presi
una pausa di riflessione. Nel frattempo succede di tutto e nulla cambia. In
questo numero facciamo un breve giro del mondo di alcune questioni meno note
negli ultimi mesi che meritano spazio. Intanto, ci ritroveremo in piazza il
30 ottobre per il ritiro delle truppe dall'Iraq e con una piattaforma sempre
pi� articolata dei movimenti (nel prossimo numero ne daremo ampio spazio);
Ra'ad, Mahnaz, Simona e Simona sono tornati ai loro cari (per tutte le
menzogne scritte su di loro guardate www.unponteper.it con le smentite e le
risposte alle infamanti catene di veleno diffuse a piene mani) mentre gli
iracheni sono sempre pi� nei guai; il 3� Forum sociale europeo aprir� i suoi
battenti a Londra tra qualche giorno e la Costituzione europea verr�
approvata a Roma il 29 prossimo (lo sapevate?); Berlusconi � sempre l�, l'
opposizione tentenna, si ritrova, si confonde .  mentre sui territori
privatizza e non sembra intenzionata a intraprendere un percorso
"partecipativo" e di trasformazione delle priorit� della politica e della
gestione dei territori. Si potrebbe andare a avanti. E lo facciamo
offrendovi una seconda puntata di "autoeducazione orientata all'azione" con
l'Universit� di ATTAC, con la partecipazione alla rete dei Nuovi municipi,
con una campagna sui Fondi pensione e un osservatorio nazionale sui servizi
pubblici. Alcune idee che vi buttiamo l�, mentre cambieremo un po' il
Granello e cercheremo di starvi vicino.

La redazione.


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UNIVERSITA' DI ATTAC 2004
LE RAGIONI DEL PUBBLICO: Democrazia e economia
__________________________________________________________

Ferrara, 30 - 31 Ottobre 1 Novembre
c/o San Girolamo dei Gesuati, Via Madama 40 - Ferrara

PROGRAMMA
Il tema centrale � la democrazia, non pi� intesa solamente come forma di
organizzazione politica, ma come legame tra processi di liberazione e forme
della partecipazione.
Questo incontro si concentra sul nesso democrazia/economia e affronta, con
alcuni riferimenti alla teoria, la ridefinizione attuale del concetto di
pubblico, sia in riferimento alle relazioni politiche e istituzionali, sia
riguardo ai modelli economici alternativi, fino ad una discussione sul
rapporto tra democrazia e movimenti nell'attuale fase storica.

Primo giorno: sabato 30 ottobre
Ore 11.30: accoglienza e saluti
Ore 12.00 La nostra democrazia e i suoi problemi, Mimmo Porcaro (studioso
della politica - Torino)
Discussione in plenaria
Ore 14.00 Buffet
Ore 15.30 Economia pubblica e partecipazione, Alessandro Santoro (universit�
di Milano) e Andrea Ricci (universit� di Urbino)
Discussione in plenaria e gruppi di lavoro
1� gruppo di lavoro: "la sintassi della resistenza: materiali per la lotta
alla nocivit� del capitale" coordina Michelangiolo Bolognini
Ore 20.00 Cena

Secondo giorno: domenica 31 ottobre
Ore 9.30
Economia alternativa oltre lo Stato, Fabrizio Eva (universit� di Treviso)
Discussione in plenaria
Ore 13.00 Pranzo
Ore 14.30, Marx/Keynes - marxismi/keynesismi, Giovanni Mazzetti (Universit�
della Calabria) e Bruno Bosco (Universit� di Milano)
Discussione in plenaria e gruppi di lavoro
Ore 20.00 Cena

Terzo giorno: luned� 1 novembre
Ore 9.30 Democrazia e Femminismo, Lidia Cirillo (Studiosa del femminismo -
Milano)
Ore 12.30 Buffet
Ore 14.00, Democrazia e movimento dei movimenti: nuove forme della
partecipazione e della decisione politica, Vittorio Agnoletto (FSM e
parlamentare europeo)
Discussione in plenaria
Conclusione ore 17.00

INFORMAZIONI PRATICHE
La struttura che ci ospiter� � un ex-convento del XV secolo recentemente
ristrutturato, situato a dieci minuti a piedi dal centro di Ferrara,
l'ambiente � molto confortevole e tranquillo ideale per lo svolgimento dei
lavori, pu� essere raggiunto in auto in quanto dotato di parcheggio interno.
La sistemazione pu� avvenire in camera singola, doppia o tripla; visti i
tempi stretti vi chiediamo di effettuare subito la prenotazione richiedendo
sin da ora la tipologia della sistemazione preferita.
TARIFFA A PERSONA:
 100 euro per i senza reddito comprensivi di: iscrizione all'universit�, 2
colazioni, 3 pranzi e 2 cene sistemazione in camera tripla
 150 euro comprensivi di: iscrizione all'universit�, 2 colazioni, 3 pranzi e
2 cene sistemazione in camera doppia
 168 euro comprensivi di 2 colazioni, 3 pranzi e 2 cene sistemazione in
camera singola
 10 euro al giorno quota partecipanti non residenziali
 58 abbonamento per sistemazione in ostello (colazione e lenzuola) pi�
iscrizione universit�, esclusi i pasti.

Per iscrizioni e informazioni:
Rivolgersi a Fulvia: e-mail: [EMAIL PROTECTED] tel. 06-5880934 (Tutti i
giorni dalle 10 alle 13)
oppure: Eleonora Bonaccorsi: 339-3978748; Vittorio Lovera: 348-4097484

Per iscriversi occorre versare la quota di adesione sul conto corrente
postale n.29734076 intestato a ATTAC Italia - Casella postale 2025 - Roma
158 (con motivazione "Iscrizione Universit� di Attac") e poi spedisci copia
della ricevuta del versamento a: ATTAC Italia - Casella postale 2025 - Roma
158 insieme con il modulo di adesione

IMPORTANTE: Previa iscrizione per necessit� logistiche di assegnazione dei
posti letto occorre comunicare a Fulvia la tipologia dell'opzione scelta.

COME ARRIVARE: Per chi arriva in treno: Ferrara � ben servita trovandosi
sulla linea Bologna - Venezia, dalla stazione di Ferrara prendere l'autobus
n.1 oppure n.9, scendere alla fermata Ospedale S. Anna, percorrere Via Ugo
Bassi, proseguendo troverete Via Madama, l'Hotel si trova al n. 40.
Per chi arriva in auto: Autostrada uscire a Ferrara sud, imboccare la
superstrada, uscita Ferrara centro seguire le indicazioni per l?Ospedale S.
Anna.


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1 - Dalla parte di Ch�vez
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di Ernesto Cardenal*

Nella citt� di Valencia, in Venezuela, mi hanno raccontato che una volta
Neruda era venuto a fare un reading di poesia e che ci furono solo trenta
persone.
Sono appena tornato da l� dove partecipavo a un Festival Mondiale di Poesia
(con poeti di cinque continenti) e l'auditorio non solo si � riempito ma
fuori c'era un ugual numero di pubblico che � rimasto fuori e non ha voluto
andarsene, sicch� una volta finita la funzione all'interno abbiamo dovuto
ripeterlo per il pubblico che non aveva potuto assistere.
In Caracas, nel Teatro Teresa Carre�o, dove possono starci 2500 persone, per
questo stesso Festival si � dovuto mettere uno schermo gigante all'esterno a
causa del gran numero di persone che era rimasta in strada. Mi hanno detto
alcuni poeti che questa passione per la poesia non � affatto tradizionale in
Venezuela, e che � senz'altro un frutto della rivoluzione

Tutti parlano del "processo" �!
Mi ha sorpreso come in Venezuela tutti parlano del "processo", e altri, pi�
espliciti, della "rivoluzione". In realt� si tratta di una rivoluzione in
processo. Questo non si sa fuori. Si fa solo pubblicit� allo scontento dell'
opposizione.
Fuori non si sa che in Venezuela si sta completando una campagna
d'alfabetizzazione e che fra due mesi l'analfabetismo sar� a tasso Zero. L'
educazione ora si fa anche in lingue indigene, che sono 38, e si fanno
pubblicazioni in queste lingue.
La lingua ufficiale ormai non � solo lo spagnolo, ma lo sono anche le lingue
indigene.
Ci sono tre indigeni/e nell'assemblea nazionale (parlamento) e fino a poco
fa un'indigena era ministra dell'Ambiente e Risorse Naturali. Il ministro d'
Educazione, Cultura e Sport � nero e il viceministro della Cultura, che ha
promosso questo festival Mondiale di Poesia, mi ha raccontato che avevano
pubblicato 25 milioni di esemplari di libri di diversi titoli perch�
venissero distribuiti gratis in tutto il Venezuela.
Mi ha detto anche che stavano creando una catena di librerie in tutto il
paese, una distributrice di libri e una casa editrice dello Stato per
pubblicare libri politici, dato che la popolazione li cercava e richiedeva
mentre si potevano trovare soltanto libri di destra. Come esempio di quello
che � la destra: il grande quotidiano "El Nacional" il giorno dell'
inaugurazione del nostro Festival di Poesia, non ne ha scritto nemmeno una
riga.

L'educazione � diventata di massa!!
L'educazione ha reintegrato milioni di persone che prima ne erano escluse. I
programmi di educazione cominciano dai bambini di un anno. Le scuole
bolivariane, in cui non si paga nulla, sono per i bambini che prima non
potevano pagare l'iscrizione a una scuola.
Si tratta di scuole di educazione integrale, con pranzo e merenda, e con
cultura e sport oltre agli insegnamenti dell'educazione di base. E gi� non
si tratta di scuole separate dalla comunit� come prima, poich� esse stesse
sono diventati centri di incontro e di realizzazione di progetti comunitari.
Anche l'universit� bolivariana � gratuita ed � per tutti quelli che non
possono pagarsi l'universit�. C'� anche un gruppo numeroso di studenti,
molto selezionati e con il divieto di appartenere a dei partiti politici, a
Cuba, che si stan formando per realizzare in futuro compiti di governo.
E un'altra cosa che ho saputo in Venezuela � che il presidente Chavez ha
rinunciato al suo stipendio e che questo � destinato a borse di studio per
studenti.
Nella citt� di Merida, un giovane poeta mi ha detto che le manifestazioni
politiche sono anche un momento educativo e che lui stesso, da
intellettuale, apprende molto in queste concentrazioni di gente perch� si
tratta di veri eventi culturali, con poesia, musica, canti e balli.

Internet gratis anche in campagna !!
La rivoluzione � in tutto e alla portata di tutti, nei quartieri, paesini e
borgate si creano centri comunitari con l'accesso a Internet gratuito per
tutta la popolazione, con biblioteche e spazi di danza e teatro. Si stanno
costruendo stadi e complessi sportivi, si edificano migliaia di case per la
popolazione e grandi edifici di appartamenti a buon mercato. Si
attribuiscono titoli di propriet� della terra con macchinari, credito e
assistenza tecnica.
La missione "Barrio Adentro" si occupa di dare assistenza medica alla
popolazione che non riceveva prima questi servizi, come nel caso delle trib�
indigene. La maggior parte di questi medici sono cubani, poich� pochi medici
venezuelani arrivano fin l�. In pi� tutte le settimane un aereo parte per
Cuba portando e riportando malati e medicine gratis per tutta la popolazione
Nelle campagne ci sono 40.000 soldati che danno assistenza nel campo della
salute del popolo. Altri aprono strade, costruiscono case, organizzano
cooperative o aiutano gli indigeni nei loro campi.
I poveri vanno con le loro galline negli elicotteri e aerei dell'Esercito e
la Marina assiste le cooperative di pesca. La cosa pi� importante � la
fraternizzazione di civili e soldati, uniti in una sola rivoluzione.
Il coinvolgimento dei militari nella rivoluzione � molto grande e pochi
giorni prima del mio arrivo, tre generali avevano chiesto il congedo per
candidarsi alla carica di governatore perch� preferivano, alla carriera
delle armi, la direzione delle masse.

Non � una rivoluzione improvvisata: questa non � una rivoluzione che il
presidente Chavez si � inventato da un momento all'altro.
C'� un'intervista di 15 ore che gli ha fatto Marta Harnecker e che si �
trasformata in libro, nella quale Chavez racconta che questa rivoluzione �
andato maturandola insieme con altri amici da quando entr� nell'Esercito,
anche se la sua prima aspirazione era stata essere giocatore di pelota.
Lui � di un piccolo paesino del Venezuela ed era un bambino scalzo che
vendeva dolci nelle strade. Racconta che fin da quando entr� a 17 anni all'
Accademia militare leggeva tutto quello che cadeva nelle sue mani. Nei suoi
studi di Scienze Politiche si entusiasm� di Mao, un entusiasmo che si
mantiene e da allora gli � rimasto impresso quello che Mao diceva: "Il
popolo sta all'esercito come l'acqua per il pesce". Da allora � convinto che
esercito e popolo devono essere uniti.
E' stato un grande ammiratore dell'esperienza di Torrijos a Panama e della
rivoluzione peruviana di Velazco Alvarado. Non � marxista, dice lui, per�
nemmeno antimarxista. Ritiene che la soluzione per il Venezuela sar�
diversa. Certamente � anticapitalista e profondamente antimperialista.
Insiste sul fatto che stanno facendo una rivoluzione democratica e pacifica
anche se non disarmata, perch� oltre al sostegno della popolazione, che �
dell'80%, ha quello delle Forze Armate che, bench� non totale, dice lui, �
quasi totale.

La sua grande arma: la Costituzione: oltre alle due armi del Popolo e dell'
Esercito, ha un'arma in pi�, un po' strana, la Costituzione Bolivariana. Non
si tratta di una Costituzione qualsiasi come quelle dei nostri paesi, poich�
in essa sono contenute tutte le trasformazioni per una grande rivoluzione e
dato che � stata approvata da un referendum popolare non potrebbe essere
modificata se non attraverso un referendum. Con questa Costituzione, dice
lui, si sta compiendo la trasformazione giuridico - politica del paese;
quella economica si far� con pi� calma. Questo � un processo sui generis,
dice Marta Harnecker, che rompe gli schemi preconcetti dei processi
rivoluzionari.
La Costituzione Bolivariana, l'unica a non essere approvata da un Congresso
ma, bens�, da milioni di persone, stabilisce i diritti dei lavoratori, dei
bambini, la proibizione di privatizzare il petrolio, l'obbligo dello Stato
di farla finita con i latifondi, di appoggiare i pescatori artigianali e di
eleggere i sindacati dalla base, i diritti dei popoli indigeni e il diritto
a una vera informazione.
La Costituzione � stata edita in differenti formati, e in un formato
ridotto, quasi miniatura, � stata distribuita gratuitamente a tutti/e, e
tutti/e la portano con s�, quasi non c'� venezuelano/a che non l'abbia
letta. E' il programma della rivoluzione. Ci sono esperti popolari della
Costituzione, nelle strade e nei parchi e la destra ricorre anche lei tutto
il tempo alla Costituzione. Quando tentarono il golpe contro Ch�vez, con un
governo che � durato soltanto 37 ore, la prima cosa che hanno fatto � stata
abolire la Costituzione. E quando il popolo si rivers� nelle strade in tutto
Venezuela e circond� le caserme e liber� Ch�vez dalla prigione, lo fece
sollevando in alto questo libretto.
Si potr� credere che con Ch�vez il Venezuela � diviso in due parti uguali,
per� non � cos�. La divisione � fra un 80% (i poveri) e un 20% (i
privilegiati), anche se in qualche caso, come quello delle comunicazioni,
questo 20% pesa pi� dell'altro 80%.I due grandi partiti tradizionali, quello
 della democrazia cristiana e quello della socialdemocrazia sono cadaveri. I
partiti minori contano ancor meno e sono frammentati. Ch�vez ha creato il
suo proprio partito, quello della Quinta Repubblica, che a quanto mi dicono
� molto eterogeneo, composto di ex militanti degli altri partiti, anche del
partito comunista e da molte persone che non hanno mai militato in un
partito. Il termine "bolivariano" che Ch�vez usa tanto, non � una semplice
parola, bens� l'essenza della sua rivoluzione. Lui fa riferimento
continuamente ai "500 anni": c'� da cambiare quello che c'� stato per 500
anni. Ovvero completare quello che Bol�var ha iniziato. Includendo l'
unificazione dell'America Latina in una federazione. Dice anche che questa �
una battaglia che definir� i prossimi 200 anni.
Fidel in Cuba gli ha detto che quello che Ch�vez chiamava bolivariano, loro
l� in Cuba lo chiamavano socialismo, e che per� non aveva alcuna obiezione
se lo si chiamava bolivariano e nemmeno aveva alcuna obiezione se lo si
chiamava cristiano.

* Poeta, scrittore, saggista tra i pi� importanti dell'America Latina,
articolo pubblicato da El nuevo diario, Managua, Nicaragua.

Traduzione a cura di Fiorella Bom�


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2 - Ecuador, una nuova stella per la bandiera degli Stati Uniti?
__________________________________________________________

di Guillermo Navarro Jim�nez

Se l'opinione pubblica ecuadoriana gi� percepiva una costante ma ambigua
sottomissione di Guti�rrez agli obiettivi degli Stati Uniti, dopo le
dichiarazioni del Cancelliere Patricio Zuquilanda qualsiasi dubbio svanisce.
Il Cancelliere di Guti�rrez ha dichiarato: "Dobbiamo essere amici di quei
paesi che stanno imponendo le loro tesi economiche e politiche" (1) ,
aggiungendo che tali paesi sono gli USA, la Cina, la Germania e la Spagna,
lista che, ovviamente, nasconde la vera intenzione di questa dichiarazione,
cio� la sottomissione ai dettami degli Stati Uniti, come si capisce
facilmente se si ricorda che, nella tappa attuale dello sviluppo del
capitalismo, esiste una sola potenza egemone: gli Stati Uniti; che la Spagna
� solo un sottomesso alleato degli Stati Uniti, come ha dimostrato nell'
invasione dell'Iraq; che la Cina � un antagonista minore, la cui nascente
struttura produttiva � controllata dagli Stati Uniti; o che la Germania,
dopo la sconfitta nella Seconda Guerra Mondiale, � diventata una potenza di
secondo piano.
La sottomissione di Zuquilanda si delinea pi� chiaramente quando afferma
che: "In questo momento, il paese � pronto per diventare membro delle
economie pi� importanti del mondo", affermazione che pu� essere interpretata
solo da due prospettive:
1. L'Ecuador dovrebbe diventare membro delle "economie pi� importanti del
mondo" per i suoi diritti e per un presunto nuovo livello di sviluppo che
verrebbe raggiunto grazie alla gestione di Guti�rrez e del suo governo,
postulato di cui potrebbe servirsi solo un ritardato mentale o un perfetto
ignorante;
2. Se il primo approccio analitico � impensabile perfino nella mente malata
di un qualunque funzionario di turno, � ovvio che l'intenzione delle parole
del Cancelliere � che l'Ecuador diventi "membro delle economie pi�
importanti del mondo", concretamente degli Stati Uniti, per quanto sopra
citato e per le innumerevoli azioni che il governo di Guti�rrez ha compiuto
servilmente e che vanno in questa direzione.
Di fronte a tutto questo nasce spontaneo porsi le seguenti domande:
Il governo di Guti�rrez sta pensando di trasformare l'Ecuador in una delle
nuove stelle della bandiera americana, come Puerto Rico?
� la firma del Trattato di Libero Commercio (TLC) con gli Stati Uniti, la
cui negoziazione Guti�rrez appoggia fermamente, lo strumento che
permetterebbe all'Ecuador di diventare "membro" dell'economia nordamericana?
A proposito della sottomissione del governo di Guti�rrez agli Stati Uniti, i
nostri sospetti trovano conferma quando Zuquilanda sostiene con disinvoltura
che: "Prima l'Ecuador aveva obiettivi di politica estera tradizionali, di
rispetto della sovranit�, dell'autodeterminazione dei popoli", affermazione
dalla quale si deduce che oggi tali obiettivi sono stati abbandonati,
optando per il nuovo approccio di Zuquilanda: far diventare l'Ecuador
"membro delle economie pi� sviluppate del mondo".
La posizione di Guti�rrez e del suo governo viola la Costituzione Politica
della Repubblica ecuadoriana, in quanto:
a. L'articolo 1 della Costituzione della Repubblica ecuadoriana afferma che
l'Ecuador � uno Stato sovrano. Di conseguenza, sostenere che la sovranit� ha
cessato di esistere viola la Costituzione;
b. Se si ricorda che la sovranit� nazionale � definita come "il potere di
uno Stato di esercitare la sua autorit� suprema su tutte le persone che
vivono nel suo territorio, sulle cose che vi si trovano e sui fatti che
accadono (2) nello spazio territoriale nazionale" (3), e che la Costituzione
della Repubblica sancisce, nell'articolo 1, che la sovranit� "si esercita
attraverso gli organi del potere pubblico e i mezzi democratici previsti da
questa Costituzione", che altro non sono se non le istituzioni dello Stato,
si pu� concludere che se la sovranit� cessa di esistere, come sostiene
Zuquilanda, lo Stato Nazionale Ecuador non ha pi� alcuna ragione di essere;
c. Bisogna inoltre sottolineare che, di fatto, le dichiarazioni di
Zuquilanda mirano ad allineare il paese con il concetto di "sovranit�
limitata" proposto dagli Stati Uniti, con il quale si vorrebbe eliminare il
concetto di "sovranit� territoriale", sancito dalla Costituzione dell'
Ecuador, per cui la posizione del governo di Guti�rrez � incostituzionale;
d. Il concetto di autodeterminazione � sancito dall'articolo 4 della
Costituzione della Repubblica ecuadoriana, per cui rifiutare tale concetto
viola nuovamente la Costituzione della Repubblica.
Infine, � importante sapere che la posizione del governo di Guti�rrez
rispetto alla sovranit� non � solo retorica. Al contrario, esistono prove
della violazione della Costituzione e delle Leggi, tra le quali bisogna
citare la presenza di riservisti e militari nordamericani nella provincia di
Loja, nel Cant�n Macar�, senza la previa autorizzazione della Camera, poich�
rientra in un Accordo tra l'Ecuador e gli Stati Uniti. I membri dell'
esercito degli Stati Uniti si sono insediati a Limones, nel suddetto
cantone, dove hanno costruito capanni e la piattaforma di un aeroporto (4),
sul cui uso va informato il paese, dal momento che Macar� possiede gi� un
aeroporto, per cui non era necessario costruirne un altro, a meno che non
sia destinato ad uso esclusivo da parte dell'esercito degli Stati Uniti, che
starebbe quindi preparando l'installazione di una nuova base nel sud del
paese.

Note:
 (1) Diario El Comercio intervista: "Canciller Patricio Zuquilanda: no
obedecemos a EE.UU", Quito, Ecuador, 27 giugno 2004.
(2) Rousseau, Charles: "Derecho internacional P�blico", Editorial Ariel,
Barcelona, Espa�a, 1966, pag. 224.
(3) Per territorio nazionale si intende il territorio statale, il mare
territoriale e lo spazio aereo.
(4) Diario El Comercio 25 giugno 2004.

Fonte: ALAI Am�rica Latina en Movimiento

Traduzione di Laura Pietrosanti, revisione di Prisca Destro - Traduttori per
la Pace.


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3 - Lavoro minorile e ruolo delle multinazionali
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di Coalizione contro i pericoli-BAYER

Multinazionali come Unilever, Bayer, Monsanto e Syngenta continuano ad
alimentare il terribile problema del lavoro minorile nelle piantagioni di
sementi di cotone in India. Questi bambini non vanno a scuola, guadagnano
meno di 40 centesimi al giorno e sono esposti a pesticidi velenosi durante
il lavoro. Per favore, leggete i seguenti articoli sull'argomento,
pubblicati dal quotidiano indiano "The Hindu".

Richiesta un'indagine sul lavoro minorile nelle piantagioni di sementi
1 luglio 2004, HYDERABAD
Esprimendo serie preoccupazioni per la morte del tredicenne Mallesh,
avvenuta mentre spruzzava pesticidi in una fattoria di sementi di cotone
ibride a Dudekonda, nel distretto di Kurnool, la M.V. Foundation ha chiesto
che il governo apra un'inchiesta sullo sfruttamento dei bambini nel settore.
In una dichiarazione, Shantha Sinha, Segretaria e Amministratrice della
Fondazione, chiede che il governo intraprenda azioni immediate per
permettere ai bambini della regione di smettere di lavorare per poter andare
a scuola. Chiede che vengano inviati avvertimenti legali a tutte le aziende
nazionali e multinazionali coinvolte nella produzione di sementi di cotone
ibride per violazione dei diritti dei bambini. Ha detto che si deve
pretendere che le multinazionali rivelino i nomi e gli indirizzi dei piccoli
contadini da loro assunti per la coltivazione delle sementi, in modo che
Governo e ONG possano fare controlli sul lavoro minorile.
Ha detto che migliaia di bambini continuano a lavorare alla produzione di
sementi di cotone ibride nei distretti di Kurnool e di Mahbubnagar. Ciascuno
di loro � quotidianamente in pericolo, ha dichiarato, aggiungendo che �
significativo il fatto che la maggior parte degli investimenti nel settore
viene dalle multinazionali e da grosse societ� nazionali. Si tratta di
soggetti che potrebbero "permettersi" di non sfruttare i bambini tenendo
fede alle responsabilit� economiche e sociali. Proprio mentre i piccoli
coltivatori hanno costituito un Forum per la Protezione dei Diritti dei
Bambini, per controllare che i bambini non siano impiegati nelle fattorie, �
"oltraggioso" che gli investitori pi� potenti restino indifferenti, ha
dichiarato Ms Sinha.
Ha detto che la Fondazione si � rivolta ripetutamente al Governo e
all'Associazione delle Industrie delle Sementi per proteggere i bambini.
Negli ultimi due anni ci sono stati diversi incontri con rappresentanti
dell'Associazione, durante i quali � stato loro chiesto di lanciare un
messaggio chiaro del fatto che non avrebbero tollerato l'impiego di
manodopera infantile nelle fattorie di sementi di cotone ibride. "Oltre a
fare dichiarazioni e volantini o incontri tra di loro, i membri
dell'Associazione non hanno fatto nulla di concreto per prevenire l'impiego
di bambini nel settore."

L'esposizione ai pesticidi si porta via un altro bambino-lavoratore
K.Venkateshwarlu
29 giugno 2004, HYDERABAD
Un lavoratore tredicenne, Mallesh, di Dudekonda, Pathikonda Mandal, nel
distretto di Kurnool, ha perso la vita marted� mentre spruzzava pesticidi in
una fattoria di cotone. La morte avviene proprio mentre il distretto si sta
preparando per la visita del primo ministro, Manmohan Singh.
Capitando a poca distanza di tempo dalla morte di un altro bambino-
lavoratore in un incidente stradale e mentre arrivano relazioni di bambini
impiegati nelle Industrie Shangi, l'incidente ha scioccato gli attivisti per
i diritti dei bambini. Dicono che la morte di Mallesh a causa
dell'esposizione ai pesticidi non � la prima di questo tipo; negli ultimi
anni le vittime sono state "decine". Ma la morte di Mallesh � ancor pi�
scioccante perch� � avvenuta proprio dopo che il Governo aveva intrapreso in
gran pompa una campagna intensiva per strappare i bambini dal lavoro,
soprattutto da quelli pericolosi.
Quando Pasula Marsamma (13 anni), che lavorava in una piantagione di cotone,
mor� in circostanze simili nel distretto di Ranga Reddy qualche anno fa,
l'incidente fu liquidato come caso isolato. Comunque mise al centro
dell'attenzione lo sfruttamento delle bambine da parte dei produttori di
sementi di cotone ibride. Seguirono una serie di visite di controllo e di
incontri con i produttori di sementi. Un anno dopo, nel 1999, Balaraju (12
anni), di Thimsanpalli, Peddamul Mandal, nello stesso distretto mor� a causa
dell'esposizione ai pesticidi.
Il problema fu quindi monitorato nel distretto di Ranga Reddy, grazie agli
sforzi delle ONG. Diversi bambini furono salvati e riportati a scuola.
L'incidente di marted� dimostra che l'impiego di bambini in fattorie di
cotone a rischio non � mai stato messi in discussione nei distretti dove
questi sforzi sono mancati. Il Presidente del Forum per la Protezione dei
Diritti dei Bambini, C.Yadaiah, dice che almeno 400 bambini sono impiegati
in fattorie di cotone nel solo villaggio di Dudekonda. Questo fatto viene
completamente ignorato dai media, o viene riferito solo dalla stampa locale.
"Bisogna fare pressione sulle autorit� affinch� salvino questi bambini e li
riportino a scuola."
Secondo una stima sarebbero 20.000 i bambini al lavoro nelle fattorie del
Kurnool, un distretto noto per le peggiori forme di lavoro minorile. Il caso
di una bambina che era stata incatenata al tavolo dal suo datore di lavoro,
venuto alla luce un paio d'anni fa, � emblematico del problema nella zona.
In uno studio sugli effetti cronici dei pesticidi sullo sviluppo dei bambini
nelle aree di coltivazione del cotone, Greenpeace India ha scoperto che
anche piccole dosi di pesticidi compromettono seriamente le abilit�
analitiche e motorie, la concentrazione e la memoria dei bambini delle
comunit� agricole. Lo studio, condotto nella stagione della coltivazione del
cotone tra aprile e dicembre 2003, ha messo a confronto bambini della zona
cotoniera e bambini di altre zone. I risultati, pubblicati in una relazione
intitolata "Sviluppo interrotto", sono stati resi pubblici l'aprile scorso.

Per ulteriori informazioni: Lettera aperta alla Bayer:
http://www.cbgnetwork.org/home/Newsletter_KCB/KCB_112/kcb_112.html
Coalizione contro i pericoli-BAYER
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Traduzione a cura di Prisca Destro - Traduttori per la Pace


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4 - Rwanda: i creditori del genocidio
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di Eric Toussaint (Cadtm)

Il genocidio del 1994
Dal 7 aprile 1994, nell'arco di meno di tre mesi, circa un milione di
rwandesi - il numero esatto non � stato stabilito - sono stati sterminati
perch� di etnia Tutsi appurata o sospetta. A questa cifra bisogna aggiungere
diverse dozzine di migliaia di Hutu, gli oppositori del regime o coloro che
si sono rifiutati o avrebbero potuto rifiutarsi di partecipare al genocidio,
prima del quale la popolazione rwandese era stimata a 7,5 milioni di
abitanti.
Il paragone con lo sterminio degli ebrei e degli zingari (tzigani) ad opera
del regime nazista � pienamente giustificato. Certo ci sono alcune
differenze: il numero assoluto di vittime (6 milioni di ebrei sono stati
sterminati dai nazisti), i mezzi utilizzati (i nazisti hanno concepito e
utilizzato mezzi industriali per applicare la soluzione finale), tuttavia si
� trattato di un vero e proprio genocidio, vale a dire la distruzione
pianificata di una intera collettivit� tramite l'uccisione di massa allo
scopo di impedire la riproduzione biologica e sociale.

Le politiche attuate dalle istituzioni finanziarie multilaterali
� fondamentale interrogarsi sul ruolo svolto dai finanziatori
internazionali. La mia tesi � che le politiche imposte dalle istituzioni
finanziarie internazionali, i principali finanziatori del regime
dittatoriale del generale Juv�nal Habyarimana, abbiano accelerato il
processo che ha portato al genocidio. Di solito l'incidenza negativa di
queste politiche non viene presa in considerazione per spiegare l'evolversi
drammatico della crisi rwandese, se non da alcuni autori che mettono in
evidenza la responsabilit� delle istituzioni di Bretton Woods (cfr.
Chossudovsky, 1994 e Chossudovsky e Galand, 2004) le quali non accettano
alcuna critica in merito.
All'inizio degli anni '80, quando scoppi� la crisi del debito del Terzo
Mondo, il Rwanda (cos� come il confinante Burundi) era indebitato molto
poco. Mentre in altre parti del mondo la Banca mondiale e il FMI
abbandonavano la loro politica attiva di prestiti e predicavano l'astinenza,
con il Rwanda adottarono un atteggiamento diverso, concedendo ingenti
prestiti al paese. Tra il 1976 e il 1994 il debito estero del Rwanda si
moltiplic� per venti: mentre nel 1976 ammontava a 49 milioni di dollari, nel
1994 arriv� a circa un miliardo di dollari. In particolare il debito aument�
a partire dal 1982. I principali creditori furono la Banca mondiale, il FMI,
e le istituzioni correlate (le chiameremo IFI, Istituzioni Finanziarie
Internazionali). La BM e il FMI sono state le pi� attive nel favorire l'
indebitamento. Nel 2001, le IFI detenevano l'87% del debito estero rwandese.
Il regime dittatoriale instaurato a partire dal 1973 garantiva di non voler
sostenere una politica di cambiamenti strutturali progressisti e per questo
fu attivamente sostenuto dalle potenze occidentali: Belgio, Francia e
Svizzera. Inoltre poteva rappresentare un baluardo rispetto a Stati che, in
quella regione, mantenevano ancora velleit� indipendentiste e di cambiamenti
progressisti, come ad esempio la Tanzania del presidente progressista Julius
Nyerere, uno dei leader africani del movimento dei non-allineati).
Negli anni '80 fino al 1994, il Rwanda ricevette molti prestiti e la
dittatura di Habyarimana si appropri� di una parte considerevole di questi.
I prestiti concessi dovevano servire a inserire in modo pi� netto l'economia
rwandese nell'economia mondiale sviluppando le sue potenzialit� di
esportazione di caff�, t� e di stagno (i suoi maggiori prodotti di
esportazione) a scapito delle colture destinate al soddisfacimento dei
bisogni locali. Il modello funziona fino alla met� degli anni '80, momento
in cui crollarono i corsi dello stagno dapprima, del caff� in seguito e
infine del t�. Il Rwanda, il cui caff� era la principale fonte di valuta,
sub� in pieno le conseguenze della rottura del cartello del caff� provocata
dagli Stati Uniti all'inizio degli anni '90.

Il ruolo dei prestiti internazionali nella preparazione del genocidio
Alcune settimane prima dello scoppio dell'offensiva del Fronte Patriottico
Rwandese (FPR) nell'ottobre del 1990, le autorit� rwandesi firmarono a
Washington con il FMI e la BM un accordo per mettere in atto un programma di
aggiustamento strutturale (PAS).
Questo PAS venne applicato nel novembre 1990: il franco rwandese fu
svalutato del 67%. Come contropartita il FMI concesse prestiti in valuta a
esborso rapido per permettere al paese di mantenere il flusso delle
importazioni. Tali prestiti permisero di ristabilire la bilancia dei
pagamenti. Il costo dei beni importati aument� in modo vertiginoso, quello
della benzina sub� un incremento del 79%. Il prodotto della vendita sul
mercato nazionale dei beni importati permise allo Stato di pagare le
retribuzioni dei militari i cui effettivi spiccarono il volo. Il PAS
prevedeva una diminuzione delle spese pubbliche: congelamento dei salari e
licenziamento nella pubblica amministrazione ma con il trasferimento di una
parte delle spese a vantaggio dell'esercito.
Mentre i prezzi dei beni importati si impennavano, il prezzo di acquisto del
caff� dai piccoli produttori venne congelato, su ordine del FMI: fu la
rovina per centinaia di migliaia di piccoli produttori di caff� (Maton,
1994). Costoro e le fasce pi� impoverite delle citt� costituirono pertanto
un serbatoio permanente di reclutamento per le milizie Interhamwe e per l'
esercito.
Fra le misure imposte dalla BM e dal FMI tramite il PAS, figurarono inoltre:
l'aumento delle imposte al consumo e la diminuzione dell'imposta sulle
societ�, l'aumento delle imposte dirette sulle famiglie popolari tramite la
riduzione degli sgravi per famiglie numerose, la riduzione del credito
agevolato ai contadini.
Per giustificare l'uso dei prestiti concessi dall'accoppiata BM/FMI, il
Rwanda � autorizzato dalla BM a presentare vecchie fatture a copertura dell'
acquisto dei beni importati.
Questo sistema permise alle autorit� rwandesi di finanziare l'acquisto di
massa di armi per il genocidio. Le spese militari triplicarono tra il 1990 e
il 1992 (Nduhungirehe, 1995). In questo periodo la BM e il FMI inviarono in
missioni vari esperti che sottolinearono alcuni aspetti positivi della
politica di austerit� applicata da Habyarimana ma ci� non di meno
minacciarono di sospendere i pagamenti se le spese militari avessero
continuato ad aumentare. Le autorit� rwandesi pertanto misero a punto misure
artificiose per dissimulare le spese militari: i camion acquistati per l'
esercito furono imputati al bilancio del Ministero dei Trasporti, una parte
considerevole della benzina utilizzata dai veicoli delle milizie e dell'
esercito fu imputata al  Ministero della Salute. Alla fine la BM e il FMI
chiusero il rubinetto dell'aiuto finanziario all'inizio del 1993 senza per�
denunciare l'esistenza di conti bancari all'estero aperti dalle autorit�
rwandesi presso grandi banche e sui quali somme considerevoli restavano
disponibili per l'acquisto di armi. Si pu� dire che abbiano fallito il loro
compito di controllare l'uso dei prestiti: avrebbero dovuto interrompere i
prestiti fin dall'inizio del 1992 quando si resero conto che il denaro era
utilizzato per l'acquisto di armi; avrebbero dovuto allertare l'ONU fin da
quel momento. Continuando a concedere prestiti fino all'inizio del 1993,
aiutarono un regime che si stava preparando al genocidio. Le organizzazioni
di difesa dei diritti umano avevano denunciato fin dal 1991 i massacri che
preparavano il genocidio. La Banca mondiale e il FMI hanno sistematicamente
aiutato il regime dittatoriale poich� questo era un alleato degli Stati
Uniti, della Francia e del Belgio.

L'aumento delle contraddizioni sociali
Affinch� il progetto del genocidio fosse messo in atto, non solo era
necessario un regime in grado di concepirlo e di dotarsi degli strumenti
necessari per la sua attuazione, ma anche la presenza di una massa di
persone impoverite, sottoploretarizzate pronte a realizzare l'irreparabile.
In questo paese, il 90% della popolazione vive nelle zone rurali, il 20%
della popolazione contadine ha a disposizione meno di mezzo ettaro per
famiglia. Fra il 1982 e il 1994 si � verificata una intensificazione del
processo di impoverimento della maggioranza della popolazione rurale con,
all'altro polo della societ�, un impressionante arricchimento. Secondo il
professor Jef Maton, nel 1982 il 10% della popolazione, i pi� ricchi,
prelevavano il 20% del reddito rurale; nel 1992 arrivarono al 41%, nel 1993
al 45% e agli inizi del 1994 al 51% (Maton 1994). L'impatto sociale
catastrofico delle politiche dettate dal binomio BM/FMI e dal crollo dei
corsi del caff� sul mercato mondiale (da mettere in correlazione con le
politiche delle istituzioni di Bretton Wood e degli Stati Uniti che sono
riusciti a far saltare il cartello dei produttori di caff� nello stesso
periodo) svolse un ruolo chiave nella crisi rwandese. Il grande malcontento
sociale fu canalizzato dal regime di Habyarimana verso l'attuazione del
genocidio.

I creditori del genocidio
I principali  fornitori di armi in Rwanda tra il 1990 e il 1994 furono la
Francia, il Belgio, il Sudafrica, l'Egitto e la Repubblica Popolare Cinese.
Quest'ultima ha fornito 500.000 maceti. Nel 1991 l'Egitto, il cui
vice-ministro degli Affari Esteri incaricato delle relazioni con l'Africa
non era altro che Boutros Boutros Ghali, offr� al Rwanda un credito senza
interessi per permettergli di acquistare armi di fanteria per un ammontare
totale di sei milioni di dollari. A genocidio iniziato, mentre era in atto
un un embargo di armi decretato dall'ONU l'11 maggio 1994, la Francia e la
societ� britannica Mil-Tec fornirono armi all'esercito criminale attraverso
l'aeroporto di Goma nello Zaire (Toussaint, 1996). Dopo la conquista dell'
aeroporto di Kigali, capitale del Rwanda, da parte del FPR, diversi alti
responsabili del genocidio furono ricevuti all'Eliseo. Le autorit� rwandesi
in esilio insediarono a Goma, con l'aiuto dell'esercito francese, la sede
della Banca Nazionale rwandese che effettu� pagamenti per rimborsare l'
acquisto di armi e comprarne delle nuove fino all'agosto 1994. Le banche
private Belgolaise, G�n�rale de Banque, BNP, Dresdner Bank... accettarono
ordini di pagamento dai genocidiari e rimborsarono i creditori del
genocidio.

La situazione dopo il genocidio
Dopo la caduta della dittatura a luglio 1994, la BM e il FMI hanno richiesto
e ottenuto che le nuove autorit� rwandesi riducessero il numero dei
funzionari statali al 50% degli effettivi previsti prima della dittatura.
I primi aiuti concessi dagli Stati Uniti e dal Belgio alla fine del 1994
sono serviti a rimborsare gli arretrati del debito del regime di Habyarimana
nei confronti della BM. Gli aiuti concessi dai paesi del Nord arrivavano con
il contagocce del paese da ricostruire. Le autorit� hanno accolto pi� di
800.000 rifugiati da novembre 1996.
Secondo il documento di David Woodward realizzato nel 1996 per Oxfam, se la
produzione agricola si fosse ripresa un minimo, sarebbe rimasta del 38%
inferiore ai primi raccolti abituali e del 28% ai secondi. Il settore
industriale si rivel� ancora pi� lento nella ripresa: solamente 54 imprese
produttive delle 88 esistenti prima dell'aprile 1994 avevano ripreso la loro
attivit� e la maggior parte produceva beni al di sotto del suo livello
precedente: alla fine del 1995  il valore aggiunto dell'insieme del settore
industriale rappresentava solamente il 47% del suo livello del 1990. Nel
gennaio 1996 ci fu un aumento del 20% dei salari del servizio pubblico, il
primo dal 1981, ma le stime ufficiali riportavano che l'80% dei lavoratori
del settore pubblico era al di sotto della soglia di povert�. Non c'� da
stupirsi se i rwandesi preferissero lavorare in una ONG come autisti o
cuochi piuttosto che lavorare nel settore statale. Questa percentuale non �
d'altronde riconducibile solo al settore pubblico poich� nel 1996 la BM
stimava che una percentuale variabile tra l'85 e il 95% dei rwandesi vivesse
al di sotto della soglia di povert� assoluta.
Bisogna notare un aumento notevole del numero di donne capo-famiglia, dal
21,7% prima del genocidio a circa il 29,3% in seguito con alcune punte di
oltre il 40% in alcune prefetture. La loro situazione era particolarmente
drammatica sapendo a che punto le donne sono discriminate a livello legale
soprattutto per quanto concerne l'eredit�, l'accesso al credito e al regime
fondiario. Gi� prima del genocidio  il 35% delle donne capo-famiglia aveva
un reddito mensile inferiore a 5.000 franchi rwandesi (circa quindici
dollari) pro-capite, mentre questo tasso era del 22% per gli uomini
capo-famiglia. Nonostante un tasso elevato di adozioni di orfani a causa del
genocidio e dell'AIDS, il numero di bambini senza famiglia oscillava tra
95.000 e 150.000 unit�.
Per quanto riguarda l'istruzione, la percentuale di iscrizioni alla scuola
primaria era solo dell'ordine del 65% mentre il tasso di scolarizzazione
secondaria non superava l'8% (Woodward, 1996). Secondo la Banca Mondiale, il
numero di allievi che concludeva il ciclo primario � calato tra il 1990 e il
2001, da 34% a 28% (World Bank, World Keys Indicators, 2003). Il tasso di
mortalit� infantile si mantiene ad un livello particolarmente elevato (183
su 1000).
Nel 1994 il debito estero totale del Rwanda, contratto interamente dal
regime di Habyarimana, ammontava a circa un miliardo di dollari. Dieci anni
dopo � aumentato di circa il 15% e il Rwanda � sempre sotto regime di
aggiustamento strutturale.
Il debito contratto prima del 1994 rientra in pieno nella definizione di
�debito odioso�, di conseguenza il nuovo regime avrebbe dovuto essere
completamente esonerato dal pagarlo. I creditori multilaterali e bilaterali
sapevano perfettamente con chi avevano a che fare quando concedevano
prestiti al regime di Habyarimana. Dopo il cambio di regime non avrebbero
dovuto avere il diritto di far valere i propri diritti sul nuovo Rwanda,
eppure l'hanno fatto senza ritegno. Ci� � assolutamente scandaloso.
Le autorit� rwandesi che hanno preso il potere nel 1994 hanno tentato di
convincere la BM e il FMI di rinunciare ai loro crediti ma queste due
istituzioni si sono rifiutate e hanno minacciato di chiudere il rubinetto
del credito. Hanno richiesto a Kigali di tacere sugli aiuti che esse hanno
concesso al regime di Habyarimana in cambio di nuovi prestiti e di una
promessa di annullamento futuro del debito nel quadro dell'iniziativa
lanciata nel 1996 a favore dei paesi poveri pi� indebitati (i cosiddetti
Paesi HIPC, NdT). � increscioso che il governo abbia accettato questo
baratto.
Le conseguenza sono nefaste: prosecuzione delle politiche di aggiustamento
strutturale le cui conseguenze economiche e sociali sono disastrose e
mantenimento di un debito estero insostenibile e odioso. Facendo ci� le
autorit� di Kigali hanno ottenuto lo "status di buon allievo" del FMI, della
BM e del Club di Parigi. Ancora peggio, partecipando all'occupazione
militare di una parte del territorio del paese confinante, la Repubblica
Democratica del Congo, a partire dall'agosto 1998, e partecipando al
saccheggio delle sue risorse naturali, il regime rwandese si � reso complice
degli Stati Uniti e della Gran Bretagna nella regione (questi due paesi
cercano attivamente un indebolimento della RDC).
A dieci anni dal genocidio, i rwandesi dovrebbero essere liberati dal debito
e dalla tutela da parte dei creditori del genocidio.

Fonte: Bulletin d'information Comit� pour l'annulation de la dette du Tiers
Monde (CADTM) www.cadtm.org

Traduzione a cura di Valentina Barbieri - Traduttori per la Pace


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