La notte tra sabato 16 e domenica 17 ottobre, a poca distanza dal c.s.a.
Pac� Paciana, 4 giovani venivano aggrediti da una decina di naziskin
armati di bastoni e coltelli. Uno dei giovani finiva al pronto soccorso,
mentre la loro auto restava pesantemente danneggiata. Nell' ultimo anno e
mezzo episodi simili si sono susseguiti in tutta la Lombardia sempre pi�
frequentemente: attentanti incendiari, assalti a centri sociali,
aggressioni e provocazioni di vario tipo. I tutori dell' ordine, tanto
solerti nei nostri riguardi, assumono invece posizioni ambigue (per non
dire di peggio..) nei confronti di questi personaggi, che, pi� che
rivoluzionari nazional-socialisti, spesso e volentieri appaiono come utili
idioti impiegati nell' attuazione di dozzinali strategie repressive. Basti
ricordare i 4 giovani di Milano accusati di rapina (!!) perch�, di ritorno
da un corteo antifascista tenutosi a Genova, avevano allontanato dal treno
3 neonazisti, sequestrandogli la giacca sulla quale comparivano simbologie
razziste. Tutto lascia pensare che questi nazisti post moderni
continueranno a riaffacciarsi nei mesi a venire, specialmente considerando
l\222impunit� e la complicit� di cui sembrano godere e la frequenza con
cui continuano ad avere luogo avvenimenti analoghi.

Non ci sorprende essere tra i loro obbiettivi prediletti, come non ci
sorprende che insieme a noi lo siano tutti coloro che cercano di offrire
un' alternativa concreta in una citt� come la nostra; non ci sorprende
nemmeno sapere che, insieme a noi, sulla lista nera compaiono anche
immigrati, omosessuali, tossicodipendenti, senzatetto e tutti coloro che
di questa societ� costituiscono la parte debole e diversa e che per questo
motivo subiscono spesso questo genere di discriminazione e prevaricazione
violenta. Non ci sorprende nemmeno che il teatro di questa offensiva
intollerante siano proprio le citt� dell' opulenta Pianura Padana, sempre
pi� salotti, sempre meno patrimonio di chi le abita, raramente capaci di
fornire risposte soddisfacenti ai bi-sogni dei soggetti attivi della
metropoli. Bergamo, come le altre, si trasforma rapidamente, moltiplica le
opportunit� di consumo disinteressandosi di tutto ci� che non produce
profitto, laddove la ricchezza di pochi genera contraddizioni e precariet�
per molti.

Da questa analisi � emersa l' esigenza di un incontro rivolto a tutta la
cittadinanza, che possa essere prima di tutto un momento di informazione
compartecipata sui fatti avvenuti in citt� e sul contesto pi� ampio nel
quale essi si collocano. L' idea � quella di ricostruire una cronologia
degli avvenimenti attraverso testimonianze dirette, relative anche ad
episodi avvenuti in altre citt�, da cui sviluppare una riflessione
collettiva sulle dinamiche che li possono aver determinati.

Invitiamo quindi tutte le realt� cittadine antifasciste, critiche,
antagoniste, organizzate o informali, venerd� 5 novembre 2004 alle ore
20:45, presso l' auditorium della scuola Muzio al Villaggio degli Sposi.
Per chi arriva da fuori citt�: Autostrada A4, uscita Dalmine, seguire per
Bergamo; superato il terzo incrocio con semafori imboccare la prima
traversa sulla sinistra (via Promessi Sposi) e proseguire fino alla prima
via sulla destra (via don Valvassori).

"non occorre essere forti per affrontare il fascismo nelle sue forme
pazzesche e ridicole: occorre essere fortissimi per affrontare il fascismo
come normalit�, come codificazione, direi allegra, mondana, socialmente
eletta, dal fondo brutalmente egoista di una societ�"

c.s.a. Pac� Paciana

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*** C.S.A. Pac� Paciana via Grumello 61/c 24100 Bergamo ***
       * tel/fax ++39-035-4373217
       * e mail: [EMAIL PROTECTED]
       * sito: www.ecn.org/paciana

      16.03.003 con Dax nel cuore ["Rassegnazione � paura e complicit� / Contro la 
rassegnazione pensare l'impensabile / Contro la paura imparare il coraggio / Cospirare 
vuol dire respirare insieme"]

     "Per noi c'� solo una parola degna e una azione conseguente di fronte a questa 
guerra.
     La parola no e l'azione ribelle.
     Per questo dobbiamo dire no alla guerra!
     Un no senza condizioni ne' per�.
     Un no senza mezze tinte.
     Un no senza grigi che lo macchiano.
     Un no con tutti i colori che dipingono il mondo.
     Un no chiaro, tondo, contundente, definitivo, mondiale.
     Tratto dal saluto all'Italia ribelle dell'EZLN"
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