Credo possano essere interessanti le seguenti osservazioni di Paolo Crosignani, Direttore Unità di Epidemiologia Ambientale e Registro Tumori, Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori, Milano

Cordiali saluti

Marcello Saponaro


Tra l'alimentazione e l'inquinamento nel causare i tumori vi sono
alcune differenze sostanziali:

-        Una frazione di tumori del 30 % attribuibile
all'alimentazione è solo un "educated guess", un parere ragionevole.
Non vi sono infatti studi che indichino in modo preciso se e quali
alimenti sarebbero responsabili di questo eccesso. E' emerso che una alimentazione ricca in frutta e verdura è generalmente protettiva, ma mancano completamente modelli sperimentali sui meccanismi (aggiungere vitamine all'alimentazione AUMENTA l'incidenza di cancro). Per l'inquinamento atmosferico, invece vi sono studi conclusivi che indicano un aumento considerevole sia della mortalità sia del rischio di tumori polmonari (a Milano stimabile nel 30% di tumori polmonari).

-        L'alimentazione è frutto di una possibile scelta individuale
(anche se mediata dalla pubblicità). Respirare aria inquinata no.

-        Un guadagno notevole in termini di salute è possibile A BREVE
TERMINE qualora l'inquinamento dell'aria venga ridotto in modo
drastico. Non così per l'alimentazione: modificare i comportamenti
alimentari richiede molto tempo e, al di là di generiche indicazioni
(frutta e verdura) non è possibile prevedere se ed in che tempi queste modifiche esiteranno in un miglioramento  della salute ed un
abbassamento del rischio di cancro (a parer mio ci vogliono almeno
alcuni anni, come evidenziato dagli studi epidemiologici su
popolazioni migranti. Per il cancro allo stomaco, ad esempio,
modifiche di rischio sono presenti solo nella generazione successiva).

-        Un approccio per sostanza (ad es. misurare il contenuto di
aflatossine nel mais) è importante per la tutela della salute. Ma non
consente alcuna predizione del rischio. Prova ne sia che alcune
verdure sono ricchissime in "pesticidi naturali", sostanze anche con
potere mutageno, ma, tuttavia, le osservazioni empiriche indicano una protezione importante da consumi di frutta e verdura.


Questo a caldo. E' questa comunque una occasione per rinnovare al
Prof. Veronesi, che mi legge per conoscenza, tutta la mia stima di
uomo e ricercatore. Le opinioni possono essere diverse e dibattute, ma io rimpiango ancora il clima di curiosità e di tolleranza scientifica
che esisteva nell'Istituto da lui diretto e che ha fatto di me quello
che sono.


Paolo Crosignani
Direttore
Unità di Epidemiologia Ambientale e Registro Tumori
Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori
Milano

20133, Via Venezian, 1



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