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La Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle
vittime delle mafie |
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"Vogliamo dire grazie a tutti coloro che con Libera si
sono adoperati affinché nel primo giorno di primavera tante
storie di uomini, di donne, di bimbi che non ci sono più,
diventassero memoria di comunità. Grazie all'informazione,
grazie alle coscienze che hanno contribuito a fissare un
appuntamento da rispettare ogni anno".
Cos’è la Giornata La "Giornata della
memoria e dell'impegno" è un'iniziativa promossa,
insieme ad "Avviso Pubblico - Enti locali per la formazione
civile contro le mafie" per ricordare tutte le vittime
innocenti della criminalità organizzata. Il 21 marzo di
ogni anno, primo giorno di primavera, Libera ricorda tutte le
vittime innocenti delle mafie e rinnova in nome di quelle vittime il
suo impegno di contrasto alla criminalità organizzata. Una
data che non è stata scelta a caso: realizzare la Giornata
della Memoria e dell’Impegno in concomitanza con
l’inizio della primavera ha un significato, al tempo stesso,
reale e ideale. Realizzata per la prima volta nel 1996, a Roma,
la Giornata è riproposta annualmente in città diverse:
Roma, Niscemi (CL), Reggio Calabria, Corleone (PA), Casarano (LE),
Torre Annunziata (NA) e Nuoro.
La memoria Nel giorno in cui la natura rinasce, Libera
ricorda che un’azione antimafia non può dimenticare
l’esempio di coloro che hanno pagato con la vita la loro
onestà e correttezza civile. Come il rigoglio della primavera
esprime anche la memoria della semente morta per dare spazio alla
nuova vita, così ogni nuovo passo sulla strada della
legalità è possibile a partire da quei passi che sono
stati stroncati su quella medesima strada, ogni nuovo diritto
conquistato è possibile da quei diritti che sono stati
calpestati. Semplici cittadini, magistrati, giornalisti,
appartenenti alle forze dell'ordine, sacerdoti, imprenditori e
commercianti, sindacalisti, esponenti politici, amministratori
locali, sono morti per mano delle mafie solo perché, con
rigore e coerenza, hanno compiuto il loro dovere. E' quindi con
grande rispetto e gratitudine che vogliamo ricordarli tutti, dai
più famosi ai tanti "anonimi" su cui più
facilmente è caduto il velo della dimenticanza. Per questo,
un primo elemento fondamentale della Giornata è la lettura dei nomi delle vittime delle
mafie: quei tanti, troppi nomi, che
vengono fatti risuonare ininterrottamente durante la Giornata e alla
lettura dei quali si alternano in tanti: dai parenti delle vittime
agli studenti, dai semplici cittadini ai rappresentanti dello Stato
o delle Forze dell'ordine, bambini come genitori, insegnati come
studenti, uomini e donne che hanno deciso di fare memoria dei morti
di mafia.
L’impegno Le vittime delle mafie, tuttavia, non
vanno soltanto ricordate: l’esempio che esse portano va anche
accolto e vivificato, progettando apertamente un cammino di
legalità e coinvolgendo la collettività su di esso. La
Giornata, è il modo per affermare che ci siamo, che vogliamo
fare la nostra parte. Non per essere "eroi" ma per essere
pienamente cittadini, con diritti e doveri, capaci di
solidarietà, rispettosi della legalità. Come il
rigoglio della primavera è anche promessa di un raccolto in
estate, così la legalità ha bisogno di impegni
concreti. È per questo che l’altro elemento
fondamentale della Giornata è una effettiva attivazione del
territorio nella lotta alle mafie. Risultato che si ottiene, sia
realizzando una struttura nella città di volta in volta in
visitata, sia facendo della Giornata l’evento centrale di una
serie di incontri preparatori, con lo scopo di coinvolgere nelle
attività di Libera, associazioni e cittadini presenti sul
territorio. |
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