"compreso il concepito"
1. Al fine di favorire la soluzione dei problemi riproduttivi derivanti
dalla sterilit� o dalla infertilit� umana � consentito il ricorso alla
procreazione medicalmente assistita, alle condizioni e secondo le modalit�
previste dalla presente legge, che assicura i diritti di tutti i soggetti
coinvolti, compreso il concepito.
Cos� recita il comma 1 dell'articolo 1 della legge 40/2004 sulla
Procreazione Medicalmente Assistita, legge su cui i cittadini della
Repubblica Italiana saranno chiamati a esprimersi tramite referendum
domenica e luned� prossimi. In particolare � il referendum n. 3 a voler
abrogare, ossia cancellare, fra altri, questo comma, assai insidioso per via
di quelle tre parole che ho inserito nel titolo: "compreso il concepito".
Quelle tre parole, apparentemente cos� innocue, sanciscono un'idea di una
novit� sconvolgente, che mai nessuna legislazione nel mondo aveva fatto
propria: l'idea che il concepito, a partire dal semplice zigote, ossia
dall'ovulo appena fecondato dallo spermatozoo, sia un essere umano compiuto,
un soggetto giuridico, una persona come chi vi scrive e come voi che
leggete, e non sia solo, come chiunque abbia buon senso ammette, una forma
di vita umana e un essere umano in potenza.
Si fa presente che gli embrioni, prima dell'impianto nell'utero e, credo,
anche per qualche settimana dopo l'innesto nell'endometrio, non avendo un
sistema nervoso, non pensano, non provano n� gioia n� dolore, non hanno
desideri, non si relazionano con l'ambiente, non hanno insomma una vita
psichica paragonabile non solo a quella di un umano adulto, ma a quella di
un cane, di un topo, di un merlo. Vivono solo nel senso che sono nutriti dal
corpo della propria madre e che crescono differenziandosi progressivamente.
In considerazione di questi dati, risulta dubbio che gli embrioni siano cos�
simili alle persone da dover dare loro una soggettivit� giuridica che da
molto tempo � attribuita alla vita umana con l'atto della nascita.
Ma che cosa vuol dire soggettivit� giuridica? Da quanto mi � dato capire,
siccome non sono un esperto, vuol dire avere i diritti e i doveri
comunemente attribuiti agli esseri umani; dato che un embrione non pu�
muoversi, pensare e manifestare il proprio pensiero con la parola o con lo
scritto, associarsi, essere processato, recluso o discriminato, n� � nelle
condizioni di andare a votare e di prendere le armi in caso di guerra, pare
che la soggettivit� giuridica si traduca per l'embrione in una sola cosa:
nel diritto alla continuazione della propria esistenza.
Ora, dato che lo stesso mondo scientifico � assai diviso su se tale diritto
vada riconosciuto a un embrione o meno, imporre una certa opinione per legge
mi pare un atto di un'illiberalit� scandalosa. Perch� mai la Repubblica
Italiana deve dire a una coppia di cittadini se gli embrioni che possono
concepire siano persone o meno, quando la questione � ancora assai
controversa? Che la Repubblica lasci decidere alla coscienza dei cittadini:
se in cuor loro ritengono di attribuire questi diritti agli embrioni, non
doneranno gameti, non faranno congelare embrioni, non utilizzeranno, per
curarsi da malattie gravissime, eventuali terapie future basate su cellule
staminali embrionali ecc.; se invece non credono che questi diritti vadano
riconosciuti agli embrioni, si comporteranno come se l'embrione fosse una
delle moltissime forme di vita che noi normalmente utilizziamo come mezzi
per conseguire determinati fini, quindi lo useranno per curarsi da malattie,
ne produrranno molti per poi portarne solo uno a maturazione e nascita, se
colpiti da malattie genetiche ne concepiranno molti malati per impiantarne
uno solo sano e cos� via. Che ciascuno sia libero, insomma, di seguire la
propria coscienza e che non riceva per legge una morale pubblica da uno
"Stato etico" che sarebbe stato meglio lasciare a Giovanni Gentile e ai suoi
camerati del ventennio fascista.
Tuttavia, oltre a questo aspetto di patente intromissione della legislazione
nella sfera della libert� individuale, quest'assegnazione della soggettivit�
giuridica agli embrioni comporta effetti che non solo lasciano perplessi, ma
indignano, perch� vanno a ledere il diritto delle donne che portano avanti
la gravidanza o perch� costituiscono aperta contraddizione. Infatti la legge
pone spesso in drastica opposizione il diritto del famoso "concepito" con
quello della madre, facendo prevalere il primo e quindi dando priorit� a un
diritto incerto, quello dell'embrione, su un diritto certo, quello della
donna.
Il caso pi� eclatante � quello del famoso "obbligo di impianto" per cui, nel
caso in cui siano concepiti pi� embrioni (per legge al massimo tre), essi,
per evitarne la distruzione o il congelamento, vanno impiantati tutti
contemporaneamente nel corpo della donna, con il rischio di gravidanze
plurigemellari assai pericolose sia per la madre, specie se
ultratrentacinquenne come molte di quelle che utilizzano la PMA, sia per gli
embrioni che la legge 40 ha tanto a cuore, costituendo dunque una palese
contraddizione con le finalit� della legge stessa.
Altro caso di contrasto fra il diritto della donna e il dubbio diritto del
"concepito" � che la coppia non pu�, secondo la legge 40, interrompere la
PMA dopo che l'ovulo � stato fecondato: il diritto dell'embrione di
continuare ad esistere viene fatto prevalere su quello dei genitori di
cambiare idea e di non volere pi� un figlio; viene lasciata loro una
settimana per pensarci, poi si fa la fecondazione e non si torna indietro.
E' poi facile immaginare quale ottimo rapporto avranno i genitori con il
futuro
figlio loro imposto per legge...
Ma ci sono altre conseguenze del riconoscimento della soggettivit� del
concepito che sono forse ancora pi� inquietanti, in primo luogo quella che
riguarda il diritto di aborto, sancito in Italia dalla legge 194/1978. E'
infatti un sillogismo piano e inevitabile quello per cui
SE l'embrione � una persona e
SE uccidere una persona � un omicidio,
ALLORA uccidere un embrione � un omicidio.
Dato che l'aborto o Interruzione Volontaria di Gravidanza equivale a
uccidere embrioni, oltretutto ben pi� avanti nel loro sviluppo di quelli che
vengono talvolta distrutti con la PMA, � logica conseguenza del
riconoscimento del diritto soggettivo degli embrioni che l'IVG vada
considerata come un omicidio e che dunque vada punita secondo gli artt.
575-577 cp. Ovviamente questa conseguenza ha solo un valore logico, non un
valore giuridico perch� altrimenti l'IVG sarebbe stata gi� vietata dalla
stessa vigenza della legge 40/2004; � un fatto tuttavia che il principio
enunciato nella legge 40 porti logicamente il legislatore a restringere o a
negare del tutto il diritto all'IVG, per evitare una clamorosa
contraddizione fra due leggi vigenti. In parole povere, se i referendum non
raggiungono il quorum, � assai probabile che il legislatore prenda
provvedimenti contro l'aborto, dunque andate a votare se tenete a che voi o
il vostro partner possiate abortire senza ricorrere a una deliziosa mammana
che una volta su due vi fa crepare di setticemia o a una costosissima
clinica di Lugano, di Nizza o di Nova Gorica.
Infine, in Italia ci sono decine di migliaia di embrioni congelati: c'� chi
dice 10.000, c'� chi dice 30.000. Se questi embrioni sono persone, che
diavolo ne facciamo? Lasciandoli nell'azoto liquido moriranno lentamente, e
ci� � come lasciare morire di fame e di freddo un bambino delle elementari
o un vecchio signore di settant'anni, stando a quanto dice la legge, per cui
ci� non dovrebbe
essere tollerato. Di distruggerli ovviamente non se ne parla; l'unica
soluzione realmente coerente con la legge sarebbe reimpiantarli
coattivamente negli uteri delle donne che hanno dato l'ovulo per concepirli
e che probabilmente, trattandosi dei famosi embrioni soprannumerari, hanno
gi� avuto un figlio via PMA. Peccato che tale "soluzione" sia talmente
paradossale, mostruosa e lesiva del diritto alla salute di migliaia di donne
che nessuno ha mai avuto l'ardire di proporla perch� farebbe davvero onore
al Doktor Josef Mengele di Auschwitz-Birkenau citato tanto spesso quanto a
sproposito da "Scienza e vita" e da quella nevrotica delirante di Oriana
Fallaci.
Appare a questo punto evidente che il riconoscimento legale della
soggettivit� giuridica degli embrioni porta a esiti paradossali e
decisamente assurdi, ragion per cui va abolito e cancellato dalla
legislazione italiana tramite i referendum. Ci� permetterebbe, da un lato, a
chi ha un alto rispetto per la vita umana in ogni sua forma di continuare ad
agire secondo coscienza, e, dall'altro, a chi non lo ha, perch� crede che
siano fattori diversi dall'appartenenza di specie a conferire diritto e
rispetto, di non venir gravato da divieti e da obblighi che limitano i
diritti di esseri umani reali a favore di quelli di umani in potenza.
Buon s� a tutti e quattro i referendum
Tommaso Bruni
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