Rullino i tamburi! Suonino le trombe!
E che siano trombe di corno di montone, come quelle che distrussero le
mura di Gerico!
Perchè scendiamo sul piede di guerra, ancora.
In un mondo dove la guerra impazza, uccide, stermina, cosparge di fosforo
bianco noi scendiamo in guerra contro una Santa.
Una Santa che forse perchè le hanno cavato gli occhi non vede quanto Male
rappresenta, quanto il suo nome viene usato per meschinamente imbrogliare
i bambini, renderli più inclini al consumo, allo spreco, alla cupidigia di
merci.
E in tutto questo sfrenato e rutilante periodo prenatalizio, dove la Santa
fa mercimonio del suo nome per arricchire ancor di più chi i soldi già ce
li ha, un'armata di straccioni ha deciso di scendere in guerra.
La nostra armata agiterà oscenamente le insegne di un altro Santo, in
contrapposizione a Santa Lucia.
Il Santo protettore dei precari, dei lavoratori delle grandi catene che
devono fare gli straordinari per permettere a S.Lucia e alle sue truppe di
consumare e fare consumare, dei lavoratori a tempo determinato, degli
operatori sociali assunti da 18 cooperative, dei saltimbanchi della vita.
San Precario, e i suoi fedeli che saranno pronti ad assaltare e assediare
la chiesa di S.Lucia, a rivoltarci contro questo consumismo falso che
produce solo precarietà.
Avanti, precari e precarie, avanti saltimbanchi della vita, con San
Precario vinceremo! All'attacco della Santa Cieca!
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DEVOTI DI SAN PRECARIO, CI INCONTERETE SULLE STRADE DI QUESTA CITTA!
Domenica 11 dicembre 2005, alle ore 15:00, partendo da piazza Pontida,
saremo in processione dietro la statua di S. Precario perché crediamo
fortemente alla necessità di porre fine a questa situazione inaccettabile
e paradossale.
Il nostro curriculum: Specializzatici in equilibrismi precari, abbiamo
praticato salti mortali fin da studenti ( e non certo per qualificarci ai
giochi per la gioventù).
Ora, abilissimi attori nella grande fiction della società del consumo, ci
siamo classificati secondi nel campionato mondiale di nasconderello dei
nostri problemi e siamo diventati lavoratori determinati, purtroppo per
voi, a non farsi prendere in giro ulteriormente.
Splendidi ma scomodi, non resteremo per sempre in attesa di possibilità e
occasioni che non ci sono, non vogliamo più saperne di sacrifici assurdi
per sopravvivere.
Pirati sociali in questa città di squali chiediamo risposte ai nostri
bisogni: avere accesso ai servizi, ai saperi e uscire dalla precarietà,
questa condizione miserabile che investe sempre più persone.
Le nostre proposte sono reali, il Polaresco, invece, è una scatola vuota
che assomiglia sempre più ad un centro di permanenza temporanea dove
nascondere le esigenze della nostra generazione.
Da troppo tempo abbiamo chiesto formalmente a questa amministrazione un
approccio diverso con tutti i soggetti interessati ad uno spazio, fisico e
di discorso, utile a soddisfare queste esigenze.
La loro volontà politica è ignorarci per creare ghetti che isolano e
dividono, il nostro obiettivo è costruire percorsi che riportino al centro
della discussione relazioni orizzontali, socialità e diritti.
Lassessore Rustico, terzino con scarsa propensione alla costruzione (di
senso), non è stato in grado di spiegarci perché ci è stato negato
lutilizzo del parco della Malpensata mentre venivano concessi a
speculatori privati, con procedure poco trasparenti, spazi pubblici quali
S.Agostino, il chiostro di S. Francesco, il parco della ex biblioteca
Tiraboschi, gli spalti delle mura venete.
Questa città vive problematiche reali alle quali vogliamo provare a dare
delle risposte.
Da tempo ci stiamo occupando di temi come lavoro, casa, immigrazione,
media e liberi saperi.
Vogliamo lo spazio perché, a differenza di questa amministrazione, abbiamo
progetti seri da realizzare in fretta.
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*** C.S.A. Pacì Paciana via Grumello 61/c 24100 Bergamo ***
* tel/fax ++39-035-4373217
* e mail: [EMAIL PROTECTED]
* sito: www.ecn.org/paciana
16.03.003 con Dax nel cuore ["Rassegnazione è paura e complicità / Contro
la rassegnazione pensare l'impensabile / Contro la paura imparare il coraggio /
Cospirare vuol dire respirare insieme"]
"Per noi c'è solo una parola degna e una azione conseguente di fronte a
questa guerra.
La parola no e l'azione ribelle.
Per questo dobbiamo dire no alla guerra!
Un no senza condizioni ne' però.
Un no senza mezze tinte.
Un no senza grigi che lo macchiano.
Un no con tutti i colori che dipingono il mondo.
Un no chiaro, tondo, contundente, definitivo, mondiale.
Tratto dal saluto all'Italia ribelle dell'EZLN"
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