----- Original Message -----
Sent: Sunday, January 22, 2006 9:55 PM
Subject: Underground -Bergamo:

UNDERGROUND
Spazio anarchico
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VENERDI' 27 Gennaio Underground propone la proiezione del video di controinchiesta
"Mare Nostrum" del giornalista indipendente Stefano Mencherini.

Il video in questione, prodotto tre anni (mai trasmesso dalle tv nazionali, la cui pubblicazione in DVD ne è di fatto impedita per una questione di diritti sul testo di due canzoni, sollevata da Sony e da Ivano Fossati), denuncia le drammatiche condizioni dei migranti che attraversano il confine Sud Italia. Una efficace inchiesta (fatta di immagini e interviste inedite) sulla reale situazione dei Centri di Permanenza Temporanea (in particolare quello di Regiona Pacis di Lecce).
Il video dimostra come le politiche sull'immigrazione hanno creato in Italia un sistema di apartheid.Prima attraverso la legge Turco/Napolitano (approvata dal Centro-Sinitra), che prevedeva l'istituzione dei cosiddetti "Centri di Permanenza Temporanea" (veri e propri Lager per stranieri senza permesso di soggiorno) e in seguito con la legge Bossi/Fini (del governo Berlusconi) che ha creato un sistema di sfruttamento e esclusione (clandestinizzazione) dei migranti.

Segue testo tratto da un volantino del centro sociale "KINESIS" via Carducci 3, Tradate (Varese)


NO AI C.P.T. - NO ALLE ESPULSIONI - NO ALLA REPRESSIONE

Nei CENTRI DI PERMANENZA TEMPORANEA finisce rinchiuso chi, provenendo dalla parte sbagliata del
mondo, si trova sprovvisto dei giusti lasciapassare. All’interno di questi campi di concentramento rimangono in attesa di rimpatrio coatto, subendo nel frattempo ogni sorta di umiliazione, obbligati a mangiare cibo pessimo e contrario alla loro religione e, a piacere dei carcerieri, addizionato di pesanti sedativi, completamente in balia di divieti e imposizioni formulate in una lingua che spesso non capiscono e, per chi tenta di ribellarsi, è pronta la prigione, con la prospettiva di una veloce condanna e successiva deportazione.
E’ del tutto evidente dei migranti c’è bisogno solo come manodopera a bassissimo costo ottenuta con il ricatto
dell’espulsione e che, quando non servono più, deve essere facile sbarazzarsene.

Ora, è da cinquant’anni che sentiamo rimbalzare la domanda: “COME POTEVANO NON SAPERE
DELL’ESISTENZA DEI LAGER NAZISTI?”.
Ecco, noi sappiamo e non possiamo fingere di non vedere che trattamento viene riservato a chi si sposta dalle proprie
terre d’origine per sfuggire a persecuzioni e morte, perchè attirato dalle lucciole del benessere dei paesi occidentali o
anche solo per desiderio di muoversi liberamente.
Il paese dei balocchi si affanna per dimostrare che è il migliore, la sua democrazia viene esportata a suon di bombe, la sua ricchezza mantenuta affamando altre terre e inquinandole con i suoi scarti, quando poi masse di profughi bussano alle sue porte li respinge, quando non riesce ne sfrutta il numero necessario e ne rinchiude, per poi espellerli, gli ESUBERI.

La cosiddetta “lotta all’immigrazione” contribuisce poi all’intera militarizzazione dell’intera società e tutti vengono
impiegati per questo elevato compito: i controllori su treni e autobus, sempre solerti nel chiedere il permesso di
soggiorno a chi è senza biglietto; i vigili del fuoco, sempre più spesso usati per interventi di “ordine pubblico”; LA
CROCE ROSSA, che gestisce la maggior parte dei C.P.T. tra cui quello di via Corelli a Milano; le “caritatevoli” Confraternite della Misericordia, tra le quali quella di Modena del Giovanardi degno gemello del ministro, che gestiscono cinque C.P.T.; gli aeroporti, tra cui quello di MALPENSA, che sono teatro delle DEPORTAZIONI di massa dei migranti verso paesi d’origine o verso il deserto libico dove vengono internati in altri campi di concentramento, torturati, messi ai lavori forzati o semplicemente fatti sparire; e i bravi cittadini pronti a denunciare qualsiasi comportamento sospetto dei propri simili.

Le strutture di detenzione per gli immigrati, come sono i CPT, sono un grosso affare che ingrassa dai gestori a chi fornisce i servizi necessari al loro mantenimento, da chi offre i propri mezzi per i viaggi di rimpatrio forzato a chi mette a disposizione alberghi per i deportati in attesa di imbarco. Il circolo è tragicamente vizioso, in un sol colpo si assicurano schiavi per la loro produzione, si rendono più ricattabili ancora gli altri lavoratori e si controllano militarmente le città sbandierando la questione sicurezza e chiamando terrorista chiunque tenti di opporre resistenza al continuo attacco alla dignità della vita.

Nonostante tutto, però, il desiderio di reagire contro questo ordine mondiale non si spegne e la rivolta si scatena periodicamente tra gli internati nei CPT di Torino, Bologna, Milano (come è successo durante l' inverno 2006).

A Lecce cinque attivisti che si sono strenuamente battuti per opporsi all’esistenza di quelli che chiamiamo LAGER, sono stati arrestati nel maggio del 2005 con l’accusa di voler colpire i C.P.T. Hanno utilizzato l’articolo 270 bis (associazione sovversiva) per etichettarli come terroristi.

SOSTENIAMOLI CON TUTTE LE NOSTRE FORZE

Il 19 gennaio, a Lecce, si svolgerà la prima udienza del processo a carico degli attivisti leccesi (2 detenuti, 2 agli arresti domiciliari, 1 in libertà vigilata più altri 13 indagati).
Chi lotta contro la disumanità dei lager viene incarcerato come terrorista ma: terroristi sono i C.P.T. e chi li gestisce.



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