Coordinamento
Toscano di Solidarietà con la Resistenza Palestinese
La marcia pro-Israele organizzata da Giuliano Ferrara e la
presentazione pubblica di “Sinistra per Israele” introduce un elemento
enorme di squilibrio nell’immagine e nella sostanza del rapporto tra la
sinistra italiana, la Palestina e il mondo arabo più in generale.
Se Berlusconi ha dato vita al governo più filo-israeliano
d’Europa (incluso un pericoloso accordo di cooperazione militare con
Israele), si manifesta così il rischio concreto che il prossimo
possibile governo di centro-sinistra non introduca alcun fattore
rilevante di discontinuità con il governo delle destre su questo
terreno.
Questi passaggi politici gravi si inseriscono in un piano
generale per l‘area, il cosiddetto “Grande Medioriente”, che passa
attraverso la “democrazia al fosforo bianco” in Iraq ed il tentativo di
riciclaggio democratico del criminale di guerra Ariel Sharon, in
procinto di ridisegnare lo scenario politico di Israele con la
presentazione di un nuovo partito di “centro” il Kadima, in grado a
quanto sembra di scompaginare quel che resta di Likud e Laburisti. Il
Piano passa anche per provvedimenti repressivi “nazionali”: a Pisa,
Firenze e Torino, gli studenti che legittimamente hanno contestato
nelle rispettive università i rappresentanti del governo israeliano
stanno ricevendo molti provvedimenti giudiziari.
Da tutto ciò nasce l’esigenza di rimettere con forza
i diritti del popolo palestinese al centro dell’agenda politica
nazionale ed internazionale. Lo richiede la situazione sul
campo (sia in Palestina che in Iraq), lo richiede l’urgenza di demolire
la pericolosa illusione che quella di Sharon sia la prospettiva di pace
e non il disegno di annessione definitiva di gran parte della
Cisgiordania e di liquidazione di uno Stato palestinese effettivo e non
formale.
Per tutto questo si è deciso di promuovere una
MANIFESTAZIONE
NAZIONALE IL 18 FEBBRAIO 2006, A ROMA
nella quale dare rilevanza alla richiesta di date certe per
“uno Stato palestinese indipendente, pienamente sovrano e sicuro nei
confini del 1967 e con Gerusalemme Est capitale adesso”, il diritto al
ritorno dei profughi, l’abbattimento del muro dell’Apartheid, la
richiesta di revoca dell’accordo di cooperazione militare
Italia-Israele sia per l’attuale governo che per il prossimo,
come atti concreti di rottura con le politiche belliciste. Altro
punto qualificante sarà la parola d’ordine del ritiro immediato e senza
condizioni dei militari dall’Iraq
Il clima politico generale del nostro paese impone un impegno
straordinario di tutte le forze politiche, sociali e culturali da
sempre impegnate al fianco della lotta palestinese, quella “sinistra
per la Palestina” in grado, oggi come ieri, di sconfiggere l’ennesimo
tentativo atto a ridimensionare, se non cancellare, le aspirazioni di
un popolo, interprete della volontà di riscatto di un intero
continente. A questa sinistra, radicata in Toscana in maniera
trasversale a partiti, sindacati e forze socio/culturali, facciamo
appello, chiamandola tutta alla prossima
Il
Coordinamento Toscano di Solidarietà con la Resistenza Palestinese
Centro
Popolare Autogestito-CPA Firenze Sud ; Comitato di solidarietà con la
Palestina (PI); Comitato Lucchese di Solidarietà con l’Intifada ;
Comitato a Sostegno della Resistenza del Popolo Palestinese –Versilia
(LU); Associazione Wael Zwaiter -per la protezione del Popolo
palestinese (MS); Gruppo di sostegno per uno Stato palestinese di Massa
e Carrara (MS); Cecina Social Forum (LI)
adesioni: [EMAIL PROTECTED]