ricevo e diffondo
mrc

---------- Forwarded message ----------
From: marta turilli <[EMAIL PROTECTED]>
Date: 25-feb-2006 13.12
Subject: Inoltra:  Fw: Appello urgente. Fermiamo il masaccro di Nablus
To: attac fr <[EMAIL PROTECTED]>


Vi prego di diffondere questo appello urgente.
Marta

Nota: allegato messaggio inoltrato.


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---------- Messaggio inoltrato ----------
From: "Marta.turilli" <[EMAIL PROTECTED]>
To: [EMAIL PROTECTED]
Date: Sat, 25 Feb 2006 12:21:38 +0100
Subject: Fw: Appello urgente. Fermiamo il masaccro di Nablus


--------- Original Message --------
Da: "FORUMPALESTINA" <[EMAIL PROTECTED]>
To: "[EMAIL PROTECTED]" <[EMAIL PROTECTED]>
Oggetto: Appello urgente. Fermiamo il masaccro di Nablus
Data: 24/02/06 12:57





Appello urgente all'informazione libera e democratica

FERMIAMO IL MASSACRO DI NABLUS

Le associazioni, organizzazioni e gruppi informali che in Italia
lavorano da anni sulla questione Mediorientale e operano per per una
risoluzione pacifica del conflitto israelo-palestinese, e per una
pace giusta ,si rivolgono con un appello all'informazione libera e
democratica del nostro paese affinchè sia data un'informazione
corretta su quanto sta accadendo nei Territori Occupati in Palestina.
Dal 17 febbraio è infatti in corso un'operazione militare da parte dell'IOF
(Israeli Occupation Forces) a Nablus, in modo particolare nel campo
profughi di Balata, ma anche a Tulkarem, dove sono tornate in azione
le squadre speciali che in operazione notturna hanno arrestato un
19enne, e a Jenin dove sono state demolite nuove case e piantagioni.

I fatti di Nablus:

Lunedì 20 febbraio le forze militari israeliane alle tre e trenta del
mattino sono entrati nel  campo profughi di Balata e nella città
vecchia di Nablus. Vicino a Balata sono iniziati gli scontri tra
soldati israeliani e combattenti palestinesi. Sono poi seguite forti
esplosioni dentro il campo ed il successivo ritiro verso Hawara, dove
l'IOF ha la sua base militare. Dopo due ore sono però tornati
nuovamente con buldozer, tanks e una ventina di jeep iniziando una
nuova operazione nel campo profughi e mettendo  dei blocchi di
cemento alle entrate del campo. E' iniziata poi la devastazione delle
abitazioni: rastrellamenti casa per casa, demolizioni con esplosivi
per attraversare direttamente le abitazioni. In questa occasione sono
state uccise tre persone e ferite trenta, una delle quali è deceduta più
tardi in ospedale. Ma l'occup azione militare non si ferma.

Il giorno dopo, 21 febbraio, hanno allargato l’operazione militare
anche nella città vecchia di Nablus. Intanto a Balata sono state
occupate circa 20 case e la scuola femminile, dove hanno distrutto
l’aula computer e dipinto sui muri immagini offensive. Hanno lasciato
la città per la notte, ma il giorno dopo sono nuovamente tornati alle
sette e trenta del mattino, il momento in cui le strade sono piene di
persone, specialmente di ragazzi che vanno a scuola. Iniziano nuovi
scontri: pietre contro pallottole. Altre 25 persone sono state ferite
in quest'occasione ed altri morti si sono aggiunti alla lista. Cinque
di questi sono volontari del pronto soccorso ( uno di loro morirà più
tardi), un altro è l’autista dell’ambulanza che non ha potuto
ricevere aiuti per ore.
I media israeliani dicono che hanno ucciso tre terroristi.

Intanto il Medical Relief (UPMRC) ha rilasciato un comunicato
sull'invasione di Balata, avvenuta tra il 17 e il 23 febbraio,
sottolineando come l'operazione stessa dell'IOF (Israeli Occupation
Forces) sia ancora in corso. Il 23 febbraio l'IOF ha sparato anche
sulle squadre di primo soccorso e sui giornalisti presenti nel campo
profughi. Sono stati feriti gravemente tre volontari del Medical
Relief, Jerir Zakaria Qanadilu, colpito ad una mano e ad una gamba da
due proiettili, Ahmad Arabat, colpito al petto, Ihab Mansour, ferito
alla testa e arrestato. In questa “operazione” sono stati feriti
anche due internazionali, un americano e un tedesco. Il Medical Relief
lancia un appello alla comunità internazionale affinché si mobiliti per fare
pressioni su Israele e chieda la cessazione dei continui attacchi
militari all'interno della città di Nablus. Il Medical Relief
ricorda come questi atti, gli attacchi ai mezzi di pronto soccorso e al loro
personale, gli attacchi alla stampa,  violino la Quarta Convenzione
di Ginevra.

Le nostre associazioni si associano all'appello rivolgendoci non solo
alla comunità internazionale ma anche ai media italiani certi di
trovare una risposta ad un silenzio che sta mortificando i palestinesi
ancor più degli attacchi militari.

L'Associazione di Amicizia Italo-Palestinese Onlus di Firenze

(Su questo appello si stanno raccogliendo le firme. Il Forum Palestina ha
già dato l'adesione a questo appello urgente)



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