Elezioni politiche 9-10 Aprile 2006
P.R.C. "Circolo A. Polini"
organizza presso il
CINETEATRO GAVAZZENI
di SERIATE
VENERDI' 24 MARZO ore 20.30
Giacomo Bertoletti, operaio
monologo di e con
Giuseppe Nespoli
regia
Ettore Colombo
Valerio Gatto
Seriate - S.B.I.C.
Interverrà il segretario regionale del P.R.C.
EZIO LOCATELLI
candidato alla Camera dei deputati
INGRESSO LIBERO
teatrattivo presenta:
Giuseppe Nespoli in
Giacomo Bertoletti, operaio
La "piccola storia di un operaio qualunque": ecco un sottotitolo adatto a
questo spettacolo, dove ricostruzione realistica del passato e memoria
storica si coniugano con una riflessione sul nostro presente, sul come siamo
ora.
La vicenda è ambientata nella Bergamasca, a metà degli anni '60, in una
grande fabbrica chimica che produce coloranti. L'intero paese dipende da
questo stabilimento che impiega centinaia e centinaia di operai, gente
qualunque, che pensa solo a lavorare per mantenere la famiglia.
Siamo ben lontani qui dalla figura dell'operaio-massa che in quello stesso
periodo, nelle grandi fabbriche del nord Italia, inizia a prendere coscienza
del proprio ruolo e a contestare l'organizzazione del lavoro.
Alla "Chimica", così la gente chiama il grande complesso che dà da mangiare
a tutto il paese, ci sono in prevalenza operai/contadini, che integrano col
magro salario quanto riescono a ricavare dal lavoro nei campi. Uno di questi
è Giacomo Bertoletti, quattro persone a carico, un passato da emigrante in
Svizzera, figlio di una generazione cresciuta tra gli stenti ed i sacrifici
del mondo contadino e gli orrori della guerra ("Ti ho mai raccontato di
quando ero prigioniero degli inglesi in Africa?" dice il protagonista al suo
interlocutore, rievocando la sua misera epopea di italiano mandato a
difendere i "destini della patria" nel deserto). Attorno a Giacomo ruota un
mondo di individui simili a lui, paesani con le stesse passioni e gli stessi
desideri, le stesse angosce e gli stessi dolori, spesso connotati da
soprannomi coloriti come possono essere quelli affibbiati dall'umore
popolare (uno su tutti: Kruscioff, l'unico sindacalista della fabbrica).
Qualche volta alla "Chimica" capitano degli incidenti, un forno che salta e
dilania tre operai, "cose che capitano". Comunque al funerale c'è tutto il
paese a consolare le vedove, con il sindaco e la direzione della fabbrica in
prima fila ed il parroco che ha invocato la provvidenza.
Ma c'è anche qualcosa d'altro, assai meno tranquillizzante: parecchi operai
cominciano a sentire debolezza, bisogno continuo di andare in bagno,
bruciori alla vescica, tracce di sangue nell'urina. Il medico della
fabbrica, che è anche medico condotto del paese, minimizza. La realtà si
prospetta invece drammatica, chiusa tra il terribile sospetto di avere
contratto un male incurabile e la paura di perdere il lavoro alla "Chimica".
Senza mai cadere nel didascalico, la vicenda di Giacomo Bertoletti si
inscrive così entro la tragica etichetta delle tante "fabbriche della morte",
che ancora oggi costituiscono un problema irrisolto, ancorché messo in
ombra.
Gli occhi dello spettatore scrutano da lontano l'ultimo giorno di lavoro del
protagonista nello stabilimento, prima della struggente sequenza finale, che
costituisce una sorta di epitaffio di un "operaio qualunque".
La vicenda raccontata si basa su avvenimenti realmente accaduti, gran parte
dei personaggi non sono stati inventati.
Lo spettacolo è dedicato alla memoria di Davide Nespoli e a tutti gli
operai della SBIC di Seriate morti nel corso degli anni per essere stati
esposti a sostanze nocive.
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