Da MIR

Israele - Territori Occupati Palestinesi

26 Maggio 2006

Bambini ancora minacciati nonostante le dichiarazioni del Ministro della
Difesa israeliano.

At-Tuwani, South Hebron Hills: Ancora problemi e aggressioni per i bambini
palestinesi di Tuba ed i soldati israeliani che li scortano, nonostante
l'appello degli intellettuali israeliani tra cui Omos Oz e David Grossman, e
le successive assicurazioni del Ministro della Difesa israeliano
sull'effettiva protezione dei bambini. Dopo le dichiarazioni del Ministro
Perez del 10 marzo, secondo cui: ''Criminali violatori della legge non
possono continuare ad attaccare bambini indifesi. Noi faremo ogni cosa
necessaria per porre un termine al fenomeno'', continuano le violenze
psicologiche e fisiche dei coloni nazional-religiosi dell' outpost Havat
Maon-Hill 833, vicino alla colonia di Maon. Nei quindici giorni successivi
alla dichiarazione, ci sono stati tre attacchi diretti sui bambini e due casi
di intimidazione. Inoltre la scorta e' arrivata tre volte con considerevole
ritardo e non sempre i soldati hanno camminato con i bambini a piedi lungo
tutto il tragitto, come dovrebbe essere fatto secondo la Commissione dei
Diritti dei Bambini della Knesset che ha chiesto lall'Esercito Israeliano la
scorta nell' inverno 2004 per i bamini di Tuba.
Testimoni della situazione, i volontari italiani di Operazione Colomba e
canadesi e statunitensi del Christian Peacemaker Teams, presenti da quasi
due anni nel villaggio, che monitorano quotidianamente la scorta.

Di seguito un approfondimento sugli avvenimenti degli ultimi quindici
giorni e un riassunto della situazione negli ultimi due anni.

Per ulteriori informazioni contattare il 00972 543018501:
www.operazionecolomba.org  e  www.cpt.org
Operazione Colomba - Corpo Nonviolento di Pace dell'Associazione Comunita'
Papa Giovanni XXIII
Ufficio in Italia: 0541-751498  e-mail: operazione.colomba.apg23.org




Sulla strada della convivenza?
a cura di laila e logan, www.operazionecolomba.org

Background
Da mesi, bambini del villaggio palestinese di At-Tuba, che si spostano
ogni giorno per andare alla scuola elementare nel vicino villaggio di At
Tuwani, vicino alla colonia di Maon e dell'avamposto Hill 833
(chiamato anche Havat Maon) vengono attaccati da gruppi di coloni
estremisti. Per questo motivo nel 2003 si costituisce un accompgnamento
nonvioltnto ai bambini formata da volontari israeliani di Ta'ayush,
soprattutto il sabato, accompagnano i bambini.

la Storia
A settembre 2004, su richiesta di Ta'ayush e degli abitanti di At Tuwani,
due associazioni pacifiste, Operazione Colomba (Italia) e Christian
Peacemakers Teams (Canada e Stati Uniti) stabiliscono una presenza fissa
nel villaggio e iniziano a scortare quotidianamente i bambini.
Nel corso di queste scorte civili i volontari subiscono due attacchi (29
settembre e 9 ottobre) in seguito ai quali e grazie al la voro di diverse
associaizioni israeliane per i diritti umani,  il Knesset Committee for
Children's Rights (Commissione per i diritti dei Bambini del Parlamento
Israeliano) stabilisce la necessita’ di una scorta armata. Da meta’
ottobre 2004 soldati e poliziotti israeliani si alternano a scortare i
bambini: con una jeep e quattro soldati ci dui due a piedi (esercito) e una
jeep con due poliziotti dentro al mezzo (polizia).
Non mancano i problemi: i ritardi nell'arrivo delle scorte sono comuni e i
bambini spesso arrivano a scuola oltre l’inizio delle lezioni. Inoltre,
nonostante la scorta ufficiale, i coloni infastidiscono o minacciano bambini
e soldati, giungendo anche ad attaccarli. I volontari internazionali
monitorano quotidianamente la scorta fin dove possibile, sollecitandone
l’arrivo se in ritardo, e compilano un report bisettimanale, inviato a
diverse organizzazioni israeliane e internazionali che si occupano
dell’area.

Camminando insieme verso "il riconoscimento dell'altro".

Con il passare dei mesi, altri bambini decidono di tornare a scuola:
quest'anno una ventina di bambini dei villaggi di At Tuba e Maghayir al
Abeed frequentano regolarmente le lezioni ad At Tuwani.
La scorta militare sembra diventare uno scenario familiare, a volte regalando a
bambini e soldati momenti di relazione, oltre i ruoli assegnati dal conflitto.
In Cisgiordano, dove spesso i bambini sono perquisiti o bloccati dai soldati
"per esigenze di sicurezza", la scorta di At Tuba è un passo concreto verso il
riconoscimento di diritti dell'altro e della sua dignità umana. Così anche è un
modo per aprire spazi di comunicazione umana che vanno oltre "la divisa del
soldato".

Ma il fanatismo agressivo di alcuni coloni nazioanl-religiosi, ha portato un
escalation degli attacchi nell'utlimo mese:
su pressione dei coloni di Maon il percorso della scorta è stato spostato dalla
strada piu' diretta e sicura che passa accanto alla colonia, al sentiero più
lungo e pericoloso che costeggia l'avamposto (outpost) abitato da alcuni coloni
agressivi del movimento dei "Giovani delle colline".
I bambini sono costretti a passare accanto ai caravan e alle baracche, dove
alcune famiglie di coloni particolarmente estremisti si sono recentemente
insediate. Sabato 7 maggio sedici bambini e due soldati israeliani che li
accompagnavano sono stati attaccati da una trentina di coloni, che hanno
teso un imboscata lungo la strada. Nonostante la violenza dell'attacco - i
soldati hanno dovuto sparare in aria per allontanare gli aggressori che
hanno tirato pietre, calci e pugni ferendo quattro bambini e i due
soldati - nessun colono è stato arrestato nè al momento dell'attacco nè
nei giorni seguenti.

Il 10 maggio oltre trenta artisti e intellettuali israeliani di primo
piano firmano un appello al premier Ehud Olmert e al Ministro della Difesa
Amir Perez nel quale chiedono che il governo intervenga per porre fine
alle continue aggressioni. Lo stesso giorno l’ufficio del Ministro della
difesa dichiara che Perez ha dato disposizione affinché esercito e polizia
israeliana aumentino la sicurezza per i bambini palestinesi in West Bank.
La dichiarazione afferma anche che la scorta deve arrestare immediatamente
chiunque disturbi i bambini.

Nonostante la dichiarazione, dall'11 al 23 maggio, si sono susseguiti
diversi incidenti e ritardi alla scorta. I dati riportati provengono dalle
testimonianze dirette dei volontari di Operazione Colomba e dei Christian
Peacemaker Teams che quotidianamente, monitorano la scorta e dalle
testimonianze dei bambini e dei soldati raccolte dai volontari al termine
della scorta stessa.

Giovedi 11 Maggio

Durante il tragitto del mattino, un colono ha seguito bambini e soldati
gridando verso di loro e soffiando nello shofar (corno rituale). I soldati
non hanno cercato di allontanare l’uomo.

Lunedi’ 15 Maggio
La scorta del pomeriggio e’ arrivata alle 14.30, un’ora e mezzo dopo
l’orario previsto. I soldati non hanno dato nessuna spiegazione del
ritardo.

Giovedi’ 18 maggio
La scorta del mattino e’ arrivata con piu’ di un’ora di ritardo
all’appuntamento con i bambini. I bambini hanno aspettato tutto il tempo
al punto di incontro, vicino ai capannoni per l’allevamento dei polli
della colonia di Ma’on. In quest’area altre volte i coloni hanno
infastidito o attaccato i bambini mentre aspettavano la scorta o dopo che
questa si era allontanata.

Sabato 20 Maggio
Durante il tragitto del mattino, quattro coloni vestiti di bianco e con il
capo coperto dagli scialli, si sono avvicinati alla scorta e ai bambini. I
soldati non hanno impedito ai coloni di entrare in contatto con i bambini.
I bambini hanno riferito di essere stati spintonati.

Domenica 21 Maggio
Durante il tragitto del mattino, due coloni, un uomo e una donna, si sono
avvicinati ai bambini in prossimita’ del caravan bianco. La donna ha
inseguito i bambini scacciandoli indietro, oltre la collina, fuori dalla
vista dei volontari. I bambini e i soldati hanno riferito che la donna ha
afferrato e strattonato due bambine e ha cercato di trascinare un bimbo di
sette anni fuori dal gruppo, verso il caravan. La donna ha urlato ai
bambini di tornare a casa. Anche l’uomo ha urlato ai bambini, senza
toccarli. I soldati non hanno cercato di fermare nessuna delle azioni dei
coloni. Il comandante della jeep ha affermato che non si sono interposti
perché, secondo gli ordini ricevuti, come soldati non possono toccare i
coloni a meno di non essere direttamente attaccati, inoltre come soldati
maschi non sono autorizzati a toccare donne ebree.

Martedi 23 Maggio
Durante il tragitto del mattino, in prossimita’ della baracca con il telo
nero, due uomini ed una donna sono corsi urlando verso il gruppo composto
da 15 bambini, due soldati a piedi, un veicolo militare ed una jeep della
polizia. I bambini riferiscono che i coloni non li hanno attaccati perché
i militari si sono interposti. La donna aveva in mano una telecamera e
apparentemente ha effettuato delle riprese.

Mercoledi 24
La scorta dopo la fine della scuola, sollecitata diverse volte, e’
arrivata con un ritardo di 20 minuti, nessun soldato a piedi ha
accompagnato i bambini.

Giovedi 25
Durante il tragitto del mattino, due coloni hanno aspettato i bambini al
caravan bianco, fischiando al loro passaggio.
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