SULLA VITTORIA DEL NO
La vittoria del NO, con un inequivocabile e inaspettato 61,5%, riempie di
soddisfazione e mostra che la Costituzione del '48 è ancora "viva e vitale",
anche perché la partecipazione al voto ha superato il 50% del corpo
elettorale (53,7) nonostante la data e il gran caldo.
Di fronte a un risultato tanto positivo e insperato, trovo che sarebbe
inopportuno mettersi a un tavolo con i mafiosi di FI, i razzisti della Lega
e i fascisti di AN per progettare insieme le "grandi riforme". Non deve
insomma riaprirsi la sciagurata stagione della Bicamerale, che consentì al
miliardario ridens, allora in grave crisi, di risollevarsi, di radicarsi con
le sue clientele nel Paese e di andare al governo nel 2001. La CdL corre ora
seri rischi di disfacimento e non bisogna in alcun modo offrirle una sponda.
Ovviamente si può dialogare, ma solo per modifiche puntuali, estremamente
circoscritte e sempre rispettose dello spirito democratico della
Costituzione (ad es. introdurre il rispetto dell'ambiente, il pluralismo
dell'informazione televisiva, blindare il 138 in modo che non siano più
possibili colpi di mano della maggioranza di turno).
Oggi sappiamo che questa Carta, da Berlusconi definita "sovietica", è
considerata dagli Italiani un loro patrimonio comune: non deve dunque essere
modificata nella sua sostanza. L'Italia non ha rilevanti problemi
istituzionali: le tanto osannate "governabilità" e "stabilità" non vanno
accettate aprioristicamente come valori, bensì devono essere messe in
discussione, poiché, se malintese, possono mettere in pericolo la
rappresentatività delle istituzioni stesse e condurre fuori dalla
democrazia. Occorre comprendere che il paese in assoluto più "stabile" e
"governabile" è quello retto da un despota: plasmare lo Stato sul modello di
un'azienda e valutare le istituzioni sulla loro "efficienza" porta al crollo
dell'equilibrio dei poteri e alla dittatura (che può anche escludere il
ricorso alla violenza ed essere esercitata attraverso il controllo
dell'informazione). Quindi bisogna dire no sin d'ora a ogni forma di
"inciucio" che si possa profilare all'orizzonte, per salvaguardare
ulteriormente la nostra Costituzione e consolidare il nostro attuale
vantaggio sulla CdL.
Ciao a tutti
Tommy "Thaumazo" Bruni
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"Non c'è nulla di più doloroso al mondo di essere cattivi"
da Italo Calvino, "Il sentiero dei nidi di ragno"
"Violence is the last refuge of the incompetent"
Salvor Hardin
from Isaac Asimov, "Foundation"
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