primo comunicato:
 

Soccombere di fronte al potere di spada o aderire acriticamente ai modelli culturali,  proposti da chi è interessato a consolidare vecchi e nuovi centri di potere.

Le conseguenze più evidenti di questa organizzazione sociale, gestione del potenziale ambientale e delle dinamiche che ne conseguono, nella bassa si traducono in :

urbanizzazione selvaggia, cementificazione, deturpamento della geologia del territorio e delle risorse naturali, cittadelle fortificate sempre più militarizzate, legami sociali deteriorati e mediati dall’ utile, individualismo esasperato , videosorveglianza , criminalizzazione della povertà e della diversità.

E’ tempo che si lavori per  affossare il feticcio di un falso progresso autoritario il cui vero fine è la governabilità del vivente , attraverso il controllo totale dei bisogni reali e indotti ,  attraverso la monopolizzazione dei saperi, l’edificazione dei falsi miti incrollabili che si autolegittimano , attraverso specialismi e tecnicismi.

E’ ora che si metta definitivamente la parola fine ad una  aggressione diretta , indiscriminata e continuativa ai naturali equilibri di riproduzione degli ecosistemi locali; proprio perché tutto è interconnesso , in tal modo dovrebbe rispondere il dissenso e la lotta.

E’ necessario rifiutare ogni delega del proprio potenziale critico e rappresentativo, ogni deresponsabilizzazione e ogni autorità che la genera.

Se credi che ciò sia possibile solo a partire dalla messa in discussione di unico legittimo modello di sviluppo ricusando le soluzioni che eludono il vero problema, le “vie alternative” che lo rinviano in continuazione fino a nuovo avviso.
Se anche tu cogli questa priorità e avverti la necessità di rendere operativa la tua lotta si può iniziare a rivendicare proprio il diritto di pretendere l’interruzione di quei progetti che rappresentano le manifestazioni più tangibili di questo stato di cose: la BRE-BE-MI , la TAV, IL PONTE SULLO STRETTO le loro nocività, la cruda realtà mistificata con assurde promesse agitate dalla loro inebriante propaganda e ogni palliativo finalizzato a controllare o intorbidire il dissenso.

Si può partire dall’inevitabilità di riprendere in mano il proprio destino , senza la mediazione di alcuna autorità, di riappropriarsi degli spazi di socialità che creano le condizioni per poter manifestare la propria identità, per poter costruire nuovi significati e nuovi linguaggi liberamente scambiati attraverso liberi canali…. Senza vertici, ne centri……

 

a risentirci a settembre

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