-----Messaggio originale-----
Da: [EMAIL PROTECTED] [mailto:[EMAIL PROTECTED]Per conto di Gianni Ballini
Inviato: venerdì 22 settembre 2006 0.08
A: Mailing list post BgSF
Oggetto: Re: [BgSF] come non dargli torto !!!
 
anche io sono rimasta male a vedere questo incontro fra Bertinotti e gli ex "missini" . Molto.
A Roma dove sono nata e cresciuta in una famiglia dolorosamente , dichiaratamente e coerentemente antifascista, ma anche sicuramente contraria a qualsiasi politica totalitaria , il numero di persone conoscenti che non si dichiaravano esplicitamente fascisti ma che in essenza erano rimasti tali era estremamente numeroso e diffuso.
Nei ministeri soprattutto,  che come mi ripeteva spesso mio padre erano la vera sede del potere.
Un dirigente di un ministero, aveva e forse ha ancora più potere  del ministro stesso perchè mentre il ministro in carica è  prossimo a scomparire, il burocrate rimane al suo posto per moltissime legislature.
 
Forse Bertinotti si rivolgeva ai figli dei figli di questa gente?
 
Caro Mauro non si può scegliere la famiglia nella quale si nasce! e se un  nonno ha perso la vita o una gamba o la sua gioventù per un ideale sbagliato è difficile cambiare idea e se la si cambia è difficile riuscire a non essere perennemente " arrabbiati" proprio quasi come i fascisti!
 
Molte persone amiche e affettuosamente fedeli a sentimenti di lealtà e onestà, forse anche  anche per una mancanza di consapevolezza e di conoscenza vera del comunismo (almeno di quello che avrebbe potuto essere il comunismo dei nostri desideri in realtà dissimile da quello che abbiamo visto attuato) temevano l'avvento dei "comunisti".
Altri intellettuali ex fascisti come Dario Fo e molti altri anche qui a Bergamo e in Germania hanno preso consapevolezza e con maggiore o minore eleganza hanno cambiato fede e condotta militando in modo plateale la fede comunista, però non hanno mai parlato del loro passato, in realtà in Italia  non si mai fatta autocoscienza.
Dopo la guerra e poi dopo l'attentato a Togliatti, dopo le elezioni è  come se insieme al D.D.T. spruzzato dagli americani vincitori sui poveretti italiani sfollati ,si fosse spruzzato sugli italiani  una nube che toglieva automaticamente l'appartenenza a un partito assassino, dittatoriale, trionfalistico e stupido che portava a Piazza Venezia migliaia di Italiani che dopo l' 8 settembre improvvisamente hanno fatto sparire camice nere e gagliardetti.
 
La cosa più grave è però il fatto che siamo ancora una nazione senza una propria autonomia politica, siamo ancora una colonia dell'America e non ce lo diciamo abbastanza.
Lo dicono vecchi fascisti fanatici che non hanno cambiato fede.
Lo dicono i giovani di sinistra nelle piazze.
Il nostro ministro degli esteri invece è molto onorato di essere apprezzato dalla RICE
Chissà se è tutto questo che ha spinto Bertinotti a quella festa?
 
Anche questo governo tace sul patto stipulato dall'Italia con Israele quando era ministro Fini.
Questo accordo militare prevede collaborazione riguardo aggiornamento produzione  e uso di strumenti tecnologici per l'informazione e lo spionaggio e  molte altre cose.
 
Come possiamo essere neutrali in Libano se abbiamo un patto così in atto?
Quando finalmente daremo tutti un vero "ADDIO ALLE ARMI"?
 
 
  
A dire il vero nel partito si discute di un paio di cose da niente circa la guerra e le politiche neoliberiste che il governo attuale non vuole o non può scrollarsi di dosso e se il nostro partito riesce ad essere più o meno incisivo.
La discussione è aperta, anche sul ruolo del compagno Bertinotti, certo non a partire dagli insulti e dagli epiteti infamanti perche in tal caso la discussione diventa semplicemente superflua!
Gianni
----- Original Message -----
From: mauro
Sent: Monday, September 18, 2006 7:12 PM
Subject: [BgSF] come non dargli torto !!!

Invitato a "Telecamere" (programma di costume condotto dalla sedicente giornalista Anna Larosa), qualche tempo fa l'Onorevole Bertinotti alla domanda "come vorrebbe essere ricordato un giorno" rispose: "vorrei essere ricordato come un Comunista   
Il 16 Settembre il nostro amabile compagno ha aggiunto un ulteriore tassello a questo mosaico di rimembranza politica che un giorno impreziosirà le nostre menti: Fausto ha amabilmente discusso con il fascista Fini ed i suoi gerarchi squadristi durante un'iniziativa razzista a Roma.
Il Comunista ha pronunciato le seguenti leggendarie parole:" dobbiamo gettare un ponte verso una cultura così lontana!

Un ponte gettato verso le spranghe, le manganellate, le guerre di colonizzazione africane, i delitti politici, la soppressione della libertà, il razzismo, il classismo;
un ponte verso Mussolini, Hitler, Ciano, Graziani, Starace;
un ponte verso Storcace detto Storhacker, verso Buontempo detto er Pecora, un ponte verso Forza Nuova e le camice nere, i balilla, l'ignoranza, l'indecenza, il soppruso, il dolore.

A tutto questo l'Onorevole Fausto Bertinotti chiede di gettare un ponte: che lo getti lui questo ponte, insieme a tutti i freakkettoni che lo hanno anticipato durante questi anni accompagnandosi a questa gente di estrema destra, borghesemente definita "perbene".

I Comunisti non saranno della partita, sapendo che la tolleranza non si misura soltanto con il senso del confronto, ma anche nella misura del contenuto del discorso.
E' impossibile che il concetto di tolleranza includa la sopportazione della categoria del Male Assoluto, perchè di questo si tratta quando si parla di fascismo.
La tolleranza, Onorevole Bertinotti, e ce lo insegna un filosofo come Umberto Galimberti, è funzionale al "gradiente di verità" contenuto nel pensiero dell'interlocutore di turno.
Se esso è un fascista, questo gradiente è intriso di marciume, di volgarità: non è spendibile per alcunchè di dialogico.

Abbi rispetto per i compagni massacrati di botte e fai un passo indietro, il rischio è che sarai ricordato come un infame.
francesco fumarola

http://www.mercantedivenezia.org

 

p.s.: da notare che lo stesso giorno c'erano tre manifestaziono antifa in italia, tra cui quella importantissima di Catania http://italy.indymedia.org/news/2006/09/1151218.php,

la questione relativa al suo ruolo istituzionale è risibile, non era un congresso di partito ma una festa di un'area giovanile le cui radici politiche sono da tutti conosciute e ben esternate anche a livello estetico/coreografico...ghe n'è mia de bàle...il Berty si è un pò rincoglionito anzitempo e sarebbe ora che i militanti di rifonda (in modo particolare i gc) prendessero posizione e chiedessero chiarimenti alla loro direzione politica...o, come per i cattolici, il Papa ha sempre ragione? (...oddio, lasciamo perdere per ora, va...!)


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