-------- Messaggio Originale --------
Oggetto: [red_link] manifestazione del 30 a Roma
Data: Sat, 30 Sep 2006 23:19:28 +0200
Da: red_link <[EMAIL PROTECTED]>
Rispondi-A: [EMAIL PROTECTED]
A: <[EMAIL PROTECTED]>
Testo distribuito alla manifestazione di Roma il 30 settembre contro la
presneza delle truppe italiane in Libano e per il loro ritiro da tutti
gli scenari di guerra
*/ROMA, 30 SETTEMBRE, 2006: i NO WAR in piazza./*
*ABBASSO L’O.N.U.!!*
* *
*Non è una sparata propagandistica la nostra o una banale risposta al
vergognoso striscione (FORZA ONU) che apriva l’ultima Perugia/Assisi
organizzata, in tutta fretta, a fine agosto, dai pacifisti di
professione /al servizio di Sua Maestà /per segnalare il loro appoggio
alla nuova aggressione occidentale contro i popoli mediorientali e
libanese in primis. *
* *
*/ABBASSO L’ONU/**,** vuole essere l’invito - /mentre si compie un’altra
tappa di quell’interventismo imperialista che, questa volta, vede/
/l’Italia di Prodi, assieme all’Unione Europea, in prima fila /- a
demistificare e superare, per davvero, questo pernicioso mito, così duro
a morire, anche a sinistra, liberando energie disponibili alla lotta per
un riqualificato internazionalismo a scala globale.*
* *
* *In molti ambienti si presume che la missione UNIFIL in Libano sia
diversa da quelle in corso in Irak, in Afghanistan o nei (/dimenticati/)
Balcani perché – stavolta – il ruolo, /unipolare/, degli USA sarebbe
stato positivamente ridimensionato dal protagonismo, /multipolare/,
dell’Europa e da una ritrovata vitalità politica delle Nazioni Unite.
Addirittura c’è chi ha intravisto nel cambio di colore degli elmetti
dei soldati e dei carri armati un elemento di neutralità a cui tutti
dovremmo guardare con attenzione perché, tale presunta novità,
costituirebbe un vantaggio, in primo luogo, per le popolazioni libanesi
e palestinesi. Naturalmente, il pacifismo istituzionale, ed anche quello
che vuole accreditarsi come “movimento”, è ben consapevole oggi del
discredito delle Nazioni Unite ed ha sempre ammesso che questa ONU non è
quella ideale, vagheggiando di una impossibile ONU riformata.
Tale ammissione, più volte ripetuta in queste settimane, appare un
tentativo strumentale per esorcizzare incontestabili critiche. Infatti
non si è mai verificato, né per il passato e né all’oggi, che il
predetto pacifismo abbia precisato: “/finche l’ONU non sarà riformata/
/non ne chiederemo l’intervento”/.
Insomma, come è già accaduto altre volte, si mettono,
preventivamente, le mani avanti sulla “riforma dell’ONU”, quando si
blatera negli ovattati convegni, ma, nel contempo, si sostengono, fino
in fondo, le scelte politiche concrete dei governi e delle alleanze
internazionali a base di aggressioni neo/coloniali, di instaurazione di
protettorati militari, di operazioni di manomissioni finanziarie e di
embarghi strangolatori contro i popoli.
Non è un caso che tornano a riecheggiare (/sinistramente!!/) concetti
come “ingerenza umanitaria” ed “uso necessario della forza” già
tragicamente pagati dai popoli jugoslavi sulla loro pelle, all’epoca del
Governo D’Alema, mentre si va affermando il nuovo linguaggio del
neo/colonialismo (/soft power, governance, peace keeping/) a sostegno
della dottrina politica e militare italiana adeguata alla maturità del
processo di definizione e di costruzione del polo imperialista europeo.
In questo contesto gli appelli bipartizan alla suprema responsabilità
nazionale, i volgari incoraggiamenti di Napolitano alle missioni di
guerra ed i moniti contro qualsivoglia opposizione, l’omologazione
totale dei mezzi d’informazione, il disciplinamento ed il crescente
ruolo della cosiddetta Cooperazione e di tutte le OnG nei progetti
interventistici sono il segno tangibile di come l’esecutivo di Prodi si
muove con più disinvoltura e spregiudicatezza di quello di Berlusconi il
quale è stato limitato, nella sua azione di politica internazionale, da
un fiancheggiamento troppo serrato alle posizioni statunitensi ed
israeliane.
*I signori della guerra ed i signori della “pace”.*
* *
A poche settimane dall’invio delle truppe in Libano appare chiaro che
l’enorme dispiegamento bellico sul campo è rivolto verso obiettivi,
immediati e di prospettiva, che vanno oltre Beirut e la vicenda libanese.
Sullo sfondo ci sono i massicci preparativi dell’aggressione all’Iran
e alla Siria, lo sfondamento imperialista verso il cuore dell’Asia
centrale mentre già si dispone l’intervento di 22000 Caschi Blu in
Darfur (../missione fortemente sponsorizzata, in Italia, dal “compagno”
Giordano/).
*La manifestazione di oggi e le iniziative di mobilitazione che
seguiranno sono un buon viatico per ricostruire un efficace movimento di
lotta.* Nei mesi scorsi la delega verso le istituzioni ritenute amiche e
le illusioni sul programma del governo hanno nei fatti favorito una
caduta dell’attenzione e della mobilitazione contro la guerra e la
politica militarista in cui è coinvolta pienamente l’Italia a
prescindere dalla compagine governativa.
La ripresa e l’attualizzazione della *lotta alla guerra senza se,
senza ma e senza* *ONU *è – /come testimoniano le piazze di Londra,
Atene, New York e come ci ricordano le varie Resistenze in Palestina, in
Irak, in Afghanistan ed in/ /America Latina/ – l’antidoto contro la
guerra globale e permanente ed è la garanzia possibile per
l’indispensabile *autonomia ed* *indipendenza politica* dei movimenti
sociali.
*/RED LINK /*
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