NO ALLA GUERRA, RITIRIAMO LE TRUPPE!
Gli argomenti più accreditati a sostegno della missione ONU e della sua equidistanza nei confronti delle 2 popolazioni riguardano la cornice dell’ONU e la convergenza dell’Unione Europea.
Ma è davvero così?
 
In 30 anni lsraele ha violato quasi 17.000 volte il confine libanese e 6 volte in 50 anni invaso il Libano, provocando oltre 300.000 morti. Tra il 18.5.1951 e il 24.09.2002 non ha rispettato 72 risoluzioni ONU che avrebbero permesso di disinnescare le ragioni delle guerre in Medio Oriente. Occupa illegalmente territori palestinesi, libanesi e siriani.
Mentre le truppe italiane sbarcano in Libano, quelle israeliane uccidono ogni giorno palestinesi a Gaza ed in Cisgiordania: 
  • Se la missione è “equivicina” alle due popolazioni, perché le truppe ONU occuperanno solo il territorio libanese e non quello israeliano?
  • Può essere neutrale l’Italia in presenza di un accordo di cooperazione militare con Israele che dall’8/6/2005 stabilisce la cooperazione tra Ministeri della Difesa e forze armate dei 2 paesi, su import-export di materiali militari, organizzazione delle forze armate, formazione e addestramento, ricerca, sviluppo e produzione di tecnologie militari?
  • Può essere neutrale una missione apertamente sostenuta e sollecitata da USA e Israele, che Bush rivendica apertamente come “continuità della guerra al terrorismo condotta in Afghanistan e in Irak”, e la cui risoluzione ONU ha Condoleeza Rice come principale artefice?
 
Risposta: la missione serve a “legare le mani” alla resistenza libanese per disarmarla, consentendo a Israele di fare in Libano quello che fa ogni giorno in Palestina. Come nell’82 con Sabra e Chatila.
Lo diciamo noi? No, le testuali parole del ministro degli esteri israeliano Livni sugli obiettivi della missione: “Realizzare la risoluzione 1701[...] Alla fine di questo processo gli Hezbollah, una forza integralista islamica e terrorista pilotata dall'Iran, non dovranno più esistere.” (Intervista a La Stampa, 25/8).
Le “regole dell’ingaggio” delle truppe d’occupazione ONU sono definite in funzione di quest’obiettivo.

Il governo israeliano, in crisi dopo il fallimento della propria guerra, rivendica la missione come strumento di realizzazione dei propri obiettivi bellici falliti.
Gli USA vedono nel coinvolgimento europeo una via d‘uscita dalla crisi del loro unilateralismo in Irak.
E’ questo  “il ruolo nuovo dell’Onu”?
Il governo italiano, “concertati” con gli USA tempi e modi del ritiro dall’Irak e rifinanziata la missione in Afghanistan, ha usato la crisi dell’unilateralismo USA e le esitazioni della Francia per conquistare un “posto al sole” nella nuova missione. Forte delle storiche entrature politiche e militari dell’Italia laggiù, si è presentato a USA e Israele come il più efficace garante e controllore di una normalizzazione del Libano.
Questa missione è in continuità con la politica estera italiana, pur nel nuovo quadro multilaterale. Ecco perché il centrodestra la voterà.

Rafforzare ulteriormente a scapito dei popoli arabi il peso politico e militare d’Israele,  principale fattore di guerra da mezzo secolo in Medioriente,  col rischio di precipitare il Libano in una seconda guerra civile che coinvolgerebbe le stesse forze multinazionali, vuol dire perseguire la pace?

Noi crediamo di no, e per questo, in aperta contrapposizione a questa missione di guerra ci proponiamo un intervento attivo di controinformazione e denuncia, per realizzare la più ampia unità d’azione tra tutte le forze disponibili a contrastare il “militarismo umanitario”, senza aspettare le prime bare avvolte nella bandiera tricolore. La ripresa e l’attualizzazione della lotta alla guerra senza se, senza ma e senza ONU è l’antidoto contro la guerra globale e permanente e la garanzia possibile per l’indispensabile autonomia e indipendenza politica dei movimenti sociali.
-PER IL RITIRO IMMEDIATO DELLE TRUPPE DA TUTTI I FRONTI DI GUERRA.
-PER LA CHIUSURA DELLE BASI NATO E USA E IL DISARMO NUCLEARE DELL’ITALIA. 
-CONTRO IL FINANZIAMENTO
 DEGLI ARMAMENTI E DEGLI INTERVENTI MILITARI.
-PER LA FINE DELL’OCCUPAZIONE DELLA PALESTINA E IL RIENTRO DI TUTTI I
 PROFUGHI.
Comitato bergamasco per il Ritiro delle Truppe ([EMAIL PROTECTED]; tel. 3297656175 Sito nazionale: www.disarmiamoli.org). Il Comitato si ritroverà Mercoledì 25/10 alle 20.45 nella sede della CUB in via Torretta 25 (traversa di via Borgo Palazzo Vecchia) a Bergamo.


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