Appello              per il ritiro dei soldati italiani dall’Afghanistan        
                                      In Afghanistan è in corso dal settembre   
             2001 una guerra di aggressione , avviata con la legittimazione 
della                vaghissima risoluzione ONU 1.368 e poi dall’ agosto del 
2003                condotta dalla Nato . 
             Una guerra di fatto volta al controllo strategico e allo 
sfruttamento                delle risorse economiche dell’ area e contraria 
dall’                inizio alla legalità internazionale , alla quale il 
Governo                Italiano ha aderito violando l’ articolo 11 della 
Costituzione                Italiana .Una scelta che è stata decisa per mera 
subordinazione                e viene sostenuta per "non essere esclusi dal 
governo del mondo"                . Come si legge dal sito della difesa del 
Governo Italiano alla                voce "Sviluppo dell’operazione" troviamo 
esplicitato                il vero significato di questa guerra : "l’operazione 
               militare è parte della guerra globale che impegna la grande      
          coalizione nella lotta contro il terrorismo, denominata ’global       
         War against Terrorism’ . La guerra include, per definizione,           
     la distruzione di vite umane e l’accettazione della soppressione
                dei propri simili come "mezzo di risoluzione delle 
controversie".                Dalla fine del 2001 ad oggi , la guerra in 
Afghanistan ha causato                più di 50.000 vittime. 
             Questa ci pare una semplice descrizione dello stato di cose: una   
             constatazione, non un’interpretazione. La "guerra al               
 terrorismo" è una realtà insensata poiché                si traduce in 
aggressione armata ad un paese . L’idea d’                instaurare con le 
armi democrazia e diritti, ha esibito nei fatti                il suo 
fallimento. Anche per chi non la "ripudia", anche                per chi la 
sostiene, la guerra in Afghanistan non riesce a enunciare                propri 
obiettivi condivisibili, realistici, raggiungibili. Né                la guerra 
al terrorismo, né la condizione dei diritti delle                donne Afgane , 
né la lotta al narco-traffico, hanno prodotto                dei risultati 
apprezzabili, anzi assistiamo oggi sotto il governo                dell’ 
Alleanza del Nord , sostenuto dagli Usa , ad un forte                
peggioramento sia della sicurezza del paese, in mano ormai ai terribili      
          signori della guerra,sia delle condizioni delle donne Afgane, prive   
             di libertà come al tempo del regime Talebano, sia all’             
   aumento dei traffici illeciti di droga .
             L’Italia potrebbe realisticamente essere un soggetto attivo        
        di politica internazionale connotato da una volontà incondizionata      
          di pace, da un assoluto ripudio della guerra .
             Confermando la partecipazione alla guerra in Afghanistan, il 
governo                Prodi rinuncia a costruire questa identità per 
sottomettersi                e conformarsi a scelte già risultate devastanti. 
La disponibilità                alla guerra non è "un" tema paragonabile ad 
altri,                ma definisce in maniera essenziale e decisiva la natura 
culturale                fondante dei soggetti politici che compongono il 
Governo attuale                , il quale ha varato una finanziaria che stanzia 
1 miliardo e 700                milioni di euro in sostegno alle spese militari.
             Il movimento per la pace - e dunque contro la guerra - non ha 
"governi                amici" a priori. Deve in ogni caso sottrarsi a 
"comprensioni"                o "crediti di fiducia".
             Il nostro più netto rifiuto degli orientamenti governativi         
       sull’Afghanistan non esprime soltanto coerenza nelle convinzioni.        
        Include una richiesta e una proposta: il ritiro delle nostre truppe     
           dal fronte di guerra e l’assunzione da parte del nostro Paese        
        di un ruolo internazionale di forte discontinuità con la                
precedente gestione di centrodestra, nel tentativo di porre rimedio             
   agli immani disastri compiuti dalla missione militare.
             I primi firmatari :
             Marco Sodi, Tiziano Cardosi , Doretta Cocchi , Nella Ginatempo     
           , Gigi Ontanetti , Letizia Santoni , Leonard Shaefer , Mirco Tomasi  
              .
               Ha aderito all’appello Padre Alex Zanotelli
             Per                ADESIONI : Marco Sodi cell.328 / 0339384 mail : 
[EMAIL PROTECTED]                
             
                                                                              
Per stamapare l'appello: 
http://www.contropiano.org/Documenti/2007/Gennaio07/06-01-07Appello_ritiro_Afghanistan.htm#

Versione formato Word:
http://nuke.disarmiamoli.org/Portals/0/Appello%20per%20il%20ritiro%20dei%20soldati%20italiani%20dall.doc


                
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