Un migliaio all'assemblea di Sinistra Critica a Roma per siglare un "patto dell'opposizione sociale". Al primo posto il no alla guerra, il No a Bush a Roma, la partecipazione al Gay Pride e il sostegno alle lotte contro la devastazione ambientale. E di fronte alla riorganizzazione della sinistra, tra un partito democratico alla Montezemolo e un partito della Sinistra alla Mitterand "è tempo di lavorare per un nuovo soggetto politico". L'assemblea ha chiesto a Franco Turigliatto di ritirare le dimissioni da senatore
«Se il futuro della sinistra è un Partito democratico a cui si iscrive Montezemolo e una rifondazione socialista all'insegna di Mitterdand noi pensiamo decisamente che serve un nuovo soggetto politico». E' quanto hanno detto Salvatore Cannavò e Franco Turigliatto, deputato Prc ed senatore di quel partito entrambi esponenti di Sinistra Critica, aprendo e chiudendo l'assemblea promossa dalla loro associazione. Davanti a un migliaio di militanti i due parlamentari della sinistra hanno messo l'accento sull'inadeguatezza dell'attuale ristrutturazione in atto a sinistra a dar voce alle istanze che giungono dai movimenti. «Anzi, sempre più le forze della sinistra radicale sono da ostacolo ai movimenti, aggiunge Turigliatto, come dimostra tutta l'attività dell'ultimo anno: avete visto voi la sinistra radicale mobilitarsi per sostenere una "exit strategy" dall'Afghanistan?» L'assemblea è stata anche l'occasione per proporre alle tante forze sociali, sindacali e politiche invitate l'idea di un "patto" di movimento per unire e coordinare lotte sociali, vertenze territoriali, grandi mobilitazioni. «Potremmo ad esempio organizzare una degna accoglienza a Bush - ha proposto in apertura dei lavori Cannavò, riferendosi alla visita del presidente Usa in Italia prevista per i primi di giugno - proposta accolta da numerosi interventi. All'assemblea, infatti, hanno preso parte Giorgio Cremaschi, della Fiom, Luca Casarini, Piero Bernocchi, esponenti dei comitati No Tav e No Dal Molin, ma anche studenti universitari , le femministe di Facciamo Breccia, l'eurodeputato Giulietto Chiesa, sindacalisti del Sdl e dell'Usi, il giornalista del manifesto Tommaso Di Francesco e altri ancora. Ad aprire i lavori, a nome dell'associazione Emergency è stato Vauro che ha chiesto sostenuto dagli applausi scroscianti della sala, l'impegno del governo per la liberazione di Rahmatullah Hanefi e ha annunciato una prima mobilitazione di Emergency venerdi prossimo a Roma, in piazza Farnese. La presenza di Emergency è stata fortemente voluta dagli organizzatori per mettere a disposizione dell'associazione di Gino Strada una prima, tangibile solidarietà concreta. Vauro ha spiegato cos'è l'orrore della guerra, la vocazione umanitaria di Emergency, la sua risolutezza nel salvare vite umane, che ha spinto l'associazione di Gino Strada a mettersi a disposizione per liberare Mastrogiacomo e i suoi collaboratori, così come il suo rifiuto "senza se e senza ma" della guerra. «Mi riconosco pienamente nel titolo di questa assemblea "Incompatibili con la guerra" perché è quello che Gino Strada ed Emergency hanno rappresentato finora». Nel chiudere l'assemblea Turigliatto ha ribadito la necessità di opporsi al governo Prodi e alle sue politiche di continuità con gli attacchi al mondo del lavoro e di continuità con la guerra. «Vogliamo affermare che le nostre vite, le vite di milioni di persone vengono prima dei profitti e dei bisogni delle imprese, per questo non possiamo che essere anticapitalisti». Insomma, l'assemblea di ieri di Sinistra Critica è stata la prima iniziativa pubblica di un'area-associazione che ha deciso di non replicare i riti della sinistra, proclamando la scissione dal Prc e autoproclamandosi piccolo partito. «Il nostro progetto è più ambizioso, vogliamo ricostruire una sinistra di classe e alternativa, lo vogliamo fare mettendo al primo posto l'autorganizzazione dei movimenti e un processo di riaggregazione che avrà necessariamente tempi lunghi. E' chiaro che da oggi la costruzione dell'associazione Sinistra Critica è il nostro compito prioritario». Tra le iniziative e scadenze indicate dall'assemblea la solidarietà a Emergency, l'accoglienza a Bush, la partecipazione convinta al Gay Pride del 9 giugno, contro l'inaccettabile ingerenza vaticana, il sosteno a tutte le lotte di difesa dell'ambiente e dei territori a cominciare dalla Val di Susa per arrivare anche alla manifestazione in Campania del 19 maggio promossa da Rifiuti Zero. Infine, l'assemblea ha chiesto a viva voce e con molta determinazione a Franco Turigliatto di ritirare le sue dimissioni da senatore annunciate il 21 febbraio, dopo il voto contrario alla mozione D'Alema, gesto che non gli ha impedito di essere espulso dal Prc. «Sono state dimissioni consegnate a quel partito che le ha rifiutate, ha detto Gigi Malabarba,concludendo l'assemblea, ed è bene che siano ritirate perché la contraddizione Turigliatto nel Palazzo continui a vivere».
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