Push BUSH out!
Sabato 9 giugno 07 No war | No Bush day
Contro Bush e 
contro la guerra multilaterale del governo Prodi!
Roma 9 giugno 07,
h.
15.00 Piazza Esedra 

"Avete paura, avete un mare di paura, avrete 
paura, morirete di paura!" 

Un ascoltatore attento delle parole del 
criminale texano, meglio noto come georgdabbliù Bush, riesce a cogliere 
questo sottotesto, sempre silenzioso, sempre taciuto, ma sempre parlato 
nello stesso tempo. Lo psicopatico texano ha una serie di soci che 
parlano la stessa lingua. Sarko, ad esempio, non smette mai di 
ricordare ai francesi quanto c’è da aver paura, paura della banlieue, 
paura della racaille. Anche i “compagni” del Pd hanno imparato la 
lezione: “Siamo tutti spaventatissimi dagli zingari, dalle prostitute, 
dagli immigrati”, pare che ci sia un unico lamento degno di essere 
conosciuto. Alcuni addirittura, «più uguali degli altri», hanno deciso 
di iniziarla a scuola la guerra, con i Nas.


Chiudiamo le porte, 
chiudiamo le sbarre, chiudiamo le frontiere.


Guerra, faremo la 
guerra, abbiamo così paura che non smetteremo di fare paura! Questo è 
il destino che ci è stato consegnato, il destino della paura che cura 
la paura.


Il G8 di Heiligendamm (5-8 giugno) dovrà discutere di 
questo. Dovrà discutere di come la sovranità non torna e di come la 
guerra è l’unica cosa che rende possibile la politica globale. 
Bisognerà parlare molto di come disarmare l’Iran senza bisogno di 
troppe parole, di come Cina e Russia devono smetterla di essere 
recalcitranti, di come Bush – perso in una crisi senza fondo – eviti un 
nuovo Vietnam in Iraq e le suoni senza pietà ad Ahmadinejad. Si parlerà 
di scudi stellari e di Afghanistan, del debito che non finisce mai 
perchè non deve finire, di Kyoto che si può buttare nel cestino.


Ma 
il tema più delicato sarà un altro: cosa ne è della guerra dopo la 
guerra unilaterale?


E questa domanda rimbalzerà a Roma, il 9 giugno, 
quando il texano verrà a passeggiare per le strade della città eterna.


Heiligendamm. I movimenti saranno pieni di rabbia, non accetteranno 
divieti, non se ne staranno a casa, nonostante 26.000 uomini schierati. 
Gli uomini della guerra a bassa intensità, di quella guerra di polizia 
che abbiamo conosciuto a Genova nel luglio del 2001. Le reti nord-
europee hanno ripreso la parola, dopo Ungdomshuset, dopo gli arresti e 
le perquisizioni. La paura non ha prodotto paura.


Alla paura è 
seguita la rabbia, la voglia di lottare, la voglia di violare in 
migliaia le “zone rosse” e i divieti. Invece della paura, il desiderio 
e l’indignazione, la creatività di chi continua a dire “voi 8 noi 6 
miliardi”.


Roma 9 giugno. A poche ore dalle azioni dirette di 
Heilingendamm, Bush, la sorridente carogna texana, volerà con 200 dei 
suoi verso Prodi e il suo governo. D’Alema ha messo le mani avanti: “in 
Italia decide il parlamento”. Un salda risposta democratica: “Stai 
calmo texano, in Italia abbiamo la democrazia!”. La democrazia di cui 
parla D’Alema è quella che sostiene la guerra in Afghanistan, anzi 
invia altre truppe; quella che promuove o impone (ma è lo stesso, no?) 
la costruzione della nuova base Usa, il Dal Molin, a Vicenza; quella 
che sostiene lo scudo stellare; quella che taglia le spese sociali e 
aumenta le spese di guerra.


Una BEEELLISSSSSIMA democrazia di guerra!


Una guerra educata, peacekeeping ci hanno insegnato in questi ultimi 
anni. Una guerra umanitaria, una guerra che uccide a fin di bene. 
Incredibile, una straordinaria guerra etica! Per il bene dell’umanità 
dobbiamo uccidere l’umanità con garbo, con delicatezza. Meglio dobbiamo 
contenere il danno. Come in Kosovo, ricordate? Qualcuno ricorda il 
Kosovo? Ricordate quanto odiosa era per tutti quella guerra giusta! 
Oggi le cose sono cambiate. Molti dei più acerrimi nemici della guerra 
in Kosovo pensano che il problema di oggi sia solo Bush (W i 
Democratici, W Hillary Klinton, W Mao Tse Tung!), per il resto D’Alema 
è il miglior politico del mondo, un uomo di pace, perchè con sana 
democrazia riduce il danno.


Che sciocchi che siamo stati! Dovevamo 
capirlo che la guerra a volte è cattiva, a volte è buona!


Roma 9 
giugno. Il movimento non ha paura, non pensa che ci siano guerre 
giuste, non pensa che la guerra globale finirà con Bush, non pensa che 
la guerra multilaterale sia meglio di quella unilaterale.


Il 
movimento no-War torna in piazza, per il centro della città, perchè la 
città non è di Bush. Il movimento no-War non ha paura e non accetterà 
divieti perchè vuole dare vita ad una grande manifestazione 
moltitudinaria.


E nel movimento, come parte in movimento, con il 
ritmo della collera, gli studenti e i precari, i Centri sociali, con 
Ungdomshuset negli occhi! Da nord a sud, da tutta Italia rivendicheremo 
il nostro diritto a manifestare, dalle stazioni fino al centro di Roma. 
In tanti e diversi, al fianco dei comitati che rivendicano diritto a 
decidere sui propri territori, contro la guerra e contro la 
devastazione ambientale.


Una moltitudine che sa da che parte stare, 
che odia la guerra perchè costruisce la vita, con amore e con 
indignazione. Nessuno di noi sarà solo, perchè saremo in molti. Ad 
essere soli saranno Bush e Prodi. Tutto attorno la nostra gioia e la 
nostra rabbia! 

Roma 9 giugno 07,
h.15.00 Piazza Esedra


Global 
Meeting Network (Esc, atelier occupato – Roma, Astra19 – Roma, cso 
Pedro – Padova, CopyRiot Café – Padova, cso Rivolta – Marghera, cso 
Morion – Venezia, capannone sociale – Vicenza, s.o.a. Arcadia – Schio, 
cantieri di montecioRock – Vicenza, ubik lab – Treviso, cso bruno – 
Trento, rete studenti – Trento, cso Crocevia Alessandria, csoa Gabrio - 
Torino, cso Terra di nessuno – Genova, cso Cantiere – Milano, Casa 
loca – Milano, cs tpo – Bologna, lab.occ. paz – Rimini, cs 
Fuoricontrollo – Monselice, s.p.a.m. – parma, lab. aq16 – reggio 
emilia, rete degli spazi sociali – Venezia giulia, Lab. Insurgencia – 
Napoli, Lab. Diana – Salerno, Movimento antagonista toscano, Ass. 
Difesa lavoratori, tutte le sedi di YaBasta, Metropolis café – Verona),
Rete per l’autoformazione – Roma La Sapienza e Roma 3, AION – Napoli 
Federico II, Orientale agitata – Napoli, C.an.na (Collettivo 
antiproibizionista Napoli) Collettivo C38 – Bologna, Collettivo 
universitario autonomo – Torino, collettivo scienze politiche - lab. 
FUO.CO., padova 

Segui l’onda, segui il sound, segui la rabbia
Push 
BUSH out 

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