Il progetto Nuovo Gleno e 
la non-autosufficienza: quali prospettive 
per l'assistenza sanitaria 
in una società che invecchia?
 
Incontro con i parenti e conferenza stampa
 
Sabato 23 giugno 2007 ore 15.30 a Bergamo, presso Casa di Ricovero di via Gleno 
- Auditorium
 
Carlo Barbera - Presidente Comitato Ospiti e Parenti
RSA Via Gleno
 
Beppe Pirola - Presidente Associazione Alzheimer
 
Maria Pia Trevisani - Responsabile Provinciale
 Salute Politiche Sociali PRC/SE
 
Maurizio Morgano - Consigliere Comunale Bergamo PRC/SE
 
Vittorio Armanni - Consigliere Provinciale Bergamo PRC/SE
 
Pippo Torri - Commissione Regionale 
Salute Politiche Sociali PRC/SE
 
Ezio Locatelli - Deputato PRC/SE


Il progetto "Nuovo Gleno" e la Non Autosufficienza.
 
Rifondazione è sempre stata contraria alla creazione di una Fondazione per la 
Casa di Ricovero di Via Gleno.
E' stato un errore, a nostro avviso, sottrarre il Gleno alla sfera pubblica: la 
fondazione si mostra infatti oggi come il Cavallo di Troia con cui i privati si 
sono impadroniti di un bene comune.
Invece di dedicare energie a un progetto "Nuovo Gleno" che costituirebbe per i 
privati una grossa occasione di profitto e che sovradimensionerebbe la RSA, 
occorre puntare su un potenziamento della rete di assistenza domiciliare 
integrata (ADI), sulla creazione di nuovi centri diurni integrati, su forme di 
ospedalizzazione a domicilio, sull'ampliamento della riabilitazione geriatrica, 
garantendo la continuità assistenziale. Se il progetto Nuovo Gleno verrà 
approvato chiediamo che venga realizzato da imprese edili non coinvolte con la 
gestione del Gleno (ricordiamo che Percassi e Locatelli sono nella cordata), 
perché in questo caso si verificherebbe un clamoroso conflitto di interesse: 
gli enti pubblici (Comune e Provincia) consentirebbero ai privati presenti 
nella Fondazione di appaltare a se stessi i lavori e di realizzare ottimi 
affari.
E' inoltre necessario un protocollo operativo che regoli in dettaglio le 
dimissioni dagli ospedali e che stimoli una sinergia tra medici ospedalieri e 
medici di base.
Sarebbe buona cosa andare verso la chiusura delle grandi strutture come il 
Gleno e verso una diffusione sul territorio di enti più piccoli, per evitare 
connotati da istituzione totale.
Quando si pensa ad un grande istituto per cronici, in cui sono rinchiuse 
centinaia di persone che, una volta entrate, non ne usciranno che da morte, non 
si può fare a meno di pensare ai manicomi di deprecabile memoria: i pazienti 
conducono una vita monotona, priva di scopi e di stimoli.
Occorre discutere di questa questione prima di decidere se i posti letto di una 
grossa struttura come il Gleno debbano essere mantenuti.
Il Forum della Salute Mentale l'ha fatto notare in diverse occasioni, e il 
Prof. Francesco Maria Antoni, seguendo le più recenti linee della sanità 
geriatrica, sostiene che la medicina deve spostarsi là dove ci sono i malati e 
non portare i malati dove sono concentrati gli operatori sanitari.
La nuova geriatria vuole capovolgere l'antica cultura sanitaria che tende 
tuttora a dare più anni di vita ad ogni costo (78anni per i maschi e 84 per le 
femmine) e gli ultimi 5 anni di non autosufficienza. Occorre invece dare "più 
vita agli anni", sostiene lo stesso professore, considerato il fondatore di 
questa geriatria positiva in Italia.
 
Affermiamo che la Casa di Ricovero deve essere considerata una struttura di 
tipo sociosanitario (RSA), perché vi vengono ricoverate persone malate gravi, 
tutte affette da pluripatologie e chiediamo:
1) blocco delle rette;
2) aumento del personale(ASA e OSS);
3) abolizione dell'impegnativa fatta firmare all'atto del ricovero (senza la 
quale non si accede alla struttura);
4) che venga aperto dal Comune un contenzioso (insieme all' ANCI lombarda) per 
una più adeguata copertura della parte sanitaria della retta;
5) no all'esternalizzazione dei servizi, perché queste peggiorano le condizioni 
di vita all'interno della Casa, come dimostra l'esperienza 
dell'esternalizzazione di mensa e lavanderia alla Sodehxo; inoltre le 
esternalizzazioni interesserebbero ben un terzo delle lavoratrici della RSA; la 
fondazione verrebbe così a gestire solo il capitale finanziario della RSA, 
disinteressandosi della gestione "sul campo";
6) Rifondazione propone la creazione di un Segretariato Sociale del Comune, che 
prenda in carico la persona malata, gestendo insieme ai familiari le scelte e 
il percorso di cura.
7) riattivazione immediata delle unità di valutazione geriatrica;
8) istituzione di un Fondo Regionale per la non autosufficienza a sostegno 
delle famiglie, aggiuntivo rispetto a quello nazionale;
9) l'aumento dei posti letto di sollievo e di quelli per le cure palliative 
all'interno della RSA;
10) il Comune dovrebbe mettere fine alla richiesta illecita di chiedere 
contributi ai parenti, con l'applicazione del decreto legislativo 130/2000, su 
cui tra l'altro vanno segnalate due importanti sentenze, del TAR della Sicilia 
e di un giudice del lavoro del Tribunale di Milano, che confermano appunto 
l'illegittimità della prassi attuale di coinvolgimento dei redditi dei 
familiari per il pagamento delle rette;
11) Rifondazione chiede infine chiarezza sulla situazione finanziaria della 
Casa di Ricovero di via Gleno, e, a questo scopo, per una elementare esigenza 
di trasparenza e per ricostruire la storia del debito pregresso, chiede, come 
forza che partecipa alla maggioranza, che vengano forniti i bilanci a risalire 
fino al 2000.
In una società in continuo invecchiamento è necessario dare risposte concrete 
ai problemi sempre più impellenti della cronicità e della non-autosufficienza.
  
Maria Pia Trevisani  Responsabile Provinciale Salute e Politiche Sociali PRC/SE
Giusy Chiaramonte Coordinatrice Provinciale PRC/SE
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