Autorganizzazione e azione diretta: l’UNIONE SINDACALE ITALIANA.
Con
lo slogan L’UNICA LOTTA CHE SI PERDE E’ QUELLA CHE NON SI FA si è
aperto a Roma il XII Congresso Nazionale dell’UNIONE SINDACALE ITALIANA
- USI AIT che ha visto (dal 13 al 14 ottobre presso il Laboratorio
Sociale La Talpa) la presenza di una cinquantina di delegati in
rappresentanza dei vari sindacati nazionali autogestiti dell’USI nati
in questi anni sia nel pubblico che nel privato, delle federazioni
locali intercategoriali e dei tanti e tante compagni/e che hanno dato
all’autorganizzazione la loro adesione e il loro impegno in una
trentina di province italiane.
Da Verbania a Reggio Calabria erano
rappresentati i vari settori di intervento della Confederazione, da
quelli sindacali a quelli sociali, e le tante strutture federate (l’
USICONS e le altre associazioni o laboratori sociali) a dimostrazione
che l’autorganizzazione rappresenta oggi una necessità ed una
possibilità reale per dare una risposta di opposizione al potere, anche
quello statale, e ai padroni di tutti i colori.
E’ stata una due giorni
intensa, che ha visto anche nei momenti di pausa (pranzi, cene,
proiezioni), momenti di scambio tra tutti i partecipanti.
Al Congresso
hanno preso parte oltre ai delegati USI anche una delegazione della CNT
francese, che è intervenuta sulla possibile costruzione di una rete del
sindacalismo alternativo e sulla necessità di dare risposte alla
repressione sindacale e politica con la solidarietà internazionale (tra
l’altro il 23 ottobre hanno invitato tutti a protestare contro l’
Ambasciata Francese per la repressione contro la CNT POSTE dichiarata
di fatto illegale), della Federazione dei Comunisti Anarchici, di
compagni dell’area libertaria romana, delle occupazioni delle case e di
Sinistra Critica, componente programmatica di Rifondazione, dei met-up
dei Grilli, che hanno tutti rilanciato per varie iniziative da
intraprendere insieme e per la costruzione dello sciopero generale e
generalizzato del 9 novembre. Degli studi legali che partecipano alla
rete legale dell’USI e dell’USICONS sono arrivati messaggi di
solidarietà (tra cui quello dello studio legale Tassone) ed è
intervenuto al Congresso con una esauriente intervento tecnico l’Avv.
Galleano contro la precarietà e che tra l’altro ha dato la sua
disponibilità anche per ricorsi sulla class action.
Un messaggio di
auguri è arrivato anche dalla sezione della ricerca, oggi USI RDB
Ricerca, che ha firmato già da molti anni un patto federativo con l’RdB
per permettere a questa organizzazione di poter partecipare alle
trattative intercompartimentali.
La segreteria uscente ha rivendicato
con una breve sintesi della storia del sindacalismo rivoluzionario e
dell’USI in particolare che chi non ha memoria non ha futuro ed ha
concluso che non ci sono mai stati per i lavoratori e le lavoratrici
dei governi amici.
Il Congresso ha preso atto nei vari interventi che l’
impegno Sindacale, Sociale e Politico, così come la presenza
Internazionale, sono i punti caratterizzanti sul quale l’Unione si è
spesa in questi ultimi anni raggiungendo buoni risultati e che
porteranno nei prossimi mesi all’apertura di quattro nuove sedi
intercategoriali che si aggiungeranno all’altra decina di spazi
utilizzati finora, a dimostrazione di una costante crescita della
nostra Confederazione.
I Compagni e le Compagne impegnati nella
Segreteria Collegiale e nelle realtà locali sono riusciti con grande
impegno e con forte determinazione a raggiungere gli obiettivi fissati
nel corso del Congresso del 2004.
La matrice di partenza, il DNA dell’
USI, così come il modello libertario sono stati fondamenti inscindibili
per dare alla nostra organizzazione una reale collocazione nel panorama
sindacale e politico del nostro paese, diversa dalle altre strutture di
base.
L’impegno preso dai partecipanti al termine del Congresso è
quello di rilanciare l’autorganizzazione ed il suo radicamento su tutto
il territorio nazionale ed in tutti i settori lavorativi per essere
protagonisti nel riaffermare quei principi sui quali 95 anni fa si
diede vita all’Unione; allargandone oggi il contesto di intervento,
creando sezioni e strutture ovunque e dovunque, sia nelle metropoli
come nei piccoli centri. Una mutualità di scambio, dal centro alla
periferia senza subalternità ma di pari dignità, anzi, all’occorrenza
dando un maggiore impegno a favore delle sezioni e strutture più
periferiche. Si lancia pertanto una campagna di tesseramento nazionale
sia a strutture collettive che a singoli e un intervento di
tesseramento e costruzione di strutture in maniera permanente.
Questo è
anche l’intento che ha portato a dar vita ad una Cassa Nazionale di
Solidarietà che deve servire anche alla stampa del suo giornale LOTTA
DI CLASSE anche on line, con un rafforzamento del sito web. I compagni
hanno ricordato brevemente che anche la proprietà della testata Lotta
di Classe appartiene da moltissimi anni alla Segreteria del nostro
sindacato, in particolare alla compagna Claudia Santi già segretaria
dell’USI nel 1990. Il fatto che la matrice libertaria dell’USI non
rivendichi la proprietà unica della testata del giornale, garantendone
un utilizzo ampio, non significa assolutamente che altri rivendichino
impropriamente e illegittimamente anche tramite diffide la proprietà a
chi ne è il legittimo proprietario.
Strategicamente l’Unione deve
continuare a rendere visibile la sua politica sindacale che in questi
anni ha dato l’opportunità a molti lavoratori e lavoratrici di vedere
riconosciuti, con la propria autorganizzazione i diritti negati
permettendone la stabilizzazione ed ha reso possibile in molte vertenze
sindacali il passaggio dal lavoro nero a quello stabile, ottenendo l’
applicazione del CCNL di riferimento.
L’Unione con la sua presenza, ha
reso possibile la reintegrazioni di lavoratori licenziati senza
giustificato motivo, ha difeso lavoratori sotto pagati, gli immigrati,
denunciando i molti casi la mancata applicabilità delle normative sulla
tutela della salute sui luoghi di lavoro e nel territorio e
intervenendo anche a livello politico sindacale in tante altre
battaglie, come quelle contro la guerra.
La costante e reale presenza
nel mondo del lavoro e nelle lotte ha poi permesso che altri lavoratori
e lavoratrici abbiano, nel corso di questi anni, deciso di aderire alla
nostra organizzazione sindacale, conflittuale ed autogestionaria.
La
presenza dell’Unione alle iniziative nazionali e internazionali, è
sempre stata una attiva, in alcuni casi si è resa promotrice di lotte e
battaglie, vedi anche le tante manifestazioni contro la guerra ed il
fascismo alle quali abbiamo partecipato.
La presenza sindacale si
coniuga con l’intervento sul sociale in varie realtà del paese, a Roma
pure con la lotta sulla casa, ad Udine nel sostegno di associazioni per
l’assistenza dei disabili, in Campania e in Calabria con un impegno a
sostegno delle lotte di utenti e consumatori.
Un progetto che vede
sempre più attuale il modello di un sindacato autogestito come l’USI
AIT, che rivendica la sua continuità con quel sindacalismo
rivoluzionario che nei primi anni del ‘900 aveva saputo opporsi con
forza al fascismo e agli interessi padronali; per un percorso di
autorganizzazione diretta, dal basso ed indipendente che abbiamo
portato avanti da anni con le linee e le Piattaforme definite nei
nostri Congressi nazionali ed in particolare in questo XII Congresso.
Oggi la Confederazione si è data una nuova Segreteria Collegiale
composta da Sandro Bruzzese della Federazione di Milano, con Vice:
Renato Grego della Federazione di Udine (per la stampa ed l’intervento
sociale) e Claudia Santi della Federazione Romana (per le relazioni
internazionali ed i rapporti organizzativi).
L’Esecutivo è composto da
compagni della Federazione di Milano e di Roma, da un compagno di
Rimini, da compagni di Genova, di Verbania, di Napoli, di Reggio
Calabria … a dimostrazione di un percorso e di un intervento sul
territorio nazionale.
Il Congresso ha poi approvato vari deliberati e
la partecipazione allo sciopero generale del 9 Novembre, ha dato il suo
consenso, anche se in forma limitata, al Patto d’Azione del
sindacalismo di base e dell’area sociale e politica di opposizione,
dando la sua adesione alla manifestazione del 27 e 28 ottobre degli
immigrati e alle iniziative sulla class action. Si è impegnato in
Primavera a festeggiare ad Udine i suoi primi 95 anni dalla fondazione.
Al termine del Congresso, con un grande brindisi finale, un breve
intervento del nuovo Segretario Bruzzese che ha ringraziato tutti e
tutte invitando a continuare la lotta e a riprendere lo slogan iniziale
di questo Congresso; l’unica lotta che si perde è quella che non si fa
e ribadendo la necessità di una campagna nazionale permanente di
tesseramento alla nostra USI.
L’ESECUTIVO NAZIONALE
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