Donne, diritti e laicità. La difesa della laicità dello Stato dovrà essere, a mio avviso, uno dei punti più rilevanti di questa legislatura. Siamo ormai rimaste sole davanti all'invadenza e all'aggressività clericale, a difendere lo Stato come lo spazio pubblico di tutti e quindi privo di connotazioni religiose. E' importante difendere il diritto alla diversità, alla libera gestione della propria esistenza contro impostazioni dogmatiche. Molteplici sono le violazioni che il principio di laicità conosce nel nostro paese, data la presenza della Santa Sede nella nostra capitale e la secolare influenza che la Chiesa cattolica esercita sulle vicende politiche della penisola. La radice di tutte queste violazioni sta nella presenza in Italia , a partire dai patti lateranensi, firmati dal dittatore Mussolini nel 1929, di un regime concordatario che attribuisce alla Chiesa Cattolica una posizione di forte privilegio rispetto a ogni altra confessione religiosa o credenza filosofica. In primo luogo il Vaticano detiene in Italia enormi ricchezze immobiliari, tra cui un quarto della città di Roma, il cui valore ammonta a centinaia di miliardi di euro. Ciò permette alle gerarchie Vaticane di esercitare un formidabile potere economico su tutti gli attori politici. In secondo luogo le casse del Vaticano sono alimentate annualmente dalla cessione da parte dello Stato dall'otto per mille dell' IRFEF. In questo modo, anche se solo un terzo dei contribuenti firma a favore della Chiesa Cattolica, questa riceve l'ottantotto per cento del contributo totale, pari a circa un miliardo di euro all'anno, fondi che lo stato potrebbe utilizzare per rimpinguare le esangui casse dello stato sociale. In terzo luogo, la Chiesa cattolica è esente da ogni forma di tassazione: sul suo sterminato patrimonio di case e terreni non paga l'ICI e tutti i suoi fondi liquidi sono custoditi presso lo IOR (istituto opere religiose), la banca Vaticana che si trova fuori dalla giurisdizione italiana (ricordo il caso Marcinkus -Calvi.) In quarto luogo la Chiesa seleziona molti lavoratori della scuola e della sanità, che sono pagati con i soldi dei contribuenti. L'esempio più eclatante è quello degli insegnanti di religione, di nomina Vescovile ma tutti di ruolo, quindi con contratto a tempo indeterminato, grazie ad un provvedimentodell'ex ministra Moratti. Inoltre il SSN stipendia 460 religiosi come assistenti spirituali, a totale carico della collettività, mentre sono solo 160 i dentisti che lavorano nella sanità pubblica. Per di più, la cultura cattolica che spinge, specie negli ultimi tempi, per la centralità della famiglia, tende a scaricare sulle spalle delle famiglie e delle donne tutto il peso delle cure ad anziani e disabili, riducendo il ruolo dello Stato e moltiplicando invece le possibilità di lucro per privati e cooperative, come emerge chiaramente dal modello Formigoniano. Si effettua una sistematica sostituzione di strutture "private convenzionate"a strutture pubbliche e gratuite: sanità e assistenza sono così vittima della sussidiarietà orizzontale(più estrema) e passano dal campo dei diritti a quello della carità e della beneficenza. Parallelamente i lavoratori di questi settori ormai incorporati nelle cooperative vedono negati i loro diritti essenziali e sono ridotti nella più ricattabile precarietà. Infine il rigurgito clericale degli ultimi 15 anni ha comportato un forte arretramento sul filone delle istanze bio-etico-sanitarie, dall'aborto all'eutanasia, dalla procreazione medicalmente assistita alle cure palliative, dalla pillola abortiva RU 486 al testamento biologico. In Lombardia ,poi, questa controffensiva integralista si è manifestata con ancora maggiore forza: si pensi alla chiusura di buona parte dei consultori pubblici, o, per andare sul grottesco, al funerale dei feti. Il cattolicesimo persevera nella sua secolare tendenza a relegare la donna ai margini della società, a criminalizzarla e a negare la sua identità indipendente. Tutti i discorsi sulle pari opportunità e sull'uguaglianza tra i sessi non possono ignorare la carica di familismo patriarcale che il cattolicesimo reca con sè, e che cerca oggi di imporre all'intera società. Mapi Trevisani Rete donne Prc Lombardia
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