Aborto, l'altra pena di morte Ettore Ongis All'indomani della storica decisione dell'Assemblea Generale dell'Onu con la quale ha detto no alla pena di morte, sarebbe un errore lasciar cadere nel vuoto l'appello lanciato ieri da Giuliano Ferrara per una moratoria sugli aborti. «Infatti - ha scritto il direttore del "Foglio" - per ogni pena di morte comminata a un essere umano vivente ci sono mille, diecimila, centomila, milioni di aborti comminati a esseri umani viventi, concepiti nell'amore o nel piacere e poi destinati, in nome di una schizofrenica e grottesca ideologia della salute della Donna, che con la donna in carne e ossa e con la sua speranza di salute e di salvezza non ha niente a che vedere, alla mannaia dell'asportazione chirurgica o a quella del veleno farmacologico via pillola Ru486». Ci vuole il furore di un «ateo devoto» come Ferrara per tener desta una questione che è stata ipocritamente messa tra parentesi, nel timore di riaccendere un fronte di polemica con la cultura dominante. Ci vuole una libertà di giudizio non comune per uscire allo scoperto, il giorno dopo una vittoria morale e politica conseguita con il contributo determinante del nostro Paese, e puntare i fari sull'interruzione di gravidanza, troppe volte praticata alla stregua di una pena di morte legalizzata. Tanto più, spiega Ferrara, che la pena di morte «per la cui virtuale moratoria ci si rallegra oggi è almeno conseguente a un giusto processo o a sentenze di giustizia tribale, compresa la sharia», mentre «il miliardo o più di aborti praticati da quando le legislazioni lo permettono» riguarda esseri umani «legalmente innocenti, creati e distrutti dal mero potere del desiderio, desiderio di aver figli e di amare e desiderio di non averli e di odiarsi fino al punto di amputarsi dell'amore». L'Italia che oggi giustamente esulta per il voto dell'Onu sta valutando se utilizzare su larga scala la pillola del giorno dopo, che uccide l'embrione nelle prime settimane di vita, come pratica abortiva in sostituzione dell'intervento chirurgico. Un'apparente facilitazione che rappresenta invece un dramma ancora più grande per le donne, lasciate sempre più sole. Facendo tutte queste osservazioni non intendiamo sminuire il valore morale della battaglia promossa dal nostro Paese, anche se si tratta di tragedie di natura diversa. Vogliamo invece chiedere al governo e al Parlamento di andare avanti nella difesa dei diritti umani con altrettanta determinazione, senza incertezze e senza discriminazioni. È la scienza ad aver accertato che il feto è a tutti gli effetti persona con un suo volto definito e una fisionomia già compiuta. Si accetti dunque il verdetto della buona scienza e si agisca di conseguenza, rifiutando che norme approvate in nome di una tutela della donna si trasformino in strumenti di morte. Davvero, in questo senso, quello dell'aborto è «lo scandalo supremo del nostro tempo», è «una ferita catastrofica che lacera nel profondo le fibre e il possibile incanto della società moderna». E Ferrara ha ragione da vendere quando, riferendosi alle zone del mondo in cui l'aborto è selettivo per sesso, e diventa selettivo per profilo genetico, parla di un «capolavoro ideologico di razzismo in marcia con la forza dell'eugenetica». I Mengele moderni hanno facce rispettabili e godono dell'applauso dei grandi media. «In alto i cuori, dunque - conclude il direttore del "Foglio" -, e dopo aver promosso la Piccola Moratoria promuoviamo la Grande Moratoria della strage degli innocenti». Come non essere d'accordo?
Risposta di BergamoLaica Egregio direttore de "L'Eco di Bergamo", alle Sue posizioni relative alla moratoria sull'aborto ed espresse nel fondo del 20 dicembre, crediamo sia opportuno accostare le nostre riflessioni. Considerare lo zigote appena concepito alla stregua di un essere umano è una tesi che non ha nessun fondamento scientifico o giuridico e che lede profondamente la dignità della persona umana, la quale si forma con un lento processo di relazione e socialità a partire dalla nascita. L'embrione è vita umana, ma non è né un essere umano né una persona, quindi non deve godere di alcuna tutela giuridica. Gli embrioni nelle loro prime fasi di vita sono insiemi di cellule che non hanno la possibilità di pensare né di provare sentimenti e il cui sistema nervoso centrale è molto meno complesso di quello di un cane o di un gatto adulti. Il semplice zigote, dopo la fecondazione, molto spesso non attecchisce nell'endometrio ed è destinato a non nascere, a prescindere dalla volontà umana: dovremmo celebrare un funerale ogni volta che ciò si verifica? Inoltre capita sovente che da un solo zigote si formino due o più persone, come nel caso dei gemelli monozigoti. Attribuire identità al mero ovulo fecondato comporterebbe pensare che i gemelli sono mezze persone o, in termini cattolici, che hanno mezza anima a testa. In questo siamo confortati anche dalla stessa teologia cattolica, nella persona di San Tommaso d'Aquino, per il quale gli embrioni non hanno "natura razionale" e dunque non sono persone; infatti lo stesso Doctor Angelicus definì la persona come "sostanza individuale di natura razionale", definizione che chiaramente non s'attaglia a un ente che non pensa e che ha la possibilità di dividersi in più enti. Per queste ragioni lo stesso Tommaso escluse dalla reincarnazione dopo il Giudizio Finale i feti non nati, che infatti nessun sacerdote cattolico si è mai sognato, in due millenni, di battezzare; solo una recente legge regionale lombarda, sintomo della stramberia dei tempi moderni, ha imposto la sepoltura di tutti i feti morti prima della nascita. Stando così le cose, qualsiasi esigenza della donna incinta supera gli pseudo-diritti dell'embrione sotto i tre mesi. La donna produce l'embrione con il suo corpo, del quale l'embrione stesso è parte; concepire l'embrione come separato dalla donna, senza la quale esso non potrebbe esistere, è del tutto fuorviante. La tutela della salute della donna, nonché del suo benessere psicofisico e della sua felicità devono essere il cardine di qualsiasi politica riguardanti l'aborto e la procreazione. Inoltre facciamo notare come l'attuale normativa sul tema, in vigore da quasi 30 anni (legge 194/1978), abbia fortemente limitato il numero degli aborti, che prima erano clandestini e mettevano in grave pericolo la salute delle donne. Solo l'estensione al massimo grado delle tecniche contraccettive e la normazione delle procedure abortive, che vanno sempre considerate una extrema ratio, permette di limitare l'abortività (numero di aborti all'anno per mille abitanti) di una società. Chi è a favore del divieto d'aborto e si schiera per la sua proibizione, di fatto gioca a favore dell'aborto stesso e contribuirà alla distruzione di molti più embrioni di quanti non venissero soppressi in precedenza. Riteniamo immorale reputare l'aborto "lo scandalo supremo del nostro tempo". Altri secondo noi sono i grandi scandali della nostra epoca: la drammatica sperequazione della ricchezza che affligge il nostro pianeta e in base alla quale l'80% della popolazione è costretto a vivere con meno del 20% delle risorse, ad esempio, o gli 850 milioni di persone malnutrite, i 40 milioni di malati di AIDS, il miliardo di esseri umani, adulti e perfettamente formati, che non ha accesso all'acqua potabile. Questi sono "gli scandali supremi del nostro tempo" e non l'aborto, che entro certi termini è una pratica assolutamente legittima. Gli italiani già una volta si sono pronunciati attraverso il referendum per mantenere in vita la legge 194 sull'interruzione volontaria di gravidanza: riteniamo pertanto doppiamente ingiusta una nuova crociata contro diritti civili sanciti dalla legislazione e confermati dalla volontà popolare. Bergamo Laica _______________________________________________ BERGAMO SOCIAL FORUM MAILING LIST per informazioni [EMAIL PROTECTED] In questa mailing list ogni iscritto può far circolare tutte le notizie che ritiene opportune, pertanto non esiste alcun "filtro" ai messaggi che circolano ma ci si affida alla responsabilità individuale. Ricordiamo www.bergamoblog.it, sito di riferimento per molte delle realtà del Forum e per altre ancora... Per provvedere alla sottoscrizione o alla cancellazione del tuo nominativo alla mailing-list : http://www.bergamoblog.it/mlist.php?mlid=bgsf oppure scrivete a: [EMAIL PROTECTED] [email protected] https://www.autistici.org/mailman/listinfo/forumbergamo

