*UN MODELLO PER IL PROSSIMO FUTURO*
La gestione della vicenda Alitalia, con l'imposizione di fatto, ai
lavoratori, di un accordo voluto da finanzieri ed affaristi, è un primo
significativo esempio delle future relazioni sindacali secondo l'unico
modello accettabile per la borghesia: *i padroni decidono e i lavoratori
si adeguano*.
Infatti le proposte della "cordata italiana" della C.A.I. sono di fatto
un "diktat" a cui i lavoratori si sono dovuti piegare, salvo qualche
insignificante modifica, complice una campagna di "gogna mediatica" cui
sono stati sottoposti, presentandoli come privilegiati e benestanti ed
enfatizzando le differenze salariali sia con altre categorie di
proletari, sia di alcune categorie professionali fra gli stessi
dipendenti dell'azienda.
Tutto ciò allo scopo di rompere un eventuale moto di solidarietà verso
di loro e al loro interno.
*Non è il primo caso, non sarà l'ultimo!*
La stessa iniziale "opposizione"della C.G.I.L., peraltro puramente
formale, vertendo più sul metodo che sul merito, non ha minimamente
scalfito l'impianto essenziale dell'accordo proposto, che si è poi
riproposto sostanzialmente immutato.
Intorno a questa tavola imbandita per gli affaristi-avvoltoi, pronti a
banchettare coi resti della compagnia infischiandosene dei lavoratori,
una pantomima politica ha visto per l'ennesima volta il sindacato al
rimorchio del capitale, delegittimando e isolando ogni voce anche solo
blandamente critica, anche in vista della riforma del sistema di
contrattazione che rappresenterà l'ennesima batosta per i proletari in
questo Paese.
Questa importante vicenda segna di fatto il passaggio dal metodo
*concertativo* a quello *assertivo*: al sindacato non basta essere
"compatibile", deve recepire "IN TOTO" i programmi elaborati dal padronato.
*Così, anche nella scuola, l'attuale riforma mostra come la borghesia
vuole condurre il gioco.*
In questo contesto, il ministro dell'istruzione Gelmini può infatti
spavaldamente realizzare il mandato di razionalizzare la formazione in
funzione delle esigenze produttive bypassando ogni forma di contrattazione.
Anche qui si prepara una pesante strage di posti di lavoro ...e senza
ammortizzatori sociali.
Decine di migliaia di insegnanti precari perderanno il loro impiego a
causa dell'accorpamento delle classi, che dovranno avere almeno 30
allievi, della chiusura delle scuole di piccole dimensioni, del maestro
unico nelle elementari e di altre misure. Questo salasso non riguarderà
solo le classi prime delle elementari, come vorrebbe far credere la
strumentale propaganda borghese, ma tutti i gradi dell'istruzione.
L'unico scopo è il risparmio della spesa per l'istruzione, troppo
improduttiva per le attuali esigenze della produzione.
*Quindi non solo un taglio dei costi, ma anche lo smantellamento del
sistema formativo scolastico.*
Il nuovo modello di relazioni nel mondo del lavoro si è ripresentato
proprio in questi giorni, col provvedimento sulla scuola "blindato" dal
voto di fiducia, "riforma" che la classe dominante ha imposto senza
voler discutere.
Nel solco della strada aperta dai governi della cosiddetta sinistra già
ai tempi del ministro Berlinguer, che definiva la formazione una
"condizione della produzione", emerge un modello di scuola che svaluta
crescita culturale e formazione della persona a vantaggio della
formazione per il lavoro, dando ai figli dei lavoratori solo le
conoscenze di base per diventare produttori, consumatori e al limite
utenti; in pratica *sudditi* di una borghesia sempre più agguerrita ed
arrogante, che impone il modello: produci, consuma, crepa!
I lavoratori devono sapere il minimo indispensabile per essere sfruttati
dal capitale, educati coi canoni dell'ideologia dominante, senza troppi
strumenti per capire. Verrà inoltre annullato lo sforzo della scuola per
integrare gli alunni stranieri, figli di quella forza lavoro tanto
richiesta dagli imprenditori, ma tenuta volutamente ai margini con le
misure anti-immigrati, oggi anche confinati in classi differenziali,
secondo una misura proposta dalla Lega. Così si trasferiscono anche
sugli immigrati di seconda generazione una condizione di differenza,
esclusione e sottomissione.
I figli dei borghesi, grandi, medi e soprattutto piccoli, potranno, loro
sì, godere di un'"offerta formativa" ricca e ampia, di scuole
attrezzate, di orari scolastici sull'arco dell'intera giornata. Tutto
ciò sarà pagato coi soldi delle tasse estratte dalle tasche dei
proletari, per sostenere i contributi alle spese scolastiche intascati
dai preti e dalle società private proprietarie delle scuole.
Il proletariato si accontenterà di maestri non unici ma *soli*, soli di
fronte alle richieste sociali, abbandonati da uno stato che in Italia
non è mai stato "welfare", oggi sempre più avaro verso la classe che
produce e paga per tutti, in una scuola che non avrà il tempo di
istruire ma solo di dare "istruzioni per l'uso", per diventare passivi
esecutori all'interno del sistema produttivo.
*COLLETTIVO COLLEGAMENTI INTERNAZIONALISTI BERGAMO*
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