Vorrei parlare con quella signora Santoro proprietaria del Bar che ha fatto 
la cosa giusta al momento giusto ascoltando sè stessa e la sua profonda 
saggezza di donna operosa.
Chiedo a qualcuno di voi se ha l'indirizzo o il telefono di quel bar  e 
vorrei andare lì insieme ad altre donne in nero per esprimerle la nostra 
solidarietà.
Non sono in grado di offrire un lavoro a quell'uomo, ma almemo posso 
stringere la mano di una donna saggia e generosa. Serenella Angeloni Cortesi

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From: "Ceru" <[EMAIL PROTECTED]>
Sent: Saturday, November 15, 2008 6:10 PM
To: "La vida e la movida di Bergamo" <[EMAIL PROTECTED]>; "Mailing 
list post BgSF" <[email protected]>
Subject: [BgSF] Gente senza vergogna

> Dopo tante stucchevoli storielle della stampa sulla "generosità" con
> cui era stata trattata la famiglia di un clandestino boliviano morto
> mentre si recava al suo porto di sfruttamento quotidiano, ecco un
> esempio della realtà quotidiana della Bassa bergamasca:
>
>
>
>
> La proprietaria di un bar di viale Ortigara aveva donato 5mila euro a
> un marocchino che voleva uccidersi
>
> EVITA UN SUICIDIO E VIENE CRITICATA
>
> Lo sconcerto della donna: «Mi hanno addirittura detto che dovevo
> lasciare che Jamal si buttasse dalla gru»
>
>
>
>
>
>
>
> Treviglio -  Per convincere un marocchino a non uccidersi, gli aveva
> donato 5mila euro. Un gesto caritatevole che non è piaciuto a molti
> che non hanno esitato a rimproverla di aver voluto solo mettersi in
> mostra. La donna, Lucia Santoro, proprietaria del bar tabaccheria
> «Tiffany» di viale Ortigara, non ci sta però a passare per una
> esibizionista.
> Nel pomeriggio di giovedì della scorsa settimana un operaio edile
> marocchino Jamal El Zatun, 45 anni, con regolare permesso di
> soggiorno, era salito su una gru posta in un cantiere di viale
> Ortigara e aveva minacciato il suicidio. Un gesto disperato dettato
> dalla sua situazione economica, aggravata dal fatto che da oltre
> quattro mesi non percepiva lo stipendio dall'impresa edile per cui
> lavorava.
> Per convincere il marocchino a scendere da quella gru, era intervenuta
> Lucia Santoro, proprietaria del bar dove l'operaio si recava ogni
> giorno durante la pausa pranzo. La barista aveva quindi consegnato al
> marocchino un assegno da 5 mila euro, convincendo così
> l'extracomunitario a desistere dal tragico gesto.
> «E' stata un'azione istintiva e irrazionale, dettata dal cuore più che
> dalla ragione - ha spiegato la barista a mente fredda ricordando quei
> drammatici momenti - Conoscendo bene quella persona, ho pensato ai
> suoi tre figli piccoli e alla condizione in cui si trovano».
> ll dono della barista, al momento accolto tra gli applausi della gente
> presente in viale Ortigara, nei giorni successivi è stato fortemente
> criticato dai clienti del suo locale. «Dopo le lodi iniziali - ha
> spiegato la Santoro
> La vicenda si è conclusa poi con la restituzione dell'assegno a Luigia
> Santoro da parte del marocchino, che nel frattempo è stato licenziato
> dall'impresa edile per cui lavorava. « Alla fine sono quasi
> dispiaciuta di aver compiuto quel gesto - ha concluso tristemente -
> Adesso quel povero operaio si ritrova senza lavoro e con tre figli da
> mantenere. Inoltre l'indifferenza e la poca sensibilità della gente mi
> ha ferito profondamente, perchè sono la rappresentazione l'infelice
> società in cui viviamo». quasi in lacrime - ho iniziato a ricevere
> giudizi negativi, e anche piuttosto pesanti. Non ci tenevo
> assolutamente ad apparire come una benefattrice, volevo solo evitare
> che quella situazione si concludesse tragicamente. Sono arrivati
> addirittura a dirmi che potevo anche lasciare che Jamal si buttasse da
> quella gru, visto che si tratta di una persona che conosco appena ed è
> un extracomunitario».
>
> Il Giornale di Treviglio, 14/11/08
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> rete*bassa
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