Sacconi e il diritto di sciopero: un governo di clerico-sfascisti
di Giuseppe Aragno, venerdì 27 febbraio 2009, 08:56
Archiviato in: Italia, Politica italiana 
Il Presidente Napolitano li invita a smetterla coi tagli indiscriminati alla 
scuola, all’università e alla ricerca, ma l’avvocato Gelmini risponde sotto 
dettato: noi eliminiamo solo gli sprechi. E nessuno capisce perché, spreco per 
spreco, non si cominci a tagliare il governo.

Taglio dopo taglio, spreco dopo spreco, il ministro Sacconi, un gran lavoratore 
pagato per occuparsi dei lavoratori, s’è inventato lo sciopero virtuale e si 
capisce: il diritto di sciopero si esercita nell’ambito della legge che lo 
regola. Cancellata la legge, si cancella il diritto, perché si sa: anche quello 
è uno spreco. Di questo passo - e teniamocela stretta - tra poco ci rimarrà 
solo la libertà dell’iniziativa economica privata, alla quale, com’è noto, il 
governo tiene più della vita. Non a caso nella Camera dei Fasci e delle 
Corporazioni è passato senza intoppi il “decreto milleproroghe“, che rimanda 
alle calende greche l’approvazione delle regole per la sicurezza sul lavoro. 
Ora, intendiamoci: qui nessuno s’azzarda a cambiare la Costituzione, per 
stalinista e bolscevica ch’essa sia. Si tratta solo di riconoscere che la 
sicurezza sul lavoro è davvero uno spreco. E sono tutti d’accordo: la scelta è 
perfettamente compatibile sia coi principi costituzionali, che con l’umanità, 
la sensibilità e la pietas del “partito della vita“. Quel partito che un’anima 
pia come Gaetano Quagliariello, portavoce di Berlusconi, incarna davvero alla 
perfezione. D’accordo. Quagliariello è uno spreco perfetto, questo è indubbio, 
e tuttavia quale governo potrà mai permettersi il lusso di tagliare la 
perfezione? 
Il Presidente Napolitano non ha firmato un decreto, uno solo dei mille e passa 
che l’Esecutivo ha sfornato come pizze, e apriti cielo: si voleva eliminare 
quello spreco grandissimo che si chiama diritto di morire dignitosamente e il 
Presidente s’è messo di traverso! Così, al segnale concordato col papa tedesco, 
Formigoni, per la Lombardia, Cota e Bricolo per la Padania, l’onnipresente 
Quagliariello per la Città del Vaticano, Brunetta per gli stacanovisti, Mara 
Carfagna e l’avvocato Gelmini per le quote rosa, si son levati tutti come un 
sol uomo ed una sola donna: - “Voi, signori, fate pure il testamento che 
volete, ma sul come morire, in questo Paese, l’ultima parola spetta a 
Benedetto“. Si è voluto eliminare così anche lo spreco di tutti gli sprechi, lo 
Stato laico, una vera iattura che ci portiamo appresso quasi ininterrottamente 
dai tempi di Cavour. Finalmente siamo uno Stato etico. Chi avesse dubbi, dia 
uno sguardo alle fedine penali dei gerarchi accampati nell’aula sorda e grigia 
e vivrà di certezze. D’accordo. C’è un’etica cattolica e una morale laica, 
esiste un pensiero ch’è stato socialista e ce n’è uno che fu liberale. Ma non 
siate petulanti, per favore. L’avvocato Gelmini l’ha spiegato bene: ci sono 
troppe morali e troppi pensieri e pensare è uno spreco che occorre tagliare. 
Per questo l’avvocato ha tagliato la scuola, l’università e la ricerca. L’etica 
italiota ci può ben bastare: cattolica, apostolica e romana. 
Di spreco in spreco, il diritto a scegliersi i deputati, il diritto allo 
studio, il diritto di sciopero, il diritto alla salute, il diritto, il diritto… 
di spreco in spreco, tutti i diritti si vanno tagliando. Il diritto è uno 
spreco inaccettabile. 
Diciamolo: Berlusconi e soci non sono fascisti. Anche per quello occorre 
pensare. E pensare è uno spreco. Berlusconi e soci hanno scelto d’essere 
semplicemente clerico-sfascisti: a pensare per tutti bada il Vaticano e in 
quanto a sfasciare, non gli costa nulla. 
Questo indiscriminato tagliare ci interroga, ci pone una domanda, una sola, 
prima che ci taglino la cittadinanza, assieme a quell’inaudito spreco ch’è il 
diritto di parola, e ci riducano a sudditi. Una domanda cui occorre dar 
risposta: che altro deve accadere perchè organizziamo la resistenza?

Uscito su “Fuoriregistro” il 26 febbraio 2009



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