Comunicato stampa

Si è svolta oggi a Roma, nella sala del teatro Colosseo, la prevista assemblea 
autoconvocata per uno sciopero generale e generalizzato frutto di un appello 
che ha raccolto un migliaio di adesioni di lavoratrici, lavoratori, delegati 
iscritti o non iscritti alla Cgil o ai sindacati di base. All’assemblea hanno 
preso parte oltre trecento delegati e lavoratori che hanno voluto in tal modo 
sollecitare la massima unità e la massima incisività nella lotta contro il 
modello Marchionne che, dopo Mirafiori e Pomigliano, sta estendendosi anche 
oltre la stessa Fiat. Quel modello, con il pretesto della crisi e della 
concorrenza globale, punta allo smantellamento dei diritti e delle tutele 
sindacali e vuole riportare la condizione delle lavoratrici e dei lavoratori 
indietro di un secolo. L’assemblea, inoltre, invita tutti i movimenti 
sindacali, sociali, ambientali che si oppongono all’offensiva padronale e 
governativa a individuare un percorso comune che costruisca tempestivamente, al 
di là delle ambiguità, delle timidezze e dei continui rinvii della Cgil, una 
giornata di lotta e di mobilitazione nazionale e una grande manifestazione a 
Roma.


 
III Assemblea Nazionale dei Coordinamenti e dei comitati, 
delle delegate e delegati, delle lavoratrici e dei lavoratori autoconvocati 
contro la crisi
 

Nel 3 incontro Nazionale, riuniti a Roma nel nuovo teatro Colosseo, abbiamo 
assistito ad un evidente salto di qualità e di partecipazione, rilanciando la 
necessità di un rinnovato e radicale  protagonismo di classe, emerso negli 
oltre 30 interventi di lavoratori e lavoratrici.

 

All’assemblea hanno preso parte più di trecento delegati e lavoratori che hanno 
voluto in tal modo sollecitare la massima unità e la massima incisività nella 
lotta contro il modello Marchionne che, dopo Mirafiori e Pomigliano, sta 
estendendosi  oltre la stessa Fiat. Quel modello, con il pretesto della crisi e 
della concorrenza globale, punta allo smantellamento dei diritti e delle tutele 
sindacali e vuole riportare la condizione delle lavoratrici e dei lavoratori 
indietro di un secolo.

 

La denuncia del piano Marchionne come unico modello di gestione della crisi, ha 
visto la necessità del rilancio della piattaforma di lotta sulla quale chiedere 
una mobilitazione vasta e unitaria contro queste politiche antipopolari:

 

Blocco dei licenziamenti, delle chiusure, delle fabbriche, delle 
esternalizzazioni, dei tagli all’istruzione, alla ricerca e alla spesa sociale;
Lotta all’aumento dei ritmi e alla produttività;
Contro le speculazioni edilizie e finanziarie, principali cause di chiusure e 
delocalizzazioni; 
Per la distribuzione del lavoro che c’è “lavorare meno lavorare tutti” a parità 
di salario e per l’accesso e la continuità del reddito;
Per la stabilizzazione di tutti i precari|e e gli atipici, cancellazione delle 
leggi sulla precarietà
Per dire No all’eliminazione del CCNL e alla ristrutturazione dei diritti di 
tutto il mondo del lavoro;
Per una effettiva reale e diretta rappresentanza sindacale dei lavoratori in 
ogni luogo di lavoro, tutti eleggibili tutti elettori;
Contro la Bossi-Fini, per l’estensione dei diritti ai lavoratori migranti
Ritiro del collegato al lavoro e della Riforma Gelmini.
Contro lo statuto dei lavori, per la difesa dello statuto dei Lavoratori

L’assemblea, inoltre, invita tutti i movimenti sindacali, sociali, ambientali 
che si oppongono all’offensiva padronale e governativa a individuare un 
percorso comune che costruisca tempestivamente, al di là delle ambiguità, delle 
timidezze e dei continui rinvii della Cgil, una giornata di lotta e di 
mobilitazione nazionale e una grande manifestazione a Roma.

Per questo proponiamo a tutti i soggetti interessati, un percorso dal basso e 
partecipato finalizzato alla costruzione di una assemblea nazionale che lanci 
la mobilitazione.

 

Infine, ribadiamo la necessità di costruire coordinamenti locali e\o rafforzare 
e sviluppare quelli già esistenti, per  costruire un coordinamento nazionale 
effettivamente rappresentativo di tutti i territori e che possa sviluppare il 
conflitto di classe  in tutto il paese per contribuire alla costruzione di un 
vero sciopero generale e generalizzato unitario e dal basso.

 

Assemblea dei coordinamenti e dei comitati dei lavoratori e lavoratrici 
autoconvocati contro la crisi.





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