Il giorno 25/lug/08, alle ore 13:13, Simone Cortesi ha scritto:

2008/7/25 andrea giacomelli <[EMAIL PROTECTED]>:

 - allo stesso tempo stiamo vedendo che nessuno si sta lanciando a
confermare che i dati sono *proprio proprio* utilizzabili secondo
*procedure* definite, condivisibili, riusabili.
questo non è un problema, se si pensa che non c'è nessuna urgenza, dal
punto di vista proprio delle scadenze, a liberare tanti dati.

utilizzabili, i dati dell'istat sono. ma preferisco inserire un dato
piu' corretto. un dato troppo grossolano come quello che ho trovato,
non lo metterei.

e non è come quando niccolo ha inserito in osm i toponimi, quelli sono
arbitrari, approssimati per definizione. ma i confini no, per quanto
mi riguarda non possono essere approssimati (oggetto di diatribe fra
comuni e province, si, ma non sbagliati).

Chiedo scusa se mi inserisco, partecipo davvero poco alla ML, ma mi occupo di qualita' del dato GIS da circa 15 anni. Per quanto riguarda la "precisione" dei confini, vorrei far presente che non esiste un dato PRECISO in assoluto, ma la precisione e' sempre funzione della scala di acquisizione del dato. Il dato preciso in assoluto e' quello reale, presente nello spazio "mondo" in scala 1:1, e senza soluzione di continuita'. Qualunque dato cartografico, discretizzato nel momento in cui e' stato acquisito, soffre di una approssimazione legata alla scala di acquisizione. Di conseguenze, e' giocoforza dover fare i conti con differenti precisioni su tutti gli elementi spaziali. Quando si fanno analisi topologiche (vedi esempio che e' stato fatto precedentemente per l'uso del suolo da dati vettoriali in Olanda) si presume che si stiano confrontando topologicamente dataset che abbiano precisioni comparabili, e molte volte la stima delle discrepanze tra un dataset e l'altro va fatta proprio per validare il tipo di analisi topologica che si sta facendo: inutile pretendere di ottenere indici di variazione con un significato reale se si confrontano dataset non confrontabili... nella fattispecie, se le variazioni riscontrate sono piu' piccole degli ambiti di validita' dei singoli dataset, le variazioni tra dataset non hanno significato. Per questo ogni analisi andrebbe corredata da un test di significativita' (cosa che vedo fare davvero raramente). Troppo spesso ho visto colleghi geologi, tecnici GIS o simili che "se la prendevano" con chi aveva digitalizzato o fornito il dato (spesso con gli Enti pubblici), dimenticando di fare, a priori, un po' di stime sugli errori intrinseci dei dataset, legati inevitabilmente alla scala di acquisizione. C'e' ancora, troppo spesso, la pretesa di far valere in "assoluto" topologie che sono sempre dei "modelli", ovvero delle rappresentazioni approssimate della realta' e che non hanno mai una validita' assoluta. Inoltre ricordiamoci che non c'e' solo il problema della scala ma anche il problema della proiezione, della conversione tra sistemi di coordinate, dei modelli di elissoide, dei delta tra gli elissoidi e il geoide...... Insomma, i confini di Comuni e Provincie, da qualunque parte la prendi, in un modo o nell'altro saranno SEMPRE approssimati. Non "sbagliati", intendiamoci bene, ma approssimati negli ambiti di validita' del modello stesso.

Saluti


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