La rabbia dei ricercatori contro la riforma Moratti. Al Cnr esplode il risentimento contro i tagli alla ricerca
Una cosa � certa: il governo di centrodestra ha fatto di tutto per farsi odiare dal mondo della ricerca. E pare esserci riuscito, almeno a giudicare dalla folla di persone che ieri mattina erano stipate nell'aula magna del Cnr a Roma. La comunit� scientifica si era autoconvocata per analizzare i danni che i tagli della finanziaria avevano provocato ai 108 istituti che costituiscono oggi il Cnr. Secondo i dati forniti, alcuni istituti hanno visto una riduzione anche del 65-70% dei finanziamenti ordinari. Rischiano la chiusura o la paralisi stazioni sperimentali astronomiche in alta montagna, campagne di scavo archeologico in Etruria, Sabinia e Sardegna, cos� come la banca del germoplasma vegetale, l'unica presente in Italia. Subiranno inoltre drastici tagli le ricerche sull'Aids e sul morbo di Alzheimer, mentre rischiano di chiudere molti filoni di ricerca. Ma il caso ha voluto che il ministro Moratti abbia anche deciso di forzare la mano e di portare proprio ieri in Consiglio dei ministri tre dei quattro contestatissimi decreti di riforma degli enti pubblici di ricerca. La sua stessa maggioranza aveva dato segni di nervosismo, e l'approvazione � slittata. Intanto per� il dissenso dei ricercatori si � fatto sentire, pur ancora in assenza di testi ufficiali: mentre era in corso il consiglio dei ministri, hanno tenuto un minuto di silenzio �scelto liberamente, per contrastare quello impostoci dal governo�. Ma non sono rimasti tutta la mattina in silenzio. Hanno parlato vecchi e autorevoli scienziati, come il fisico Carlo Bernardini, che ha detto di sentirsi �come quando i ladri ti entrano in casa, ti portano via tutto, aprono i cassetti e buttano per terra i ritratti degli antenati�, chiedendo di combattere contro �un cambiamento culturale� che questo governo vuole portare. O Giorgio Salvini, fisico, ex ministro ed ex presidente dell'Accademia dei Lincei, che parla di vera e propria �dittatura�. Ma l'intervento pi� applaudito � stato quello di Lucio Bianco: �Prima di venire a parlarvi - ha esordito ironico - sono andato a informarmi dalle agenzie di stampa per sapere se sono ancora presidente�. Poi ha raccontato qualcosa dell'incontro di gioved� con Moratti: �Non ci aveva convocati prima perch� non aveva notizie consolidate: ma anche ieri non ci ha dato nessun testo, solo delle schede della Ernest & Young. Certo - ha proseguito - alla fine ha invitato anche noi a fare delle osservazioni. Le faremo, ma come � gi� successo sar� inutile�. Bianco ha rivendicato ancora una volta i meriti del Cnr: �Abbiamo garantito una rete connettiva del sistema della ricerca italiana. Ora, senza fondi, la stiamo perdendo. E purtroppo i risultati si vedranno quando sar� troppo tardi�. Bianco lamenta che si decida di riformare ancora il Cnr senza cercare di capire come abbia funzionato la riforma del 1999. Poi entra nel merito: la riforma del governo viola la Costituzione, che garantisce la libert� della ricerca. Con la creazione dei macrodipartimenti introduce una gerarchizzazione e lede l'autonomia amministrativa quando prescrive nel dettaglio come debba essere organizzato internamente. Insomma, �una enorme burocrazia scientifica, associata a una privazione dell'autonomia: ogni decisione interna dovr� passare dal ministero�. Ma Bianco lancia frecciate anche a Fassino e Rutelli, in platea. �In ricerca si gioca d'anticipo: non aver previsto di aumentare le risorse nel passato e aver fatto una riforma a costo zero sono stati un errore del governo precedente�. � una �presa manu militari di tutti gli enti�, dice Bianco. �Combatto la cultura utilitaristica della ricerca�. E sul ventilato commissariamento: �Mi turba solo leggerlo sui giornali - taglia corto - � un atto illegittimo, sono preoccupato per l'ente. Forse sono visto come un ostacolo per questa riforma. Ed � vero�, dice. �Presto non ci sar� pi�: la palla passa a voi, io sar� al vostro _______________________________________________ www.e-laser.org [EMAIL PROTECTED]
