L'articolo in questione è vecchio (2006), forse si riferisce al parere
del Working Party art. 29 che però dice in effetti altro.
Ovvero si riferisce a provider e produttori di software che devono
informare gli utenti e permettere loro di disattivare specifiche
funzioni onde non limitare la libertà di espressione.
Altra cosa: la ricerca sistematica di contenuti illeciti è vietata in
quanto attività di intercettazione riservata agli organi di polizia.

"Filtering out spam has in fact become a necessary practice. If email
services did not use email filtering for spam purposes, spam would
increasingly be part of their incoming mail stream and the systems would
probably be very slow and inefficient, making email services
practically unusable for their users. This would obviously cause
consumers dissatisfaction and would probably impose limitations to the
possibility of providing a trustworthy and reliable email service."
...
"the Working Party 29 also encourages the development of filtering tools
that end users can install or configure either in the terminal equipment
or in third party servers or in the provider’s email server and which
enable them to control what they want to receive and what they do not
want to receive, also in order to reduce the costs inherent in
downloading unsolicited electronic mail as recalled in Recital 44 to
Directive 2002/58. The Working Party 29 also welcomes the research of
other tools to fight spam that may be less privacy intrusive."




http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1245840

Il testo inglese

http://www.europa.eu.int/comm/justice_home/fsj/privacy/docs/wpdocs/2006/wp118_en.pdf


Piero Cavina wrote:
> Leggo in questa intervista al Garante ...
> 
> << Il problema però è che, per esempio, l'utilizzo dei filtri-antispam
> è esso stesso un pericolo per la privacy: nel momento in cui un
> programma antispam scandisce un'email, deve "leggere" il suo
> contenuto. E questo, nel caso che la mail non sia uno spam, lede il
> diritto alla privacy di chi invia il messaggio. Una soluzione potrebbe
> essere che l'utente che spedisce venga avvertito della presenza di un
> filtro, e possa decidere di inviare o non inviare la mail. Ci stiamo
> lavorando. >>
> 
> http://www.italia.gov.it/servlet/ContentServer?pagename=e-Italia/news3&id=1150096838739
> 
> Che voi sappiate, c'è stato qualche sviluppo in questi ragionamenti o
> c'è davvero chi si preoccupa di tutelarci nei confronti di macchine o
> algoritmi? Posso fidarmi del mio correttore ortografico che legge
> tutto quello che scrivo? :-)
> 
> ..oppure forse la frase andava interpretata come "ci preoccupano
> programmi antispam che potrebbero mettere a disposizione di terzi dei
> messaggi personali" (cioè programmi che mettono i positivi in delle
> mailbox comuni) ..?
> 
> 


-- 
Paolo Giardini | EUCIP Certified | WOT Notary | CCOS Regione Umbria
Privacy Officer AIP/ICTS | Iscritto Albo Consulenti Docenti FORMEZ
Resp.Relazioni Osservatorio Privacy e Sicurezza IT | www.aipnet.it
Socio A.I.P./ITCS | CLUSIT | GNU/LUG Perugia | AIPSI | ISSA | ILS
http://www.solution.it |  Cel.337.652876 | Fax 075.93831174

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