ABORTIRE NEL DOLORE TRA MEDICI OBIETTORI
Repubblica - 05 marzo 2009   pagina 30   sezione: COMMENTI 

CORRADO AUGIAS [email protected] Caro Augias, ho letto qualche giorno fa 
su Repubblica che la responsabile del servizio Interruzione Volontaria di 
Gravidanza (Ivg))del S. Camillo di Roma lamentava che gli anestesisti fossero 
tutti obiettori. Proprio in quella struttura tre anni fa ho effettuato una Ivg 
a causa di una grave malformazione del feto. Tralascio ogni considerazione 
sulla sofferenza di una simile scelta; una donna che arriva a 21 settimane il 
figlio lo voleva proprio. Tralascio infine anche la sofferenza che la scelta mi 
comporterà per tutta la vita perché l' aborto, a differenza di quanto spesso 
alcuni raccontano, non è mai un «ripiego» facile. Assolutamente ignobile è che 
io avevo bisogno di una epidurale per effettuare l' interruzione, ero molto 
agitata, avevo paura, avevo effettuato meno di un anno prima un cesareo per far 
nascere la mia prima figlia, ma gli anestesisti erano tutti obiettori. 
Passavano medici e ostetriche e mi dicevano che stavo facendo la cosa giusta 
ma, erano tutti obiettori. Non per motivi di coscienza (se mai in una struttura 
pubblica fosse lecita una simile possibilità) ma di carriera. Ero stata 
«appoggiata» con il lettino fuori le sale parto in attesa delle contrazioni 
forti. E' straziante sentire i figli degli altri che nascono mentre tu non vuoi 
(e dico «vuoi» assumendomi tutte le responsabilità) far nascere il tuo. Avevo 
dolori terribili, alla fine la dottoressa si è dovuta attaccare al telefono 
urlando come una pazza che mandassero l' anestesista del reparto dell' Ivg, l' 
unico in servizio non obiettore. Dopo lunghe ore di attesa mi fa finalmente l' 
epidurale. L' effetto dura poche ore (per interrompere una gravidanza avanzata 
ci vogliono a volte anche due giorni), quindi siamo da capo: non si trova un 
anestesista per ricaricare l' analgesico. Ricordo ancora una anestesista tanto 
affettuosa che mi è venuta vicina a darmi conforto, ma nemmeno lei poteva fare 
nulla, era obiettrice. Così le ostetriche: so che poi mi ha aiutato la 
dottoressa per far finire quel calvario cercando di sostituire le ostetriche 
latitanti. Finale della storia: un' ostetrica dal cuore buono subito dopo l' 
espulsione del feto mi si è avvicinata e mi ha chiesto se volevo fargli il 
funerale: una simile domanda è prevista dalla legge! Lettera firmata Questa 
lettera vale da sola più di un' inchiesta sulle condizioni in cui in Italia si 
è talvolta costretti per usufruire di un diritto garantito dalla legge. 
Condizioni orribili, incivili. Ma ancora più orribile è pensare alle 
motivazioni che spingono tanti medici a dichiararsi obiettori. Non si fa 
carriera, con gli aborti. Più comodo, in un paese che tende alla teocrazia, 
dichiararsi obiettori e finirla lì. Lasciando per ore su un lettino nel 
corridoio una donna che si torce dal dolore. 

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