Aids, De Lucia: Ratzinger conferma una linea cinicamente antiscientifica,
irresponsabile, dolosa. La "cultura della morte" è quella del Vaticano
17 marzo 2009
. Dichiarazione di Michele De Lucia, Tesoriere di Radicali italiani
Alla partenza del suo viaggio in Africa, Papa Benedetto XVI ha
dichiarato, testualmente, che l'epidemia di Aids «non si può superare con la
distribuzione dei preservativi che, anzi aumentano i problemi». Il Papa ha poi
indicato come unica strada efficace quella di un «rinnovo spirituale e umano
nella sessualità».
È la conferma di una linea cinicamente antiscientifica, irresponsabile e
dolosa, foriera di ulteriori incalcolabili lutti e sofferenze. È un calcio a
tutti coloro che, spesso a prezzo di grandi sacrifici, sono impegnati nella
lotta alla diffusione del virus, difficilissima soprattutto in Africa. Qualcuno
ricordi a Ratzinger che, secondo i dati dell'UNAIDS 2005 (il programma delle
Nazioni Unite sull'hiv), i due terzi delle persone colpite dal virus si trovano
nell'Africa Subsahariana. Qualcuno gli ricordi che lo strumento più efficace
contro la diffusione dell'aids è proprio l'uso del preservativo.
Chi ha ancora il fegato di sostenere che Ratzinger è alfiere di una
"cultura della vita"? Di tutta evidenza, il Vaticano ed il suo sovrano assoluto
sono loro - con il loro proibizionismo sul preservativo, sull'aborto, sulle
staminali, sulla ricerca, sulla fecondazione assistita: sulla libertà e la
felicità dell'individuo tout-court - portatori di una cultura di morte.