ma che competenza ha o può avere in materia un ente locale o la regione?
lo chiedo solo per sapere.
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From: "Massimiliano Iervolino" <[email protected]>
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Sent: Thursday, June 25, 2009 1:30 PM
Subject: [radicaliroma] IL GAY PRIDE DI SABATO 13 GIUGNO NON RISOLVE LE
AMBIGUITÀ POLITICHE INTERNE AL CENTRO SINISTRA.
IL GAY PRIDE DI SABATO 13 GIUGNO NON RISOLVE LE AMBIGUITÀ POLITICHE
INTERNE AL CENTRO SINISTRA.
Quella di sabato 13 giugno è stata una manifestazione bella e colorata e
su questo non credo si possa eccepire, ma non possiamo fermarci al
successo organizzativo che, nonostante le tante difficoltà ormai note, c'è
comunque stato. La politica del fare dov'era? Guardando attentamente il
corteo si poteva facilmente notare che, oltre alle tante bandiere delle
associazioni Glbt, erano presenti anche quelle di diversi partiti, quali
il Partito Democratico, Sinistra e Libertà, e non ultime sventolavano
anche i vessilli dei vari gruppi comunisti. Partiti che nei giorni
precedenti al Pride hanno infiammato la polemica sul mancato patrocinio da
parte del Comune di Roma, patrocinio che invece è stato conferito dalla
Regione Lazio, governata dal centro sinistra. L'appoggio da parte di un
ente locale ad una manifestazione come quella del Gay Pride è cosa
importante, ma è altrettanto doveroso segnalare che la concessione della
giunta regionale non è stata altro che un'operazione di facciata per
almeno due motivi che vorrei qui argomentare.
Iniziamo dal primo. Il 17 dicembre 2007, dopo 14 anni di promesse non
mantenute da parte del centro sinistra, finalmente con una delibera di
iniziativa popolare, ideata da noi radicali, siamo riusciti a portare in
Aula Giulio Cesare la proposta sul Registro delle Unioni Civili. Ebbene
quella delibera fu bocciata dal voto contrario del Partito Democratico
capeggiato dall'allora Sindaco di Roma Walter Veltroni!
Veniamo ora alla seconda motivazione. Dal 2005 la Regione Lazio è
governata dal centro sinistra con il Presidente Marrazzo, eppure sono
quattro anni che costoro dirigono la nostra Regione e nulla hanno fatto
per la regolamentazione delle coppie di fatto che, ricordiamolo, sono
formate per la stragrande maggioranza da eterosessuali.
I partiti che sabato hanno manifestando con i loro vessilli sono gli
stessi che, pur stando al Governo del Comune di Roma e della Regione
Lazio, per le unioni civili non hanno fatto nulla di concreto. Nel 2007
noi radicali ci prendemmo la responsabilità politica di portare in aula,
tramite uno strumento popolare, una proposta sul Registro delle Unioni
Civili, dando la possibilità ai cittadini romani di conoscere finalmente,
dopo anni di chiacchiere, chi realmente era attento ai diritti e chi
invece faceva finta di esserlo solo per fini elettorali. Quella battaglia
la perdemmo, il Palazzo disse no alla nostra delibera. Ma oggi quella
lotta continua, anche se attraverso un altro strumento. Siamo stati sempre
convinti che quando esistono temi molto sentiti nel Paese, spesso per
questo osteggiati dalla partitocrazia, allora è proprio in questi casi che
bisogna dare la parola ai cittadini. Per queste ragioni noi Radicali Roma
da ormai due mesi stiamo raccogliendo le firme su otto referendum per la
Regione Lazio, un pacchetto di proposte tra cui annoveriamo il quesito
propositivo sulle coppie di fatto e quello abrogativo della odiosa e
discriminatoria legge sulla Famiglia voluta fortemente dall'ex Governatore
Storace. Otto quesiti che rappresentano un vero e proprio programma di
Governo alternativo a questo centro destra e a questo centro sinistra. Ci
chiediamo, però, come sia possibile che nessuna forza ambientalista,
laica, riformatrice, socialista e liberale colga questa importante
iniziativa come qualcosa di alternativo ed aggregante allo stucchevole
dibattito che attualmente c'è nella nostra Regione riguardante rimpasti di
governo, correnti e future alleanze?
Massimiliano Iervolino, Presidente del Comitato referendario di
liberazione "Ernesto Nathan" e membro della Direzione di Radicali
Italiani.
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