Alemanno nella grotta di Lourdes «Una rete per i pellegrinaggi» Corriere della Sera pag. 4 di Ernesto Menicucci
C'è un cielo plumbeo, sopra la grotta delle apparizioni della Madonna, sotto al santuario di Lourdes. Pioggerellina fitta, che costringe Gianni Alemanno ad infilarsi l'impermeabile, oggetto indispensabile di ogni pellegrino. Il sindaco di Roma, fervente cattolico, arriva qua per la prima volta nella sua vita, nel viaggio organizzato dalla Diocesi romana con l'Opera romana pellegrinaggi, e davanti al luogo dove Maria apparve a Bernadette, nel 1858 si improvvisa «barelliere». Su una sedia a rotelle c'è Isabella Vican , 38 anni, campionessa italiana di tiro con la pistola che invita il sindaco ad andare con lei alla grotta. «Deve venirci tutti gli anni», gli dice la donna. Alemanno appoggia le mani sulla carrozzina, e la spinge verso uno dei luoghi sacri più famosi del mondo. Fuori, per le vie di Lourdes, c'è l'aspetto più commerciale: negozi di souvenir, hotel per turisti, ristoranti. Ma, sull'esplanade davanti al santuario, il clima cambia. Alemanno ha la fascia tricolore al collo, poco prima aveva assistito alla messa officiata dal cardinale vicario di Roma Agostino Vallini, al quale ha portato in dono un calice, e davanti alla grotta accende una candela alla Madonna. Lo spirito, nel primo giorno di un viaggio che si concluderà venerdì, è da pellegrino: la politica resta fuori. Da Roma arriva una polemica: «Il viaggio lo pagheranno i contribuenti», si chiedono i radicali. «Alemanno paga di tasca sua», la risposta del Campidoglio. Il sindaco pensa già alle prossime tappe: «I] prossimo anno andrà a Santiago, dove porterò anche mia moglie Isabella che stavolta non è potuta venire per suoi impegni istituzionali». In testa, anche un'altra idea: «Creare una rete tra i vari luoghi di preghiera: Roma e Lourdes sono legate da culto mariano». Vallini aveva parlato di un «pellegrinaggio dell'anima», padre Cesare (amministratore delegato della Romana Pellegrinaggi) se l'era presa con «i ricchi, i prepotenti, quelli che si saziano di ingiustizia, gli spietati». Alemanno coglie la palla al balzo: «A Roma serve un nuovo umanesimo, per fare una città migliore, più solidale. I valori della persona vengono al primo posto: non si deve pensare solo al consumismo che ci invade con la pubblicità e le televisioni». Dopo la foto ricordo, anche un fuori programma. Ciro, uno degli «ospiti» della casa famiglia per malati di Aids allestita dalla Caritas a Villa Glori, gli parla di Che Guevara: «Al di là delle idee politiche, è un personaggio che stimo molto», risponde Alemanno. Lo invitano anche a cena, nella struttura che a fine anni 8o veniva contestata da quelli dell'Msi, e il sindaco accetta: «Verrò senz'altro, promesso». Ciro se ne va, facendo saltelli di gioia. Ernesto Mencucci Massimiliano Iervolino Membro della Direzione Nazionale di Radicali Italiani via di Torre Argentina 76 00186 Roma 3453652220 [email protected] www.massimilianoiervolino.it --------------------------------------------------------------------- Per cancellarsi, scrivere a: [email protected]
