Dibattito sul testamento biologico Binetti e Welby si trovano d'accordo sulle disposizioni di fine vita Libero pag 50
Paola Binetti e Mina Welhy che discutono di testamento biologico e di regole di fine vita, E alla fine, pur cori posizioni diverse, ideologicamente diverse, riescono anche a trovare un punto in comune: le dichiarazione depositate negli uffici anagrafici del X e Xl municipio in particolari nell'espressione della volontà del cittadino, riguardo all'assistenza religiosa, alla possibile crematura e alla donazione degli organi. E successo durante il dibattito organizzato dalla Cellula Luca Coscioni di Roma e dal Gruppo Sinistra e Libertà della Provincia di Roma. Mai punti in comune finiscono qui. La Binetti ha subito dopo precisato che «se Eluana Englaro è vissuta 17 anni con il sondino, è evidente che quel trattamento era efficace. Non si può parlare di accanimento i terapeutico se il rimedio è efficace, in quel caso sono state interrotte delle cure mediche, e infatti Eluana è morta dopo tre giorni». Immediata la replica di Mina Welby: «Eluana aveva affermato quando ancora era cosciente, che non avrebbe mai voluto vivere in un simile stato. I pazienti in stato vegetativo, come Eluana e Piergiorgio, desiderano solo di pone termine alle terribili sofferenze, non si posso- no tenere n vita queste persone solo per ragioni egoistiche», ha detto la signora incassando così il plauso del gruppo Pd in Provincia che scambierebbe volentieri la Binetti con la Welby. Al dibattito hanno partecipato Massimiliano lervolino, dei Radicali, Mina Welby, dell'Associazione Luca Coscioni, Federico Iadicicco consigliere provinciale del Pd I,, Sandro Medici presidente del X municipio, Andrea Catarci del Xl Municipio e Gianluca Peciola, consigliere provinciale di SeL. Che spiega: «Abbiamo voluto confrontarci su questo tema, partendo dall'esperienza dei Municipi X e Xl che hanno già approvato il registro del testamento biologico e con le altre sensibilità politiche e culturali, Le istituzioni non possano arrogarsi il diritto (li farlo al posto delle persone, in particolar modo in una fase delicata come quella di fine vita», «Il registro nel municipio Xl è uno strumento non ideologico, nè politico, con cui i cittadini possono rilasciare le proprie volontà», ha continuato Andrea Catarci, annunciando anche la possibilità di istituire il registro delle unioni civili>'. «Se non ci fossero stati i casi Welby ed Englaro», ha concluso Massimiliano lervolino, «il dibattito sul testamento biologico in Italia non si sarebbe mai aperto. Se possiamo discuterne lo dobbiamo sicuramente a loro». Testamento biologico, dibattito sul registro. Epolis pag 25 M.R. In Provincia si parla di testamento biologico: un dibattito, con Mina Welby e Paola Binetti, organizzato da SeL con Gianluca Peciola e con l'associazione Luca Coscioni, con Massimiliano Iervolino. Presenti, i due minisindaci che hanno istituito il registro, Sandro Medici del X e Andrea Catarci nell'XI, Federico Iadicicco, consigliere provinciale del Pdl. «Un dibattito ancora aperto - dice Peciola - che ha raccolto posizioni trasversali». Quella dell'XI è un'esperienza molto giovane, nata a giugno, ma, come dice Catarci, «ha raccolto le espressioni di bisogno dei cittadini». Medici dice che «ci sono prenotazioni fino a Natale». Per la Binetti, non esiste un problema sul registro, ma «il desiderio di morte non può appartenere alla nostra cultura». «Io sono stata egoista, non sono stata dalla parte di Piergiorgio - racconta Mina Welby -. Il dramma è delle tante famiglie che vengono lasciate da sole a tenere a bada i malati. Non si tratta di scegliere la morte, ma si accetta di non poterla evitare _______________________________________________ Lista mailing list [email protected] http://lists.radicaliroma.com/cgi-bin/mailman/listinfo/lista
