Marrazzo stressato, ecco il certificato medico
Da ilgiornale.it
di Andrea Cuomo

Nel giorno del primo consiglio regionale dopo lo shock-Marrazzo, continua
a tener banco la farsa dell’autosospensione del governatore, con cui la
sinistra conta di ritardare il voto di due mesi e quindi trovare un
candidato competitivo e un po’ di morale. L’autosospensione (di cui
peraltro, fa notare Francesco Storace, il sito istituzionale della Pisana
non dà notizia) è motivata da uno stress psicofisico notevole (e ci
mancherebbe altro, ci viene da commentare) riscontrato su Marrazzo ieri
dai medici del Policlinico Gemelli, che hanno redatto apposito certificato
con prognosi di 30 giorni. Quel foglietto giungerà presto sul tavolo di
chi di dovere, facendo scattare l’istituto dell’impedimento temporaneo,
l’unico che giustifica il trasferimento dei poteri al vice Esterino
Montino. Poi arriveranno le dimissioni. Da quel momento dovranno passare
al massimo 135 giorni in tutto prima di andare alle urne. Infatti ai 90
giorni di tempo per redigere i decreti per indire i comizi elettorali si
sommano i 45 giorni che sono la condizione necessaria per darne notizia
agli elettori con apposito manifesto. Si arriverebbe così al 7 marzo.
Considerando che la data per l’«election day» proposta del ministro
dell’Interno è il 28 marzo, a quel punto anche per ragioni di risparmio
sarebbe confermata. In ogni caso, a stabilire la data delle elezioni
regionali è il presidente della Regione o il suo vice. Le Regioni che
hanno un loro statuto, come il Lazio dall’11 novembre 2004, hanno infatti
potestà in materia elettorale. Quanto al ruolo di commissario ad acta per
l’attuazione del piano di rientro del deficit sanitario, che Marrazzo
riveste dal 4 luglio 2008. Questo incarico essendo di pertinenza del
governo, Marrazzo lo rimetterà direttamente a Palazzo Chigi.
Ma il centrodestra sente comunque puzza di manfrina e continua a porre la
questione non solo sul piano dialettico. Il presidente del gruppo PdL al
Senato, Maurizio Gasparri, il vicepresidente vicario Gaetano Quagliariello
e i senatori del PdL eletti nel Lazio hanno presentato ai ministri per i
Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto e dell’Interno, Roberto Maroni
un’interrogazione urgente a risposta orale in cui chiedono di verificare
l’esistenza della delega a Montino per l’esercizio delle funzioni. In caso
affermativo, continuano i senatori, «se la suddetta delega sia legittima,
considerato che, nella fattispecie, trattasi di un impedimento permanente
al quale dovrebbero seguire le dimissioni del presidente». Inoltre,
scrivono i parlamentari del PdL, «se allo stato attuale gli organi della
Regione siano legittimati a svolgere le rispettive funzioni ovvero se
debba intendersi il Consiglio regionale decaduto, mentre la Giunta in
carica solo per l’esercizio dell’ordinaria amministrazione».
Peraltro, una soluzione ci sarebbe ma non può «scattare». Lo fa notare il
membro della direzione nazionale di Radicali Italiani, Massimiliano
Iervolino: «Sulla legittimità dell’autosospensione di Marrazzo e il
passaggio di deleghe al vicepresidente Montino - spiega Iervolino -
dovrebbe dichiararsi il comitato di garanzia statutaria. Di questo organo,
previsto all’articolo 68 dallo statuto del 2004 della Regione Lazio,
purtroppo, come da noi più volte denunciato, non sono mai stati nominati i
componenti e oggi dobbiamo assistere a interpretazioni faziose senza che
nessuno abbia la possibilità di interpellare i garanti dello statuto».



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